Sintomi del broncospasmo e asma


 

Buongiorno dottoressa,

il mio secondo figlio ha cinque mesi e in seguito a una infezione virale alle alte vie respiratorie che gli ha passato il fratello ha sviluppato forte tosse; respirava rumorosamente, non si capiva bene se per il naso chiuso, ma si percepiva comunque un suono strano poggiando l’orecchio al torace; niente febbre, appetito normale.

 L’ho portato dal medico per via della tosse e lui ha parlato di broncospasmo. Da lunedì è già migliorato e si spera che ormai non evolva più in bronchiolite. Gli sto dando cortisone per bocca e per aerosol. Sono preoccupata perché io ritenevo fosse solo una banale influenza, non avevo assolutamente visto sintomi preoccupanti a parte la tosse violenta. Mi può spiegare quali sono i segnali del broncospasmo a cui devo prestare attenzione nel caso si dovesse ripetere?

Data la tenera età vorrei sapere anche quanta probabilità c’è che sia un episodio isolato o che si ripeta; vorrei anche avere dei chiarimenti sul rapporto tra broncospasmo ed asma. Io e mio marito non ne soffriamo e nemmeno il nostro primogenito, io ho però un fratello che fino ai tre anni di età ha molto sofferto a causa di continue bronchiti asmatiche e temo che anche mio figlio possa avere di questi problemi.

La ringrazio molto per le delucidazioni che potrà darmi. Novella

A cinque mesi è presto per mettere il carro davanti ai buoi!

I lattanti hanno fisiologicamente il calibro dei bronchi specie di quelli più piccoli e sottili, vicini agli alveoli, più ristretto rispetto a quello dei bambini più grandi o degli adulti. Alcuni bambini, poi, a parità di età, hanno un calibro fisiologicamente più ristretto come loro costituzione. E questo è facilmente comprensibile.

I piccoli bronchi, quindi, ma anche quelli di medie dimensioni, si ostruiscono facilmente quando si forma catarro e per di più, i meccanismi che scatenano il broncospasmo, in alcuni bambini, sono molto attivi: si tratta di bambini che "fischiano" appena si accumula catarro nelle loro vie respiratorie.

I bimbi piccoli, inoltre, hanno un riflesso della tosse meno vivace e quando tossiscono non riescono sempre ad espellere e nemmeno a staccare il catarro come farebbe un bambino più grande Sia la ristrettezza del calibro dei bronchi sia la tendenza al broncospasmo in seguito ad infiammazione e la tosse poco produttiva ed efficace non sono, per forza, i prodromi dell’asma, ma semplicemente una caratteristica di molti bambini ad una certa età.

La bronchiolite è, come dice il nome, una infiammazione dei piccoli bronchioli, cioè delle ultime diramazioni bronchiali prima degli alveoli, caratteristica dei bambini e sostenuta per lo più da virus, notoriamente virus respiratorio sinciziale, adenovirus, virus influenzali.

Questi stessi virus, nei bambini più grandi, con diversa reattività bronchiale e con calibro di vie aeree maggiore, non darebbero la stessa sintomatoloigia ma magari un banale raffreddore. Un bambino che ha avuto una bronchiolite una prima volta potrebbe essere più portato di un altro bambino ad avere un nuovo episodio simile in occasione di una infezione, per lo più virale, se la prima bronchiolite è stata tale a causa di una particolare reattività del bimbo, cioè non tanto perché il bimbo è stato infettato da quel determinato virus noto per causare bronchioliti, ma perché ha la tendenza ad avere broncospasmo in occasione di qualsiasi infezione alle vie respiraotire.

Pertanto, un bambino con tendenza al broncospasmo – il che non significa tendenza a diventare asmatico in futuro – potrà ripetere una sintomatologia caratterizzata da tosse insistente, fischietto, affanno, respiro frequente e superficiale e tutti i sintomi del distress respiratorio come pallore, alitamento delle pinne nasali, aumento della frequenza respiratoria, rientramenti toracici intercostali e al giugulo, sub cianosi periorale e al letto ungueale e così via anche in occasione di altre infezioni alle vie respiratorie, ma solo fintanto che non crescerà un po’ e che non passeranno i primi anni, ma spesso solo mesi, di vita.

Mentre se il tuo bimbo ha avuto una bronchiolite perché, appunto, infettato da uno dei virus tipici di questa malattia senza, però, avere una tendenza costituzionale al broncospasmo, non devi per forza aspettarti altri episodi del genere in futuro perché quello appena superato sarà dipeso da quel particolare virus e non da altro.

Con il passare del tempo, comunque, in un bambino predisposto a reagire con broncospasmo, si possono verificare altri episodi simili, ma finché essi rimarranno legati e strettamente coincidenti con una patologia infettiva, non si dovrà ancora parlare di asma vera e propria, cioè di asma allergica.

Il bambino, in questo caso, si porterà dietro questa tendenza al broncospasmo al massimo fino a tutta l’età prescolare o poco di più per poi ridurre progressivamente questa tendenza al broncospasmo con la crescita.

Se, invece, sarà destinato a diventare asmatico e ad avere episodi di broncospasmo anche indipendentemente da una patologia infettiva alle vie respiratorie, allora sarà un altro conto e bisognerà procedere ad ulteriori accertamenti anche allergologici oltre che spirometrici, ecc.,ma questa eventualità non si può prevedere sin d’ora.

Per quanto riguarda i sintomi che devono preoccuparti in caso di distress respiratorio o di broncospasmo, come ti ho detto, sono un aumento della frequenza degli atti respiratori che supera i 40 al minuto nel primo anno di vita e i 30 nel secondo anno, atti respiratori in proporzione più superficiali, a volte accompagnati da pianto lamentoso o da lamenti flebili ad ogni espirazione, pallore, inappetenza, malessere generale, rientramenti della pelle al torace a livello degli spazi intercostali e sul collo sopra le clavicole, letto ungueale leggermente più scuro del resto della pelle, alone leggermente cianotico attorno alle labbra e dilatazione ritmica inspiratoria delle pinne nasali come per inglobare più aria ad ogni atto respiratorio.

Quando questo succede devi rivolgerti al medico o ad un pronto soccorso per un inizio rapido di terapia e se gli episodi dovessero diventare frequenti , ma lo escludo, diventerai tu stessa pratica nel maneggiare farmaci e aerosol vari. Quindi, per ora, non fasciarti la testa prima di essertela rotta e segui le raccomandazioni del tuo pediatra.

Ora il piccolo è, suppongo, del tutto guarito e non è affatto detto che ripresenterà la stessa sintomatologia in futuro. Valuta l’opportunità di vaccinare tutta la famiglia contro le due influenze, se le temi, in modo che anche il piccolo, non potendo ancora prevedere a quale categoria di bambini appartenga, cioè alla categoria dei fischiatori facili, a quella dei bambini con facilità a contrarre nuovamente la bronchiolite, ecc., sia comunque protetto almeno nei confronti di queste influenze e praticagli la vaccinazione antipneumococco, oltre a tutte le altre.

Un caro saluto, Daniela

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