Sonno interrotto e disturbato


Gent. Dott.ssa,

mio figlio ha 3 mesi e mezzo e il mio problema è che non fa lunghi episodi di sonno: di giorno spesso si sveglia dopo 40-50 minuti e di notte quando va bene fa 3-4 ore di seguito nella prima parte di serata (dalle 21-22).
Inoltre spesso piange "energicamente" nell’addormentarsi e nel risvegliarsi (sembra così nel suo mondo che a volte fatico a consolarlo).
Si addormenta spesso mangiando o in braccio.
È nato con TC per distacco di pacenta 13 gg prima, pesava 3,3 kg, è allattato al seno e all’ultima pesata (a 2 mesi) era 6 kg.
Chiedo:
può essere dovuto a un sistema del sonno ancora immaturo?
Può aver già acquisito l’abitudine a addormentarsi in braccio? Raramente si è addormentato da solo nella sdraietta o nel lettino (quando non lo guardavo!)
Da cosa può esser dovuto il pianto addormentandosi e svegliandosi? Come posso aiutarlo a lasciarsi andare per addormentarsi?
Grazie

Forse il bimbo si sveglia a causa di qualche fastidio che lo fa piangere, quindi non piange perché si sveglia ma si sveglia quando non lo vorrebbe proprio a causa di qualche problema – dolori addominali oppure reflusso o quant’altro… – A questi piccoli fastidi si può aggiungere una certa irritabilità residua  – il distacco di placenta può creare sofferenza perinatale – oppure vi può essere una familiarità nei disturbi legati al sonno.

È difficile, se non impossibile, valutare un disturbo del sonno e, più in generale, un determinato comportamento di un lattante senza averlo sotto gli occhi. Ogni ipotesi va valutata singolarmente, cioè irritabilità e sindrome ipereccitabile dovuta a sofferenza perinatale (se c’è stata), disturbi digestivi, reflusso, ecc. Per ultimo si possono prendere in considerazione le abitudini sbagliate di farlo addormentare in braccio, di alimentarlo magari, troppo e così via: ma ad un lattante di tre mesi non possono essere imposte regole fisse! Può darsi che risenta di una mamma un po’ ansiosa che non gli trasmette serenità, oppure un po’ stanca…

Per aiutarlo bisogna innanzitutto capire se vi sia un problema che si può risolvere in altro modo e che non dipende strettamente dal sonno ma lo condiziona per il disturbo che può provocare. Se non si dovessero trovare situazioni patologiche responsabili dei disturbi del sonno, può essere utile iniziare a dare alcune abitudini al bimbo che rendano la sua giornata piuttosto regolare: sveglia dolce ma quanto più possibile alla stessa ora, poppate ad orari non del tutto rigidi ma anch’essi più o meno sempre gli stessi, una quantità di ore sempre crescente man mano che si avvicina il bel tempo e le giornate si allungano di tempo trascorso all’aria aperta e alla luce, atmosfera casalinga silenziosa, tranquilla, priva di rumori molesti, con poca televisione e poche persone che parlano ad alta voce, priva di fumo e non troppo riscaldata, bagnetto sempre alla stessa ora, rituali di addormentamento sia diurni che serali, tentativi di addormentamento in parte in braccio e in parte nel lettino o nella culla cullando e standogli vicino e via discorrendo. Piano piano il bimbo imparerà ad aspettarsi quello che in quel momento gli dovrà succedere, imparerà a prevedere gli avvenimenti della giornata quindi a desiderarli e quando essi si verificheranno sarà felice di essere stato in qualche modo esaudito nei suoi desideri e acquisterà fiducia e maggior serenità. Ricordati, comunque, che, anche in assenza di una patologia, il pianto di un lattante non è sempre negativo ma può rappresentare un benefico scarico di energia e di tensione in eccesso che non deve essere per forza inibito con una ansia eccessiva di calmarlo a tutti i costi. Soprattutto se si tratta di un pianto senza lacrime, di tipo irritativo. In ultimo, fai mente locale per capire, in caso di allattamento materno, se stai mangiando in modo errato e assumi, magari, troppi dolci o troppi grassi, ecc. Naturalmente i problemi di sonno possono anche dipendere da una fisiologica iniziale disorganizzazione delle funzioni cerebrali attivate, appunto, durante il sonno, ma è meglio passare in rassegna tutte le altre ipotesi prima di arrivare a questa.

Un caro saluto, Daniela

 

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