Stomatite aftosa


Salve,

Le scrivo perché non so più dove sbattere la testa. Ho un bambino di 13 mesi e mezzo , da circa 7 mesi soffre di una gengivo stomatite aftosa. Ha preso aciclovir x 15 gg ma senza alcun risultato nel senso che è migliorato ma nn guarito del tutto. La gola nel retrofaringe è ancora arrossata con piaghette. Come sospendo lo sciroppo il bambino mi smette di mangiare e beve poco. Ha eseguito esami del sangue ed ha un deficit di iga parziale (4.5).
Cosa posso fare? Grazie
Cordiali Saluti
Alessandra

La stomatite aftosa non è sempre ben inquadrabile in una patologia specifica pertanto la terapia mirata è praticamente impossibile se si escludono rimedi sintomatici. Un transitorio deficit imunitario potrebbe esserne la causa così come alcuni virus, la mononucleosi, ecc. e addirittura alcuni cibi di cui il bimbo può essere allergico. L’antivirale potrebbe non servire a nulla. Io ti consiglio, prima di tutto di leggere altre risposte sullo stesso argomento che potrai trovare su questa rubrica, poi una cura intensiva con vitamine del gruppo B e anche C e una terapia locale con un antinfiammatorio tipo Alfamed, a base di acido ialuronico, che puoi trovare in varie formulazioni, dal gel allo spray. Come antidolorifico puoi utilizzare toccasture locali con un prodotto a base di cortisone, ma spesso non è necessario data l’efficacia dell’acido jaluronico. Inoltre, durante il periodo di manifestazione delle afte, è bene mantenere una rigorosa igiene orale facendo sempre bere un po di acqua al bimbo dopo i pasti, lavando i dentini e la lingua strofinando con un dito avvolto in una garza sterile imbevuta di acqua a sua volta sterile come anche acqua  bollita o fisiologica ed evitando non solo i cibi aspri come aranci, limoni, ecc., o i cibi troppo croccanti o ruvidi al tatto, ma anche cibi favorenti le reazioni locali allergiche anche in bocca come cioccolato, pomodori, formaggi, fragole, arachidi, cereali con grano duro e tutti i cereali contenenti glutine. Le afte, inoltre, potrebbero essere un segno di celiachia.

Un caro saluto, Daniela

 

 

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