Stop all’allattamento notturno


 

Gentilissima dottoressa,

innanzitutto la ringrazio per le risposte, le ho letto con attenzione e mi sono servite per riflettere.

Dall’ultima mia richiesta (allattamento e lettone) ci sono stati dei cambiamenti, questa settimana la sera verso le 21/21.30 mentre le do la camomilla (sedute entrambe sul divano) si addormenta, la cosa la prima volta mi ha quasi commosso, poi però alle 23.00 c’è il primo risveglio in cui si attacca al seno e questo per tutta la notte, praticamente dalle 23.00 alle 4 circa ci addormentiamo mentre lei sta poppando ripetutamente.

Poi dorme staccata da me fino alle 7 circa, quando si riattacca. Tutto questo nonostante il Nopron che le metto nel biberon della camomilla (3 ml). È forse il momento di uno stop? Ora mi alzo con i capezzoli doloranti.

Mia mamma è disponibile ad aiutarmi nello svezzamento completo ma qual è il metodo giusto? Devo lasciare la bimba da lei per qualche giorno senza di me (e quanti giorni) o devo esserci anch’io, ma mia mamma la deve cullare quando piange e cerca il seno? Potrebbe guidarmi in questo percorso che vorrei, per quanto possibile, fosse dolce e non drastico?

La ringrazio fin da ora per l’attenzione.

Non devi lasciare la bimba da sola dalla nonna per svezzarla, ci mancherebbe altro! Dai pure tu la o le pappe necessarie alla bimba, falla bere a sufficienza durante il giorno e cerca di disabituarla anche alla camomilla di tarda sera.

Se la bimba ha una forte oralità e non riesce a fare a meno di avere il capezzolo in bocca per succhiare, prova delicatamente a sostituirlo con il ciuccio: potrebbe essere l’inizio della sua autonomia psicologica.

Per come si comporta la bimba quando la porti nel lettone, capisci da sola che, a volte, è necessario avere il coraggio di dire i primi no in modo che la bimba possa capire che la sua libertà, più che legittima, di richiedere il seno quando vuole, finisce quando inizia la libertà della mamma di rifiutarsi di farsi venire l’esaurimento per una richiesta di suzione un po’ fuori dalla norma.

Ora, non esistono e non possono esistere regole precise nella costruzione e nell’evoluzione di un rapporto tra mamma e figlia, soprattutto nei primi mesi, ma quando la mamma allatta ancora e lo fa con piena disponibilità di continuare e senza fretta ne nervosismo, i momenti di stretto contatto corpo a corpo con la mamma al momento delle poppate nutritive potrebbero essere considerati sufficienti per la bimba, specie se ad essi si sommano le innumerevoli coccole, premure e accadimenti vari durante tutta la giornata.

Prima o poi i bambini devono imparare a scoprire da soli o a conoscere delle prassi consolatorie via via più indipendenti dallo strettissimo contatto con la madre, che sicuramente non manca in tantissimi altri momenti della giornata, quindi il ciuccio potrebbe in parte risolvere, nonostante il rischio che diventi una abitudine non facile da eliminare in futuro.

Ma, ripeto, ci vuole equilibrio in tutto e se un bambino mostra riluttanza ad iniziare a staccarsi un po’ dalla mamma, la mamma deve, con il suo comportamento, la sua serenità, la sicurezza delle sue convinzioni e la coerenza dei suoi atteggiamenti, aiutare il figlio in questo cambiamento e non diventare sua schiava per eccesso di disponibilità.

Il bimbo, oltre che di contenimento, ad un certo punto ha bisogno di modelli da assimilare, di regole da conoscere e questi solo tu potrai darli perché non puoi pensare che il bimbo – in questo caso la bimba – sappia subito da sola il da farsi.

Quindi, per andare avanti, una botta al cerchio e una alla botte, un po’ di disponibilità da parte tua e un po’ di regole, senza timore di traumatizzare o deludere la bimba, anzi, più occasioni avrà di trovare da sola le strategie operative per risolvere una situazione, senza essere per forza totalmente indipendente dalla mamma, prima imparerà a comunicare tutti i suoi bisogni con altri canali comunicativi che non siano la richiesta di suzione del capezzolo: per esempio i versetti modulati, i sorrisi, le smorfiette di disappunto, i movimenti protesi verso una persona, ecc. ecc.

Più la terrai stretta, invece, nella costante perpetrazione di gesti, situazioni più idonee alle settimane e ai mesi precedenti che ai suoi bisogni attuali, più la renderai poco curiosa delle novità, scarsa di iniziative e anche insicura. Quando un bimbo cresce, madre e figlio devono crescere e cambiare insieme i loro modelli comportamentali e comunicativi, adattandosi l’uno all’altra giorno dopo giorno e non fissandosi su schemi
più idonei ad una età precedente.

E ogni nuovo modello comportamentale dovrà venire da te e non dai nonni, altrimenti la bimba, con i nonni imparerà a comportarsi in un modo, ma con te vorrà sempre essere come prima.

Un caro saluto, Daniela

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