Sfogo su suina e consenso informato


 

Carissima Dottoressa,

ho letto la risposta che ha dato alla domanda di una mamma su "vaccino stagionale e influenza suina"…e proprio oggi sono anch’io incappata in questa diatriba sugli adiuvanti, su sindrome del golfo ect.

Confermo che anche la mia pediatra (quella della Asl) non è d’accordo sulla vaccinazione suina causa quello che ho specificato sopra, mi ha dato il consenso informato da firmare come se fosse una condanna a morte (mi auguro di no!!!) e ne sono rimasta alquanto sconcertata, amareggiata e delusa. Ma perché? perché i medici devono mettere così tanta paura a noi mamme che già ci ritroviamo a dover decidere al posto dei nostri cuccioli per ovvi motivi ed invece di incoraggiarci ci mettono così tanta angoscia?

E pensi che, prima di andare dalla suddetta dottoressa a prenotare la vaccinazione per la suina (che farò credo venerdì se non se la becca prima visti i giorni che mi ha fatto perdere…) in quanto mio figlio soggetto a rischio, ero appena uscita dallo studio privato del mio pediatra di fiducia.

Quest’ultimo oltre ad avermi fatto 2 righe per confermare il soggetto a rischio, mi aveva ampiamente incoraggiata e rassicurata sul precedente discorso. Anche lui ha fatto il vaccino…a discapito di quei medici che non hanno voluto farlo. Almeno lui ha una coscienza a non infettare tutti e soprattutto i soggetti più deboli e non a rischio! E poi stò rischio chi lo decide?

È possibile che l’impero delle case produttrici di vaccini immettano sul mercato un vaccino che comporta rischi simili? sono attentatori legalizzati allora…

Concludendo, grazie alla suddetta dottoressa, sono veramente tanto angosciata sul fare tale vaccinazione e sui suoi effetti collaterali quando sino a ieri ne ero convinta più che mai. Non mi voglio dilungare Dottoressa e se tale mio sfogo può servire a qualche mamma La pregherei di decidere se rispondere oppure no. A me va bene lo stesso so che ho scritto ad una persona di cuore.

Un abbraccio Dott.ssa Daniela da mamma Cinzia

 

 

Qualsiasi sostanza che venga iniettata o somministrata in altro modo ad un soggetto può comportare i suoi bravi rischi: si fanno decine e decine di vaccini con adiuvanti senza fiatare e ora che è arrivata la suina si semina il panico indiscriminatamente! Il consenso informato è una prassi destinata a diffondersi sempre di più anno dopo anno a causa del dilagare esponenziale delle cause legali più o meno legittime di cui i medici di tutte le categorie sono ormai vittime e dell’azione terrorizzante dei mass media che enfatizzano i rischi del vaccino in modo irrazionale. È sicuramente un diritto del cittadino difendersi e reclamare i propri diritti con le vie legali ma ora che ci stiamo sempre più americanizzando i medici giocano sulla difensiva e intendono tutelarsi.

Dopo tutto quello che si dice ora sui vaccini, poi, mi sembra il minimo pretendere quantomeno un consenso informato se non una vera e propria liberatoria e non escludo che con il tempo anche la prescrizione di un semplice antipiretico sarà soggetta al consenso informato firmato! Purtroppo stiamo vivendo in un clima molto avvelenato da vari punti di vista: la società sta diventando aggressiva, troppa cattiva informazione disorienta e rende psicologicamente fragili anche le persone che cercano di informarsi e di tenersi aggiornate.

Servono nuove figure di riferimento sulle quali poter contare, alle quali affidarsi con serenità. Il medico deve ricominciare a sostenere le mamme nelle loro difficili decisioni, anche a costo di assumersi delle responsabilità un po’ rischiose, altrimenti i legami sociali si faranno sempre più labili, serenità e fiducia verranno meno, regnerà la confusione per l’incapacità di fare una obiettiva scala di valori che metta ordine nelle informazioni e nei pensieri.

Bisogna ricominciare a cercare dei capisaldi, dei pilastri che facciano da base e da supporto alle nostre convinzioni. Poche idee ma buone e radicate. Fonti di informazione chiare, trasparenti, scientificamente accreditate e approfondite, poco nozionismo, meno mass media e più cultura vera, cioè conoscenza completa del problema che si è chiamati ad affrontare. Fonti di informazioni accreditate e sicure e decisionismo. Bisogna scegliere il medico che ispira maggiore fiducia e ragionare soltanto con lui del problema: insieme si arriva ad una conclusione e si decide il da farsi. Punto.

Il resto deve scivolare addosso velocemente senza bagnare. Da quando l’uomo ha deciso di rifiutare la quota di mistero e di imponderabile che è strettamente connessa con la vita, è diventato più fragile, più pauroso. Ed è ovvio che sia così: l’uomo non può illudersi di controllare tutto della vita e se rifiuta di fare i conti con quella piccola o grande parte di imponderabile che la caratterizza finirà col dovere fare i conti con le sue paure che diventeranno sempre più aggressive e destabilizzanti. Ogni decisione comporta una quota di rischio e di responsabilità. Con buon senso, ragionevolezza e obiettiva conoscenza del problema, questo peso deve continuare ad essere sopportato da tutti e non solo scaricato su una parte.

Nel caso del rapporto medico paziente, se il medico deve riprendersi il suo ruolo responsabile con tutti i rischi che ne possono derivare, dal canto suo il paziente (in questo caso il genitore che ne fa le veci) deve sapersi prendere le sue modificando leggermente la rotta per quanto riguarda le denunce facili che stanno diventando un vero tarlo che erode il corretto rapporto medico paziente.

Se il tuo bimbo è classificato tra i soggetti a rischio, non vedo nessun motivo per temere la vaccinazione che sarà la via migliore da seguire e che dovrà essere eseguita ora. Se un bambino non è classificato tra i soggetti a rischio, dovrà aspettare gli eventi fintanto che arriverà il suo turno per vaccinarsi, sempre su base volontaria e a quel punto potranno succedere due cose: o la pandemia si mostrerà in decisa remissione o rallentamento e allora si potrà nuovamente rivalutare la necessità di vaccinarlo, o si sarà già ammalato di influenza A e allora il problema si sarà risolto da solo, o la pandemia si starà espandendo ulteriormente tanto da continuare a preoccupare soprattutto per quanto riguarda il rischio crescente che il virus muti e diventi maggiormente aggressivo e in tal caso la vaccinazione sarà caldamente raccomandata come se si trattasse di un soggetto a rischio.

In linea generale, comunque, mettendo sul piatto della bilancia costi e benefici, cioè rischi del vaccino e benefici, non c’è ombra di dubbio che, nonostante i minimissimi rischi possibili, i benefici nell’insieme della popolazione saranno decisamente superiori. Mamme e medici italiani sono stati per decenni sottomessi alla illegittima imposizione delle vaccinazioni chiamate obbligatorie, vera e propria stortura legale e legalizzata perché non è possibile obbligare nessuno ad iniettarsi chicchesia nel proprio corpo – penso alla vaccinazione antipolio, antitetanica, antivaiolosa di buona memoria, ecc. – ma se questa decisione non fosse stata pressa, quanti soggetti pensi che si sarebbero vaccinati o sarebbero stati adeguatamente informati e convinti a farlo?

Sicuramente un numero assolutamente insufficiente per ottenere l’obiettivo che i sanitari si erano prefissati: quello di eliminare certe malattie dalla faccia della terra o quantomeno dal proprio paese. Ora, dopo alcune generazioni, per alcune malattie fortunatamente molto gravi, questo obiettivo è stato raggiunto, ma questo non sarebbe certo successo se le vaccinazioni in questione fossero state soltanto facoltative. Ora non si può rendere più nulla obbligatorio, in un certo senso per fortuna, però, nello stesso tempo, guai a cadere nella trappola dell’opinionismo individuale e vaccinare secondo capriccio o stato d’animo un bambino si e uno no, affidandosi all’intuito o al fiuto.

Se si procedesse così con tutti i vaccini, nel giro di pochissimi anni le malattie debellate da noi rifiorirebbero alla grande, quasi del tutto indisturbate (vedi la tbc che sta riemergendo). Tutto questo non è stato privo di rischi e qualcuno, purtroppo, ha anche pagato le conseguenze di alcuni vecchi vaccini: un numero infinitesimo rispetto a tutti i soggetti che sono stati tutelati.

Guai a cambiare atteggiamento! I giovani medici non hanno vissuto negli ospedali quando i bambini morivano di polio o ne restavano menomati a vita, o di encefalite post morbillosa o anche delle conseguenze di una banale pertosse: è per questo che temono il vaccino contro l’influenza A. Tale vaccino suscita polemiche essenzialmente a causa degli adiuvanti e i timori si concentrano sullo squalene e sulla presenza di tracce infinitesime di mercurio.

Ora, lo squalene è una sostanza che, a dispetto del suo strano nome, viene in minima parte sintetizzata anche dall’organismo umano e nel vaccino è presente in quantità assolutamente infinitesimale e incapace di proovocare danni, mentre il mercurio è stato in passato sospettato di provocare malattie neuropsichiatriche come l’autismo infantile ma questo sospetto è stato poi ampiamente fugato ormai da anni, quindi è inutile rinvangare superati timori. Il vaccino pandemico è del tutto simile nelle sue caratteristiche al vaccino adiuvato contro l’influenza stagionale ed entrambi, nel loro complesso e non solo a causa degli adiuvanti, possono dare, oltre alle banali, transitorie e assolutamente benigne reazioni locali, in rarissimi casi, o un aggravamento di una malattia neurologica preesistente, tanto che se ne sconsiglia l’uso nei soggetti affetti da encefalopatia o da malattia di Guillen Barré (neuropatiua periferica) o, in casi ancora più rari, la sindrome di Guillen Barré ex novo (casi ancora non del tutto dimostrati).

Ma questo minimo rischio è possibile anche per altri vaccini, non solo quelli influenzali e non vedo il motivo di seminare il panico solo per questo nuovo vaccino. Sono ugualmente a rischio in caso di vaccinazione i soggetti con malattie autoimmuni come lupus o artrite reumatoide o altro, proprio perché gli adiuvanti in esso contenuti fungono da immunostimolatori e siccome il sistema immunitario dei soggetti con malattie autoimmuni è già di per sé iperstimolato si suppone che la vaccinazione procuri un aggravamento della malattia.

Anche i soggetti che hanno presentato uno shock anafilattico in seguito alla somministrazione negli anni precedenti del vaccino antinfluenzale stagionale non devono assumere vaccino pandemico, così come tutti i soggetti fortemente allergici all’uovo, ma che hanno presentato shock anafilattico dopo ingestione di uovo, non solo dermatite o vomito.

Pertanto, che tu ritenga o meno di vaccinare il tuo bimbo contro la pandemica, devi sapere che è lecito considerare il vaccino pandemico alla stessa stregua del vaccino antinfluenzale stagionale perché il timore degli adiuvanti contenuti nel pandemico non ha fondamenti scientifici provati e i minimissimi rischi del pandemico sono sovrapponibili a quelli del vaccino stagionale anche non adiuvato, cioè di quello consigliato per i bambini.

Gli adiuvanti sono un falso problema e i rischi si devono considerare quelli del vaccino nel suo insieme e non solo degli adiuvanti, se non si rientra nelle categorie con malattie autoimmuni o con gravi allergie. Non so se sono riuscita a fare un po di chiarezza.

Mi voglio scusare per essermi dilungata, ma veramente è ora che cessino questi allarmismi sproporzionati rispetto all’effettivo problema e che si faccia tutta la chiarezza necessaria. A meno che per un miracolo improbabile la pandemia dimostri di arrestarsi entro il 2009, anche i bambini e i giovani fino a 27, 30 anni, farebbero bene a vaccinarsi quando ci sarà il vaccino anche per loro perché se non si tenta di arginare velocemente la diffusione della pandemia e la durata della circolazione di questo virus, esso potrebbe ricombinarsi con uno qualsiasi dei virus influenzali circolanti, con il virus h1n1 dell’aviaria sempre presente anche se non se ne parla più e con altri possibili virus, modificando il suo genoma e diventando pericolosamente aggressivo. Questa possibilità , che per ora è solo una ipotesi, si potrà evitare vaccinando circa la metà della popolazione non immune potenzialmente a rischio di ammalarsi.

Ecco perché è opportuno che anche i bambini e i giovani sani prima o poi si vaccinino ugualmente.

Un caro saluto, Daniela

 

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