Streptococco all’asilo: come comportarsi?


Gentile dottoressa,
ho letto alcuni suoi interventi sullo streptococco ma ho comunque necessita’ di porle la seguente domanda.
Questa mattina, al nido di mia figlia (che ha quasi 3 anni)  era esposto un cartello che dichiarava che nella stessa classe di mia figlia una bambina era stata contagiata da streptococco virale. A seguito di ulteriori domande, le maestre hanno detto che la bambina ha avuto tonsillite.
Trattandosi comunque di un virus (o batterio?) che, a quanto capisco, puo’ essere trasmesso facilmente e che puo’ dare luogo a diverse complicanze, volevo sapere come devo comportarmi, se e’ opportuno chiedere ulteriori informazioni a scuola, o se é sufficiente "tenere" d’occhio (piu’ di quanto si faccia normalmente) lo stato di salute di mia figlia.
La ringrazio in anticipo.
Una mamma


Lo streptococco è un batterio, non un virus. Chi ha scritto l’avviso non ha capito nulla del problema, sarebbe meglio che si chiarisse un po’ le idee.
Per prudenza, i conviventi o i compagni di classe di un bambino che ad un certo punto risulta affetto da una patologia dovuta allo streptococco, anzi, ad uno streptococco patogeno come lo streptococco beta emolitico gruppo A, altrimenti detto streptococco piogene, dovrebbero farsi controllare almeno la gola per tre giorni consecutivi dal momento che a loro giunge notizia del bambino malato. Se si scopre un faringe particolarmente arrossato in uno di loro, sarebbe prudente farlo visitare e magari praticare un tampone faringeo per ricercare lo streptococco piogene. Non tutte le gole rosse sono indice di infezione da streptococco, s’intende, ma siccome il germe è molto contagioso e prima si diagnostica prima si può iniziare la terapia, è prudente controllare la gola dei bambini per prendere eventualmente sul nascere una eventuale tonsillite da streptococco.
Però l’incubazione è brevissima: se dopo tre, massimo 4 giorni di controlli il bambino che è stato a contatto con il compagno malato continua a stare bene il problema non si pone più, vuol dire che non è stato contagiato.
In realtà sarebbe molto più semplice che ci fosse ancora la figura del medico scolastico o dell’asilo-nido che si facesse un bel giretto per le classi a controllare la gola dei bimbi per tre giorni senza neanche disturbare i genitori e metterli in allarme inutilmente.
Comunque non preoccuparti troppo, più di tanto non si può fare: che tu faccia controllare il bambino o che tu non lo faccia controllare, il tempo di andare a visita e di ricevere la risposta del tampone, se il bambino è stato contagiato lo si capisce presto. Così facendo, poi, cioè controllando i bambini in modo un po’ esasperato anche se non presentano sintomi di infezione, si corre il rischio di trattare con antibiotici anche i bambini che sono solo portatori sani, magari con scarsa carica batterica e quindi non contagiosi.
Sarebbe un modo di procedere un po’ esagerato e inutile visto che passato il pericolo di uno streptococco ci sono molte probabilità che se ne riaffacci un altro dopo pochi giorni. Sarebbe assurdo dare così tanti antibiotici.
Un caro saluto,
Daniela

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