Svezzamento: con cosa si inizia?


Buonasera,
il mio bambino ha tre mesi. La pediatra mi ha consigliato di iniziare lo svezzamento dopo i cinque, o anche dopo, se posso evitare di tornare a lavoro subito.
La pediatra, poi, ha detto una cosa che risulta un po’ strana a me e mio marito e vorrei appunto un ulteriore consiglio.
È possibile che si inizi con il salato (brodino e verdure) invece della frutta? È strano che la pediatra ci abbia detto di fare cosi?
Ho sempre sentito dire che i bimbi iniziano con la frutta!
Incide per caso il periodo dell’anno in cui si inizia lo svezzamento, oppure incide se il bambino non va di intestino molte volte al giorno (in media una)?
Grazie per la sua risposta.
Un saluto.

Non credo che il problema sia rilevante. Ad ogni modo, il motivo per cui si è soliti iniziare con la frutta è per sondare il terreno, cioè per capire se il bimbo è già in grado di accettare i cibi proposti col cucchiaino e, per evitare che, in caso di rifiuto, si possano generare dubbi sul motivo del rifiuto (rifiuta il sapore della pappa perché non è dolce come il latte o rifiuta il cucchiaino solido in bocca?), per non rischiare di preparare con tutti i sentimenti una minestrina che poi resterà nel piatto (le neomamme sono famose per farsi delle grandi e salutari abbuffate di minestrine rifiutate), si cerca di abituare il bimbo con qualche cucchiaino di frutta che non sostitusce ancora una poppata ma abitua e incuriosisce il piccolo a nuovi sapori e nuove modalità di alimentazione. Quindi, non è un diktat, però io consiglio sempre prima mezzo vasetto di omogeneizzato di frutta, o anche meno, a metà mattina, per alcuni giorni prima di introdurre la minestrina "salata" che poi tutto è fuorché salata visto che la crema di riso è insapore e il brodo di carota e patata è dolciastro senza aggiunta di sale.
Però, se il bambino ha già imparato ad abbinare il cucchiaino con un sapore allegro e gratificante come quello della frutta, non avrà riluttanza ad aprire la bocca anche davanti alle prime pappe. Altri motivi non ne vedo e sinceramente, la diatriba frutta sì o frutta no mi sembra una questione di lana caprina. Quello che è importante è il rispetto dei tempi di svezzamento unito al rispetto dei tempi di ogni singolo bambino.
Un caro saluto,
Daniela

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