Streptococco nei lattanti?


Gent.le dott.ssa,
avrei bisogno di fugare un dubbio che coltivo da qualche giorno.
Il mio bambino di 40 giorni, la scorsa settimana, ha avuto un contatto con una bambina alla quale, all’indomani del loro incontro, è stato riscontrato un forte mal di gola con febbre, riconducibile a streptococco.
Le domando: quale rischio di contagio sussiste per il mio bambino? Ci siamo incontrati per strada, quindi all’aperto, e la bambina si è semplicemente chinata verso la carrozzina, non dovrebbe aver toccato il piccolo, anche se ricordo che di tanto in tanto, lì vicino, lei ha emesso qualche starnuto.
È già trascorsa circa una settimana ma so che l’incubazione per lo streptococco è piuttosto lunga, tuttavia il mio bimbo sta bene, non ha febbre, mangia e dorme regolarmente, anche se talvolta starnutisce con vigore.
Perdoni la mia insicurezza, ma come mamma alle prime armi sento la necessità di avere rassicurazioni, e soprattutto la maggior informazione possibile su eventuali comportamenti a rischio di contagio!
La ringrazio sentitamente.
Francesca

Cara Francesca,
capisco le tue premure e le tue trepidazioni ma ti voglio precisare, prima di tutto, che le infezioni da streptococco hanno una incubazione molto breve, molto più breve di quelle virali, meno di una settimana, di solito tre o quattro giorni, quindi il tuo bimbo è al sicuro.
Però, credimi, migliaia di persone incrociate per strada possono avere infezioni batteriche, streptococco o altro, delle quali possono essere portatrici se non addirittura malate senza saperlo: ti devi rendere conto che i piccoli non possono e non devono essere tenuti sotto una cappa di vetro: quando li aiuti con l’allattamento materno e con le vaccinazioni, nonché con una buona igiene ambientale e di stile di vita, hai fatto tutto quanto è nelle tue possibilità per prevenire infezioni prevedibili.
I bambini, anche molto piccoli, hanno le loro brave difese: non sono come quelle degli adulti ma, credimi, non sono niente male!
Se così non fosse, a massimo tre giorni dalla nascita sarebbero già ammalati! Le infezioni da streptococco, comunque, nei piccoli, possono manifestarsi come comuni infezioni virali con flogosi delle prime vie respiratorie e un po’ di catarro e non con i sintomi caratteristici dei bambini più grandi, però sono piuttosto rare prima dei due o tre anni, come tutte le infezioni batteriche, del resto.
In questa fascia di età prevalgono nettamente (più dell’80%) le infezioni virali. I rischi di contagio sono essenzialmente gli ambienti affollati e chiusi, soprattutto se frequentati da bambini, cioè le comunità e gli asili nido; poi vengono i comportamenti errati degli adulti come fumare nell’ambiente dove vive e respira il bambino, non lavarsi le mani dopo essersi soffiati il naso o essere andati in bagno o avere cambiato e lavato un altro bambino piccolo, scambiare con il piccolo posate, tovagliolo, bicchieri, fazzoletti e via discorrendo, portare il piccolo in piscina, anche se i corsi di baby nuoto sono molto suggestivi e divertenti… Insomma, occasioni di venire a contatto con germi patogeni e virus sono continue, ma è anche normale e giusto che sia così: l’unica protezione valida e razionale dalle infezioni è l’esperienza immunologica.
Quest’ultima, laddove è possibile o troppo rischioso far fare direttamente, si pratica con le vaccinazioni e con l’allattamento al seno prolungato e per tutto il resto valgono le buone norme igieniche dette prima che servono soltanto a ridurre una eccessiva carica batterica o virale con la quale il piccolo può venire in contatto, non ad abolirla del tutto, cosa che sarebbe una prudenza inutile.
Ti chiedo quindi di tranquillizzarti e di avere più fiducia nelle capacità di difesa fisioloogiche del tuo piccolo.
Un caro saluto,
Daniela

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