Soffre di intolleranza


Salve dottoressa, sono la mamma di una bimba che il 14marzo compirà 4 mesi. Da un mese e mezzo abbondante in concomitanza con la fine dell’allattamento non riesco a trovare un latte che le vada bene. Il pomeriggio è sempre agitata, ingoia in continuazione e si contorce, inoltre aveva un pò di muco nelle feci che è andato via con un latte senza lattosio l’hn25. La bimba soffre di discrezia, almeno credo perchè non riesce a fare la cacca sola..e dovremmo curarle l’nfezione alle vie urinarie non appena avremmo i risultati dell’urinocultura positiva. Addenso il latte con crema di riso, per il continuo rigurgito a volte abbondante. La bimba potrebbe essere intollerante al lattosio, come lo sono io? Ha un leggero spostamento verso l’intolleranza delle proteine del latte..mi aiuti lei a trovare una spiegazione verso l’irrequietezza pomeridiana della mia bimba, questa settimana ha poi preso solo 100g, ma è cresciuta di 1cm e mezzo..



Rispondo ai tuoi quesiti senza seguire l’ordine con il quale me li hai posti. Per quanto riguarda il dubbio dell’intolleranza al lattosio ereditata ipoteticamente da te: se la bimba ne fosse affetta, i sintomi si sarebbero manifestati più o meno alla nascita, visto che qualsiasi latte, in modo particolare quello materno, ne contiene in quantità e visto che il problema, per altro rarissimo, è congenito, cioè dipende dalla mancanza congenita di lattasi intestinale.

Vi sono delle forme di intolleranza al lattosio acquisite che si manifestano, solitamente, dopo un grosso problema infiammatorio intestinale che altera l’anatomia e la funzionalità dei villi intestinali situati sulla mucosa di quest’organo. Per esempio in seguito ad una forte gastroenterite virale o in seguito all’infiammazione cronica dell’intestino dovuta ad intolleranza o allergia alle proteine del latte vaccino.

L’adulto che non tollera il lattosio, invece, ha, si, una ridotta produzione di lattosio, ma si tratta di una situazione fisiologica in quanto la lattasi intestinale, con gli anni, tende a ridursi fin quasi a scomparire e molti adulti non tollerano il latte, cosa che difficilmente si verifica nei bambini.

Questi ultimi, invece, possono non tollerare il lattosio se presentano uno stato infiammatorio dell’intestino.

Questo, come ho detto, può dipendere da una intolleranza alle proteine vaccine, spesso associata ad intolleranza anche al lattosio, ad un dismicrobismo intestinale, cioè alla presenza di batteri patogeni nell’intestino o di uno squilibrio tra batteri cosìdetti buoni e batteri cosìdetti cattivi – questo spiegherebbe l’infezione alle vie urinarie con probabilità dovuta alla presenza di batteri patogeni che dalle feci si sono diffusi alla vescica – I frequenti rigurgiti specie pomeridiani sono verosimilmente dovuti al reflusso gastroesofageo che, entro certi limiti, essendo considerato fisiologico o parafisiologico nei primi mesi di vita, si tende a non curare farmacologicamente se non con addensanti, ma un reflusso, diciamo, fisiologico, può accentuarsi in caso di intolleranza o meglio, di allergia alle proteine del latte vaccino e disturbi intestinali come coliche e anche vomito possono associarsi ad infezione delle viue urinarie. Il problema è, quindi, complesso e va visto nel tempo prendendo in considerazione un sintomo o una ipotesi  alla volta. Io aspetterei i risultati dell’urinocultura. Se decisamente positiva, ovviamente, tratterei con antibiotici con i relativi esami delle urine periodici dopo la cura. Per l’alimentazione non farei nulla fino a guarigione dell’ipotetica infezione urinaria, se fosse confermata.

Solo se non fosse confermata prenderei in considerazione, sempre uno alla volta, il problema del reflusso e quello dell’allergia alle proteine vaccine, sempre che i sintomi gastrointestinali dovessero continuare dopo la guarigione dell’infezione urinaria. In questo caso, si tratterebbe di capire se i vomiti, i rigurgiti e l’agitazione pomeridiana dipendono da reflusso o da dolori addominali dovuti ad allergia alle proteine vaccine.

Il tentativo con un latte privo di proteine vaccine potrebbe chiarire la situazione. Io, purtroppo, senza conoscere la bimba non posso inquadrare con sicurezza dei sintomi che sono generici, frequntissimi nei lattanti e spesso dovuti a patologie le più diverse. Per quanto riguarda la scarsa crescita: una infezione alle vie urinarie può ridurre la crescita di un bambino finché non viene curata ma è anche vero che dopo il primo trimestre i bambini riducono la velocità di crescita di almeno 1/3 così com’è vero che una infiammazione intestinale dovuta ad allergia alle proteine vaccine può ridurre l’assorbimento delle sostanze nutritive e di conseguenza anche la crescita del bambino.

Pertanto, anche la scarsa crescita può essere valutata in molti modi diversi. Solo il pediatra che ha in cura il bambino può inquadrare il problema nel tempo. Per quanto riguarda, infine, la pigrizia intestinale o dischezia: spesso nei lattanti si tratta di semplice immaturità della coordinazione neurologia della peristalsi intestinale. Il tempo risolve questo problema e anche un regolare massaggio addominale (insegnato nei corsi di massaggio infantile) può facilitare la normalizzazione dell’atto della defecazione. Bisogna escludere che vi siano ragadi dolorose perianali, un ano anteriorizzato o altri problemi che possono ostacolare la defecazione.

A volte, anzi spesso, si tratta, però, di semplice pigrizia intestinale, a volte prolungata nel tempo dall’abitudine del lattante al classico aiutino esterno con microclismi o stimolazione dello sfintere anale: abitudine non sempre corretta. C’è da precisare che la vera stitichezza comporta anche feci molto dure, secche e caprine mentre se un bambino emette feci solo sporadicamente, diciamo ogni 3-4 giorni e non quotidianamente ma il loro aspetto è normale, non si deve parlare di stitichezza ma di semplice lentezza di svuotamento intestinale dovuta all’immaturità neurologica sopra mensionata e, a volte, alla relativa eccessiva lunghezza delle anse intestinali paragonate alla capienza dell’addome del lattante che le costringe ad un maggior numero di circonvoluzioni con relativo ritardo nel transito del contenuto intestinale dal duodeno all’ampolla rettale.

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