Soggetto fortemente allergico: è il caso di vaccinarlo?



Carissima dottoressa vorrei alcune delucidazioni da lei.

Il mio bambino di 7 anni all’età di 4 anni ha fatto per la prima volte le prove allergiche in quanto la pediatra sospettava fosse un
soggetto allergico dato che in quella primavera aveva una tosse secca che andava e veniva sensa un senso logico.

È risultato allergico alle graminacee e l’allergologo disse che era stata una reazione molto forte per l’età del bimbo, visto che di lì
a poco il bimbo sarebbe partito per il mare non mi diede nessuna terapia se non le goccioline di Formistin finché non fosse andato via in quanto al mare, infatti, passo tutto. Mi consigliò comunque di ripetere le prove allergica dopo un paio di anni.

Nel frattempo il bambino non è stato male se non per il fastidio agli occhi che ogni anno puntualmente gli prende intorno a metà febbraio e che, dopo una visita dall’oculista, abbiamo curato con dei colliri che hanno sempre funzionato bene.

Quest’anno stessa storia a febbraio comincia bruciargli gli occhi e così mi decido a portarlo da un allergolo a pagamento e fargli rifare le prove allergiche. Questa volta è risultato "molto" allergico non solo alle graminacee ma alle parietarie, betulla, cipresso, olivo e alle muffe.

L’allergolo quindi vedendo questa reazione così importante gli ha dato un antistaminico da prendere tutte le mattine, un collirio
antistaminico, uno al cortisone solo al bisogno e uno spray al cortisone in caso di interessamento del naso, e gli ha comunque
segnato il vaccino.

Quello che mi chiedo io è: nonostante il bimbo abbia avuto queste grosse reazioni allergiche ai test ma poi in pratica da queste
allergie non ha mai avuto molto fastidio è lo stesso il caso di fare il vaccino? Se non si fa’ potrebbe peggiorare con gli anni?

La mia pediatra dice di si perché va desensibilizzato e per non andare incontro a eventuali futuri problemi di asma. Lei cosa ne
pensa?
Grazie in anticipo e scusi per la lunghezza.

È difficile prevedere come si potranno trasformare nel tempo gli attuali sintomi piuttosto lievi presentati dal tuo bimbo: in realtà, benché sia possibile, non è detto che si debbano per forza trasformare in asma, anzi, proprio a causa delle continue o periodiche occasioni di contatto con questi allergeni, il bambino potrebbe in un certo senso desensibilizzarsi cioè vaccinarsi in modo naturale anno dopo anno, ma è anche vero che una presenza massiva di pollini o allergeni in un soggetti sensibilizzato potrebbe scatenare in modo poco prevedibile una crisi di asma  e non limitarsi a rinite o congiuntivite.

Di solito i soggetti allergici candidati alla vaccinazione vengono accuratamente selezionati e non a tutti viene prospettato questo rimedio riservandolo comunemente ai soggetti con sintomi più importanti, cioè con problermi respiratori continui, crisi asmatiche importanti e così via.

Però attualmente i vaccini sono sicuri e anche di facile praticabilità e i risultati si vedono in tempi piuttosto veloci. Personalmente, essendo stata da piccola un soggetto allergico e asmatico, iper sensibilizzato soprattutto a peli di gatto con crisi di broncospasmo e asma quando la mia gattina adorata veniva a dormire nel mio letto, ho esperienza di unatotale o quasi totale desensibilizzazione spontanea nel giro di pochi anni in quanto mi rifiutai categoricamente sia di separarmi dalla mia gattina che di sottopormi ad una serie di vaccini che, a quei tempi, tral’altro, non erano del tutto privi di rischio e non certo come quelli attuali.

Ciò nonostante ho superato il problema, magari con un po’ più di tempo, ma senza medicina alcuna. Pertanto sono convinta che in molti casi la crescita migliori il problema, ma ogni soggetto si comporta in modo diverso e la mia esperienza personale non può fare testo.

Il mio consiglio è quello di decidere con calma il da farsi, sicuramente chiedendo consiglio ad un secondo allergologo per capire se entrambe gliallergologi avessero pareri concordi. In tal caso, comprendendo anche il parere della pediatra, la vaccinazione avrebbe raggiunto la quasi unanimità.

Ma se un secondo allergologo dovesse essere dell’opinione di aspettare ancora un po, visto che io appoggerei quest’ultima opinione, igiudizi sarebbero al 50% e se anche tu non sei convinta al 100% della necessità del vaccino, potrai legittimamente attendere senza che questa tua decisione costituisca errore.

Un caro saluto, Daniela

 

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