Si nutrirebbe solo di alimenti dolci


 

 

Buongiorno,

 

so che questo mio problema è sicuramente uno tra i più comuni, ma pur leggendo libri e passando ore a leggere di casi simili sui forum, non riesco proprio a vivere bene questa situazione. Elena Sofia compie oggi 21 mesi. È una bambina vivace, intelligente, sveglia e socievole, non la mando al nido ed ha due tate che fanno mezza giornata ciascuna.

 

Io sono giornalista e lavoro molto spesso da casa e fortunatamente ho potuto starle molto vicino e godermi la maggior parte delle sue prime conquiste. Sono una mamma single, perché il papà non vive con noi ma viene quasi tutti i giorni. Elena non è mai stata una grande mangiona e, probabilmente riprendendo da me, ha sempre preferito il dolce al salato. Da venerdì scorso però ha completamente rifiutato qualsiasi tipo di pietanza salata. Mettendole il piatto davanti, non accenna nemmeno a prendere in mano il cucchiaino né a prendere il mangiare con le mani (come invece faceva nell’ultimo periodo) e se provo ad imboccarla comincia a piangere disperata.

 

Da un paio di giorni ha anche un problema alla gola. Sembra le faccia male quando ingoia. L’ho portata dalla pediatra e mi ha detto che ha la gola leggermente irritata e che quindi potrebbe essere quella la ragione per la quale non mangia. Io sono un po’ scettica perché è vero che non mangia assolutamente il salato, ma se le offro qualcosa di dolce lo divora perché ha fame. Inoltre, non so se è una mia "fissa", ma il rifiuto al cibo salato è coinciso con una visita che le ha fatto la tata che l’ha tenuta per più di un anno e che poi se ne è dovuta andare per motivi di studio.

 

Elena le vuole molto bene ed ho notato che tutte le volte che la rivede, si comporta stranamente (non mangia o fa i capricci o piange, queste ultime due cose non sono usuali per lei). Secondo lei, come posso affrontare questa situazione?

 

Grazie

 

 

 

 

Prima di tutto ricorda sempre che la bimba si sta avvicinando ai terribili due anni ed è meglio che inizi sin d’ora a metterti l’animo in pace per almeno un altro annetto, mese più mese meno. Se sei una assidua frequentatrice dei vari forum, saprai bene cosa significa avere un bimbo di due anni, quindi non mi dilungo. Poi io penso anche un’altra cosa, anche se azzardo questo pensiero perché non conosco né te né la bimba.

 

Nella sua giovane e ancora breve vita la bimba ha visto sparire dalla sua quotidianità una figura alla quale era affezionata senza un motivo per lei comprensibile: ha perso una sicurezza senza sapere perché, una figura che forse, non avendo la responsabilità diretta della sua educazione, gliele dava un po’ vinte. Magari si tratta di una ragazza giovane, incline alla tenerezza più che a far rispettare le regole, che ha trasmesso alla piccola emozioni importanti che hanno lasciato un segno dentro di lei.

 

Così, ogni volta che la rivede, emergono sensazioni contraddittorie di felicità per averla di nuovo vicina mista al riaffiorare dell’esperienza della sua perdita: un groviglio di emozioni che la bimba non può ancora razionalizzare e controllare. Poi c’è il papà: sicuramente un papà che fa di tutto per essere presente e al quale lei è affezionata, però un papà che la sera apre la porta di casa e se ne va, che scompare e riappare senza che la piccola, nemmeno in questo caso, possa controllare la situazione.

 

In realtà, non penso che queste ipotesi, questi spunti di riflessione c’entrino molto con la preferenza della bimba per i cibi dolci, benché il senso di gratificazione che possono dare, soprattutto in ricordo del primo cibo fonte di vita e di benessere che era dolce, ma visto che nei bambini le contrapposizioni non funzionano e bisogna giocare d’astuzia, meglio ridurre piano piano i sapori estremi, troppo dolci o troppo saporiti per arrivare ad un compromesso politically correct che permetta alla bimba di orientarsi meglio nel groviglio di sensazioni che provengono dalle sue papille gustative senza troppi traumi e abituarla a gestire un po’ anche da sola la sua alimentazione facendola partecipare alla preparazione della pappa, conservando un dolcetto gratificante come premio per avere mangiato tutta la sua pappa o buona parte di essa oppure per essersi comportata bene in qualche altra situazione e così via.

 

È ora di cominciare a farle capire che c’è differenza tra il comportarsi bene e il comportarsi, invece, in un modo che rattrista e delude le aspettative della mamma ed è su questo che devi iniziare a fare leva: non rimproveri ma distacco affettivo quando si comporta in un modo non corretto. Per la bimba sarà una punizione più forte della inevitabile piccola sgridata che un capriccio provoca e imparerà a comportarsi in modo ragionevole non perché le viene imposto ma perché è l’unico modo per essere certa dell’affetto e della considerazione della mamma e, in senso lato, dei genitori. È faticoso ma purtroppo è già ora di cominciare.

 

Un caro saluto, Daniela

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