Sintomi di telarca precoce?


 

Salve dottoressa,

la mia bimba di cinque mesi presenta un lieve ingrossamento della ghiandola mammaria sinistra. Più o meno nello stesso momento in cui mi accorgo di questa ghiandola, noto spesso la presenza di secrezioni vaginali.

La pediatra mi ha prescritto un tampone vulvare per escludere una eventuale infezione batterica. Possono essere, invece, sintomi di un telarca prematuro? Come si accerta? Attraverso ecografia pelvica anche nelle bimbe così piccole?

E soprattutto cosa comporta un eventuale telarca prematuro in una bimba così piccola?

La ringrazio anticipatamente della risposta.

Molto spesso, specie nei bambini allattati al seno, si assiste all’ingrossamento isolato di una o entrambe le ghiandole mammarie. Non è un sintomo da sottovalutare anche se la maggior parte delle volte non indica una patologia ormonale vera e propria, ma una reazione della ghiandola mammaria del bambino, maschio o femmina che sia, ad alcuni ormoni trasmessi attraverso il latte materno (gonadotropine materne).

Però, a volte, questo sintomo, che può presentarsi sin dai primissimi mesi di vita, può dipendere da un reale aumento di secrezione di determinati ormoni del bimbo stesso. Allora, specie se l’ingrossamento mammario, mono o bilaterale che sia, si accompagna anche a sintomi riferibili a pubertà precoce come pubarca, perdite vaginali, comparsa di peluria pubica o ascellare troppo precoce, ecc., sarebbe opportuno dosare nel bambino alcuni ormoni sessuali come l’ormone luteinizzante (LH), l’ormone follicolostimolante (FSH) e l’estradiolo.

Nel primo caso si parla di semplice telarca precoce, dovuto, come ho detto, all’influenza delle gonadotropine corioniche materne e regredisce di solito entro il secondo anno di vita. Nel secondo caso, invece, potrebbe trattarsi di pubertà precoce vera con necessità di capirne il motivo e praticare una terapia atta a bloccare tale secrezione ormonale responsabile della modificazione dei caratteri sessuali secondari.

Ovviamente, le perdite vaginali possono dipendere ugualmente dagli ormoni materni trasmessi attraverso il latte o, molto meno probabilmente, da una infezione vaginale. Il tampone vaginale ha, quindi, un certo senso, ma per essere più tranquilli, il dosaggio ormonale taglierebbe la testa al toro.

La decisione di procedere con il dosaggio non si prende subito ma dopo alcune settimane o mesi di osservazione dell’evoluzione di questi sintomi.

Un caro saluto, Daniela

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