Sonno notturno e svezzamento


Gentile Dott.ssa,

ho iniziato lo svezzamento del mio bambino di sei mesi e mezzo a inizio agosto.

L’ho dovuto subito interrompere a causa di una tonsillite e l’ho sospeso per una settimana per poi riprenderlo con successo.
Da quel momento però il bambino ha smesso di dormire tutta la notte come era solito fare prima e si sveglia una o due volte per notte.

Inizialmente ho dato colpa al dolore alla gola, in seguito al fatto che si fosse probabilmente abituato ad essere svegliato almeno una volta per notte per la somministrazione dell’antibiotico, ma ora sono passati dieci giorni e nulla è cambiato.

Quando si sveglia di notte, rare volte accetta solo di bere (acqua o camomilla) spesso desidera un biberon di latte… Non capisco come possa avere tanta fame visto che proprio in seguito a questo suo comportamento sono subito passata a un intero liofilizzato e due pasti di "pappa al giorno".

In ogni caso si sveglia per bere il latte sia che beva mezzo litro di latte durante il giorno (oltre ai due pasti con la pappa) sia che ne beva il doppio.

Di norma dopo il pasto serale alle 18 non faccio in tempo a dargli un ultimo biberon di latte perché si addormenta verso le 21.30 essendo sazio, ma come spiegato sopra, si sveglia alle 2 o alle 4 per bere altro latte e al risveglio verso le 7/8 non ha fame pertanto posticipa notevolmente la "colazione".

Prima dello svezzamento dormiva tranqillamente dalle 21.30 alle 6.30 senza svegliarsi. Dovrei cercare di farlo addormentare un po’ più tardi tanto da dargli un ultimo biberon o dovrei assecondare i suoi ritmi? Ho sbagliato qualcosa io?

Grazie in anticipo



Il latte è un cibo dolce e tiepido che lascia spesso molte nostalgie e l’idea di svegliarlo di notte per l’antibiotico non è stata certo delle più felici.

Allora bisogna ricominciare da capo. Io gli darei quattro pasti al giorno e inizierei a proporgli anche la seconda pappa serale visto che assume la prima già da un mese: mattina latte materno o biberon con un po di cereali, metà mattina un po’ di frutta, ore dodici o giù di lì, pappa con cereali e carne, pomeriggio latte materno o yogurt o latte, verso le sette, sette e mezzo seconda pappa ed eventualmente un mezzo biberon, cioè metà rispetto alla mattina, di latte prima di dormire, ma in questo caso la merenda pomeridiana potrebbe essere costituita soprattutto da frutta e lo yogurt o il latte andrebbero ridotti.

Forse la seconda pappa lo sazierebbe di più e l’ultimo pasto alle sette o poco dopo sarebbe più fisiologico del biberon delle diciotto.

Dopo il quinto pasto, anche se dimezzato, a base di latte, comunque facoltativo, la notte, se si sveglia, non dovrebbe né bere tantomeno mangiare, cioè bere latte, altrimenti il circolo vizioso non si interromperà mai.

Al di fuori del grande caldo, infatti, che prima o poi finirà, i risvegli notturni del bimbo dovrebbero essere gestiti con ciuccio o con coccole ma il piccolo non dovrebbe abituarsi ad ingerire nulla.

L’ora dell’addormentamento serale dipende dall’ora del risveglio mattutino e dalla durata ed efficacia dei sonnellini diurni del piccolo, quindi non so dirti se è meglio che tu lo faccia addormentare più tardi o meno: il sonno fisiologico, comunque, andrebbe sempre assecondato e l’antibiotico in tre somministrazioni può anche essere dato ad intervalli di sette ore (7,14,21 o 7,14,30,22) anziché tassativamente otto, così da non svegliare il piccolo nel bel mezzo della notte.

Un caro saluto,

Daniela

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