Stitichezza a 4 mesi: come vincerla?


Gent.ma Dott.ssa,

il mio Valerio di appena 4 mesi, che prende esclusivamente il mio latte, ha iniziato ad avere problemi di stitichezza.

La mia pediatra mi ha consigliato di assumere più liquidi e di iniziare a dargli un po’ di frutta una volta al giorno (pera) che io frullo fresca e senza aggiunta di zuccheri e che lui sembra gradire (oggi ha assunto 2 pere piccole) e un po’ d’acqua ogni tanto durante la giornata. E se non succede nulla ogni 48 ore stimolarlo con una suppostina di glicerina.

È già la terza volta che gli metto la suppostina per aiutarlo a liberarsi e neanche fa più effetto subito ma dopo due, tre ore… È già stitico?

Molte mamme con il mio stesso problema mi hanno suggerito però di non stimolarlo sempre altrimenti si abitua e non fa più cacca da solo, ma come fare?

Ho fatto trascorrere 5 giorni…ma onestamente mi sembra troppo! Del resto mio marito è stato stitico da piccolo e Valerio non è stato ancora svezzato e già ha questo problema. È vero che non andrebbe aiutato? Io cosa posso fare per aiutarlo?

Grazie!

Stefania


Cara Stefania,

bisogna distinguere la stitichezza vera, che si manifesta con l’evacuazione difficoltosa più o meno diradata nel tempo, cioè non tutti i giorni, di feci molto dure, secche, contenenti una scarsissima quantità di acqua al loro interno, da una semplice riduzione dello stimolo ad evacuare, in seguito alla quale il bambino va di corpo ogni tre, quattro giorni o più, ma le feci sono, poi, di aspetto e consistenza pressoché normali.

Nel primo caso, aumentare liquidi e fibre nell’alimentazione del bambino e, in questo caso, anche della mamma, può essere una soluzione parziale al problema: quindi, pera schiacciata o frullata, magari con qualche cucchiaino di succo di prugne bolite o di omogeneizzato di prugne al bambino e minestroni freddi contenenti verdure verdi come bieta, spinaci, ecc., nonché un po’ di legumi decorticati e abbondante frutta fresca alla mamma più molti liquidi da bere al bambino potrebbero essere la soluzione.

Ma se questo non bastasse, al terzo o quarto giorno (due giorni senza evacuare, di solito, non sono un problema per un lattante) si dovrebbe tentare prima con la stimolazione rettale mediante la punta del termometro introdotta nell’ano per due o tre centimetri e fatta ruotare lentamente per stimolare lo sfintere anale per uno o due minuti, poi, se non bastasse, con un microclisma di malva, camomilla e glicerina piuttosto che con la supposta che può tardare a sciogliersi creando, a volte, irritazioni alla mucosa anorettale.

Se la stitichezza permanesse ostinata e abituale, bisognerebbe verificare che non vi siano anche piccole malformazioni della zona come, per esempio, una distanza ridotta tra l’ano e lo scroto, cioè una anteriorizzazione anale, una ragade anale dolorosa al momento dell’evacuazione, una vera e propria stenosi anale, oppure se l’ultima parte dell’intestino non sia affetta da qualche anomalia di innervazione, come nella malattia di Hirchprung o megacolon congenito, oppure alcune malattie metaboliche come l’ipotiroidismo o l’ipocalcemia, anche se l’ipotiroidismo si sarebe già scoperto grazie agli screening metabolici praticati alla nascita.

Quindi che fare? Suggerimenti dietetici a mamma e bambino, stimolazione rettale ogni terzo, quarto giorno privo di evacuazione, eventualmente microclisma ogni 4, 7 giorni e consulto con il pediatra per valutare se prendere o meno in considerazione eventuali anomalie anatomiche e non solo funzionali che potrebbero essere responsabili della stitichezza.

Oltre tutto ciò, come ho già avuto modo di suggerire in altre occasioni, il regolare massaggio infantile potrebbe essere un utile coadiuvante.

Un caro saluto,

Daniela

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