Stipsi dal momento del divezzamento


Buongiorno dottoressa,

sono la mamma di Sophia, bimba nata a termine, di 6 mesi e mezzo, non allattata al seno ma con latte artificiale Nidina 1. Ho iniziato da circa 1 mese e mezzo il divezzamento e si è verificata una stipsi a mio parere importante con emissione di feci caprine e formazione di fecalomi che ho rimosso manualmente.

Per cercare di risolvere questo problema ho inizialmente apportato delle modificazioni dietetiche quali: utilizzo della sola pappa di mais e tapioca anziché la crema di riso, aumento dell’apporto di verdure quali lattuga, biete, finocchi nella pappa ed eliminazione totale di patate e carote, aumento dell’apporto di olio d’oliva da un cucchiaino ad un cucchiaio abbondante, somministrazione di omogeneizzati di prugna e pera come frutta, diluizione maggiore del latte artificiale per aumentare l’apporto di liquidi che mia figlia altrimenti non assume. Su consiglio del pediatra ho iniziato da una settimana ad eseguire dei microclismi a giorni alterni con soluzione fisiologica ed olio d’oliva, e la bimba si scarica solo se esegue questi microclismi.

Le segnalo che io sono affetta da morbo celiaco, e per questo motivo ho deciso, d’accordo con il pediatra, di non introdurre il glutine nella dieta di mia figlia fino al compimento dell’anno d’età.
I quesiti che le sottopongo sono:
la stipsi durante il divezzamento può essere causata da intolleranze alimentari o da malassorbimento?
Esistono ulteriori misure dietetiche da adottare per cercare di risolvere il problema?
Nel caso in cui si renda necessaria la somministrazione di un purgante, quale preparato è più tollerato? (mia figlia non ha mai sofferto le coliche gassose finora).

La ringrazio per l’attenzione e le porgo distinti saluti.

La stipsi può riconoscere varie cause e fra esse anche l’intolleranza alimentare, ma nei lattanti, di solito, l’intolleranza che si manifesta con stipsi è quella al latte artificiale, cioè di origine vaccina, molto più difficilmente quella ad altri alimenti. All’inizio dello svezzamento, poi, sono possibili e frequenti alcune modificazioni delle funzioni digestive sia perché l’intestino ha bisogno di un po’ di tempo prima di abituarsi alla nuova alimentazione, sia perché, assumendo meno latte a favore di altri alimenti, viene introdotta una minore quantità di lattosio che ha un certo effetto lassativo, sia perché la flora batterica intestinale si modifica, sia perché si introducono, a volte, meno liquidi e contemporaneamente una quantità di amidi che, a volte, se introdotti senza una opportuna gradualità, come può avvenire con la crema di riso o altri cereali, possono essere astringenti.

I rimedi sono, inizialmente, prevalentemente dietetici, cioè aumento dei liquidi proponendo più spesso da bere acqua o tisane varie al bambino e diluendo maggiormente le pappe a cucchiaio, riduzione di un eventuale eccesso di cereali introdotti nelle pappe che, magari, si vanno a sommare a quelli già aggiunti nei biberon di latte quando il bambino viene allattato artificialmente, riduzione o eliminazione temporanea dei formaggi e formaggini vari ed eventualmente aumento della quantità di frutta eliminando banane, mele, caki a favore di pere, prugne cotte. Le carote cotte perdono il loro effetto astringente quindi possono essere date e, sempre per quanto riguarda le verdure, andrebbero introdotte una alla volta con gradualità iniziando con carote e patate per poi aggiungere zucchine, bieta, pochi finocchi e anche con prudenza la lattuga più, piano piano, tutte le altre verdure di stagione inclusi i cuori di carciofo con rigorosa esclusione delle foglie anche quelle più tenere in quanto hanno un buon effetto lassativo ma le foglie possono essere irritanti per l’intestino.

Compiuto il sesto mese, poi, è consigliabile non dare più da bere al bambino acqua oligominerale, troppo povera di sali minerali, non eccedere con le proteine calcolando 30 gr di carne a porzione e, facoltativo, massimo un cucchiaino da caffè di parmigiano nella minestrina. Per quanto riguarda i cereali, è bene avere eliminato il riso e la decisione di ritardare l’introduzione del glutine può essere considerata prudente; in ogni caso, però, al mais potresti aggiungere l’avena, che può essere assunta dai celiaci o presunti tali con tranquillità: questo cereale ha un discreto effetto regolarizzante le funzioni intestinali.

Se anche questi accorgimenti si rivelassero insufficienti, non ti resterebbe che utilizzare ogni tanto i microclismi, almeno per un certo periodo, associandoli o intercalando questa pratica, che non deve diventare una abitudine, alla somministrazione di lattulosio oppure di macrogol (paxabel): quest’ultimo andrebbe somministrato in bustine, cominciando con mezza o al massimo una bustina al giorno sciolta in mezzo bicchiere o anche meno di acqua la mattina fino ad arrivare ad una bustina al giorno o tutta intera la mattina o mezza la mattina e mezza la sera fino alla regolarizzazione completa delle evacuazioni per un massimo di tre mesi consecutivi.

Se non si vuole introdurre questo tipo di lassativo si può aggiungere ai consigli dietetici una certa quantità di maltodestrine – nidex – in media uno o due cucchiaini nel latte o nelle bevande dal sapore dolce come tisane, camomilla, ecc. per una quantità massima, non tassativa, di 5, 6 cucchiaini al giorno. Anche il massaggio regolare al pancino o, meglio ancora,a tutto il corpo, può contribuire a regolarizzare le funzioni intestinali. Con prudenza può essere iniziato qualche cucchiaino di succo di arancio unito alla frutta che dovrebbe essere assunta lontano dai pasti e preferibilmente nelle prime ore della giornata.

Un caro saluto, Daniela

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