Sideremia sotto i valori minimi

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Salve,

ho una bambina di quattro anni e dai risultati delle analisi risulta che il valore della sideremia è di 15 rispetto ai valori di riferimento che vanno da 30 a 150.

Cosa significa?

Grazie per l’attenzione.


Prima di tutto desidero scusarmi per il ritardo con il quale rispondo alla tua domanda, dovuto sia a una mia vacanza che all’errore di avere saltato la tua mail tra le molte altre che ho trovato al mio ritorno, finendo così col rispondere a mail più recenti tralasciando la tua.

Detto ciò, il riscontro di una sideremia al di sotto dei valori minimi per l’età del bambino non è, di per sé, un indice sufficiente per formulare una diagnosi precisa o per potere ragionare sul caso. È necessario associare questo valore ai risultati di un emocromo completo, compreso lo striscio di sangue periferico per la valutazione della morfologia e del volume dei globuli rossi e dell’intensità della loro colorazione, nonché del dosaggio della ferritina e della transferrina che sono due enzimi responsabili del trasporto e del deposito del ferro nell’organismo.

Quando si è di fronte ad una carenza di ferro, bisogna capire se si è di fronte ad una vera e propria anemia da carenza di ferro, cioè sideropenica, oppure se si è di fronte ad una semplice sideropenia senza che si possa parlare francamente di anemia: è per questo che sono necessari tutti i dati forniti dall’esame emocromocitometrico completo.

Si può parlare di anemia sideropenica quando si è di fronte ad una sideremia inferiore a 30, a una transferrinemia maggiore di 400, a una quota di transferrina satura di ferro inferiore al 10% (nelle sigle dell’emocromo RDW), a un valore di emoglobina (HB) inferiore a 8gr%ml, a un numero di globuli rossi inferiore o uguale a 4 milioni, a un HcT (ematocrito) inferiore o simile a 30, a un volume corpuscolare medio (MCV) inferiore o uguale a 70.

Una semplice carenza di ferro, senza che si possa parlare propriamente di anemia carenziale, avrà valori meno alterati di questi appena riportati e il quadro potrebbe essere questo: emoglobina (HB) compresa tra 10 e 15, mediamente 12-13, globuli rossi vicini a 5 milioni, ematocrito (Ht) attorno a 10, volume corpuscolare medio (MCV) attorno ad 80, sideremia tra 40 e 50, transferrinemia attorno a 300, saturazione della transferrina circa 16% o più, ferritinemia attorno a 10.

Quindi, per parlare di anemia ipocromica, bisogna che il volume corpuscolare medio sia inferiore a 80fl. Il livello di emoglobina definisce meglio della sideremia il tipo di anemia e il suo grado di gravità: infatti, una emoglobina inferiore a 7 parla di anemia piuttosto grave che potrebbe necessitare di trasfusione e di accertamenti urgenti per fare diagnosi precisa, un valore di emoglobina compreso tra 7 e 10 parla di anemia moderata.

In questo caso si impone la diagnosi della natura dell’anemia, ma questo si può fare anche senza ricovero con semplici esami del sangue (elencati prima). Si tratterà di capire perché manca il ferro e le cause di carenza di ferro sono solitamente tre: inadeguata introduzione a causa di una alimentazione troppo scarsa o priva di alimenti che contengono ferro a sufficienza o ferro in forma sufficientemente assimilabile, come nelle diete vegetariane troppo spinte, perdite di ferro abnormi a causa di perdite ematiche intestinali anche occulte, come avviene nella intolleranza alle proteine del latte vaccino; oppure nella celiachia, sequestro di importanti quantità di ferro da parte del sistema reticolo-endoteliale che si attiva quando si è in presenza di infezioni ripetute a vari livelli oppure quando si è in presenza di processi infiammatori cronici. Una emoglobina maggiore di 10 si riscontra nelle anemie di modesta entità.

Questo valore, se trascurabile e poco preoccupante in un lattante, deve, però, essere preso in considerazione se il bambino è più grandicello. Si può anche non definire anemia ma solo carenza di ferro e pertanto, in questo caso, può essere subito prescritta una terapia sostitutiva con ferro prescindendo, almeno inizialmente, da una diagnosi precisa e valutando, dopo alcune settimane dal’inizio della terapia marziale, la risposta del bambino e il miglioramento della sua sideremia. Se questo non avviene in un tempo ragionevole o se la carenza di ferro si ripresenta poco dopo avere ultimato e quindi sospeso la terapia, sarà però il caso di approfondire le indagini per vederci più chiaro.

Una anemia ipocromica con concomitante basso valore di ferritina, cioè con RDW maggiore di 15 è quasi certamente dovuta a carenza di ferro per scarsa introduzione attraverso gli alimenti o minime perdite ripetute o croniche come avviene nella intolleranza alle proteine del latte vaccino. Con questi valori, per scrupolo, sarebbe bene dosare anche gli anticorpi antiendomisio e valutare la presenza di una celiachia, ma in realtà nessun altro accertamento sarebbe necessario e si può iniziare la terapia con ferro da subito.

Se le perdite ematiche occulte o lo scarso apporto alimentare di ferro si sono prolungati nel tempo, può insorgere una anemia di medio grado, cioè più importante della precedente, ma quest’ultima può dipendere anche da altre patologie più serie come un’ulcera gastroduodenale, un diverticolo di Meckel del tutto asintomatico ma sanguinante, una esofagite da reflusso di una certa entità, una gastroduodenite, fino anche a tumori intestinali. È quindi opportuno, in questo caso, approfondire le indagini contemporaneamente all’inizio della terapia marziale.

Vi sono, però, delle anemie ipocromiche senza bassi valori di ferritina: in questo caso devono venire in mente alcune anemie emolitiche e si devono prendere in considerazione le talassemie (alfa e/o beta) e le emoglobinopatie, cioè bisogna eseguire elettroforesi emoglobinica. Qualora, invece, si riscontrasse una sideremia bassa associata ad una ferritina anch’essa molto bassa, quasi certamente si può pensare di essere di fronte ad una forma infiammatoria cronica o alla conseguenza di infezioni ricorrenti a ripetizione. Nel dubbio bisognerebbe eseguire le analisi per la flogosi (il solito emocromo, non solo per i globuli rossi ma anche per i bianchi, più la PCR) ed eventualmente altri accertamenti atti ad escludere la presenza di processi flogistici cronici come il morbo di Crohn o una vasculite cronica.

La terapia delle carenze di ferro si basa, ovviamente, sulla somministrazione sostitutiva del ferro mancante, possibilmente, se per bocca, come di solito viene attuata, assieme alla vitamina C che ne potenzia l’assorbimento.

Per calcolare quanto ferro bisogna dare per riportare emoglobina e sideremia a valori normali vi è un calcolo piuttosto semplice che si basa sul calcolo della differenza tra valore di emoglobina desiderata e valore di emoglobina attuale del bambino: tale differenza va poi moltiplicata per un certo coefficiente e per il peso del bambino ottenendo in modo piuttosto corretto anche se approssimativo la quantità totale di ferro che sarà necessario somministrare al bambino per correggere la sua anemia.

In realtà, quando il ferro viene somministrato per bocca, come solitamente avviene quando l’anemia non è gravissima, la possibilità di calcolare con certezza la quantità di ferro veramente assorbito e non eliminato dall’intestino è più aleatoria, ma il calcolo è valido ugualmente anche se si deve tenere presente che solo in media il 20% del ferro per bocca verrà effettivamente assimilato dall’organismo.

Per capire se il bambino risponde bene alla terapia e trattiene il ferro, ogni due settimane, poi, andrà ricontrollato l’emocromo. Tenendo presente la quantità approssimativa totale di ferro da somministrare al piccolo, se la dose media giornaliera di ferro, stabilita mediamente in due mg pro chilo, non fosse ben tollerata, la dose stessa può essere tranquillamente ridotta e la terapia fatta durare più a lungo fino all’assunzione della dose totale teoricamente necessaria e fino alla normalizzazione dei valori ematochimici.

Quindi, come vedi, ho detto molto ma in fondo non ho detto nulla perché so troppo poco della tua bimba per capire qualcosa. Ma dopo tutti questi giorni spero che il tuo pediatra abbia chiarito ogni dubbio e, in questo caso, spero di essere arrivata tardi.

Un caro saluto,

Daniela

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