Sindrome del colon irritabile a due anni?

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Gentile dottoressa,

il mio bambino di due anni, continua ad avere la diarrea da sei settimane. Inizialmente il medico di base ha pensato a un’influenza intestinale e quindi è stata curata come tale (Reuflor, Tiorfix e poi Streptomagma) ma con scarsi risultati.

La settimana scorsa mi sono recata da una gastroenterologa la quale ha ipotizzato che il bambino possa essere affetto dalla sindrome del colon irritabile in quanto a volte nelle feci trovo pezzi di cibo interi, poche volte la cacca è abbastanza normale. Non mi ha dato nessuna cura, solo poca frutta e poca verdura, ma ha detto di continuare con il latte intero, i legumi ecc.

Il bambino però non migliora (le scariche ormai sono due al giorno). Lei mi può aiutare a capire se si tratta davvero di un colon irritabile o se devo fare altri accertamenti?

Grazie mille per la sua gentilezza.


Bisognerebbe conoscere meglio le caratteristiche delle feci: molto voluminose, lucide, ricche di muco, con striature di sangue o meno, di odore putrefattivo o acido, di che colore, emesse a spruzzo o meno, di che consistenza, cioè se francamente acquose o miste o pastose o gelatinose, se precedute da dolori addominali o da flatulenza, se galleggiano sull’acqua del wc (grassi poco assimilati o in eccesso) o meno.

Due scariche al giorno non sarebbero patologiche, soprattutto se il bambino mangia molto. Comunque, cerca di regolare la sua alimentazione senza penalizzarla in termini di calorie o nutrienti ma mantenendola ben equilibrata.

Io non so se il latte intero anziché scremato possa fare una qualche differenza, ma siccome una riduzione dei grassi di origine animale, come quelli del latte, in fondo, non è nociva, io tenterei dando, la mattina, 180, 200 gr di latte parzialmente scremato, con o senza orzo, più fette biscottate inzuppate o cereali tipo fiocchi di mais senza scegliere quelli ricoperti di cioccolato o di glassa zuccherata, ma i corn flakes semplici tradizionali di vecchia memoria, il tutto zuccherato con un cucchiaino di miele o zucchero.

A metà mattina darei banana e/o mela oppure alcune gallette di riso o una fettina di pane con un po di marmellata spalmata ma non cioccolato o nutella o simili. A mezzogiorno pasta o riso o polenta conditi o con olio e parmigiano, oppure con 60 gr massimo di salsa di pomodoro fatto bollire a lungo e pelato o passato al passaverdure manuale (evita le salse in scatola o lattina a meno che non le abbia fatte tu personalmente), poi olio e parmigiano (due cucchiaini di olio e uno di parmigiano).

Se il bimbo è abituato a primo e secondo, il secondo può essere costituito da polpettine di carne bianca o pesce ben macinati e uniti a patate e carote o patate e finocchi o purea di spinaci, poi infarinate e cotte al forno, altrimenti la carne macinata, in quantità di 50,60 gr, può cuocere assieme al pomodoro e essere data come sugo in condimento di carne o pasta (sempre frullata dopo la cottura).

Di pomeriggio può assumere uno yogurt semplice al quale potrai mischiare un mezzo frutto tipo mela o sempre banana e potrà sgranocchiare qualche biscotto secco o pane (meglio evitare i crackers perché non si conoscono i grassi utilizzati per la preparazione), oppure anche una fetta di ciambellone allo yogurt fatto in casa e la sera, come il giorno. Usa i legumi decorticati e ben passati, sempre uniti alla pasta corta o al riso e mai da soli e alterna carne, pesce e legumi con formaggi stagionati piuttosto magri tipo gruviera o simili in quantità di 30,40 gr.

Le verdure possono essere date sotto forma di tortini, molto ben passate o tritate e, ovviamente, in piccole quantità. Evita i minestroni, il brodo di carne o di pollo anche se molto magro (almeno per qualche giorno) e non dare fuori pasto in modo da regolare bene l’alimentazione del piccolo.

I fermenti lattici possono essere continuati, bibite dolci e gasate assolutamente vietate, inclusi i succhi di frutta ai quali sono stati aggiunti zuccheri, evita anche il thé, la cocacola e tutte le bevande eccitanti, mentre, in alternativa alla carne e al pesce, oltre ai legumi può essere dato il prosciutto o la bresaola ben tritati. Evita kiwi, mandarini, pere, frutta secca e anche sedano, ma mezzo arancio spremuto a giorni alterni si.

Varia la dieta ogni giorno annotando quello che dai da mangiare al bimbo e le caratteristiche delle feci dalle sei ore successive in poi: tieni, quindi, una specie di diario alimentare e delle scariche. Non eccedere in latte e yogurt, rimanendo sempre sui 200 gr la mattina e 150 il pomeriggio (se yogurt massimo 100, 120). Non utilizzare il latte crudo.

Dopo una settimana trai le conclusioni e se le feci di aspetto anormale dovessero persistere, sarebbe bene iniziare alcuni accertamenti da decidere in seguito in base, appunto, alle modificazioni o meno delle evacuazioni del bimbo e dell’aspetto delle feci.

Sappi, comunque, che se il bimbo è vivace e ha appetito, se continua a crescere regolarmente di peso, non ha febbre o febbricola, non ha dolori addominali, non può essere nulla di particolarmente preoccupante. Varia l’alimentazione ogni giorno e non dare mai uno stesso alimento per due giorni consecutivi (anche il latte della mattina, ogni tanto, può essere sostituito da orzo o da thè deteinato con biscotti secchi e marmellata o miele); evita l’avena: è per questo che il diario alimentare è indispensabile. Uno stesso alimento può essere riproposto solo dopo tre giorni.

Un caro saluto,

Daniela

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