Scarlattina, antibiotico e inappetenza


 

Buonasera dottoressa,

ho letto la risposta che mi ha dato riguardo al fatto che Alessandro questo primo anno di asilo si sta ammalando molto di frequente.

la febbre di cui le parlavo nell’ultimo messaggio si è rivelata essere scarlattina. Dopo 3 giorni (da venerdì pomeriggio) di febbre alta e forte mal di gola (neanche la tachipirina faceva effetto) spogliandolo domenica sera ho notato un esantema sul torace fino all’inguine, sul collo e dietro la spalla.

Il pediatra l’ha visitato lunedì e senza praticare il tampone ha detto che c’erano i segni inequivocabili della scarlattina o della quarta malattia, tra cui tonsille molto molto gonfie, per non parlare dei linfonodi sottomandibolari che quasi esplodono. Ha prescritto 10 giorni di Klacid e poi esame delle urine.

Volevo a questo punto chiederle: possibile che giovedì 19 febbraio gli era stato praticato un tampone per la solita febbre ed era risultato negativo allo streptococco? Che rischi di contagio ci sono per noi genitori e soprattutto per il fratellino Federico di 8 mesi?

È la prima volta in vita sua che prende un antibiotico e lo vedo abbastanza abbattuto e inappetente. C’è niente che possa dargli per tirarlo un po’ su e magari farlo anche mangiucchiare un po’?

La ringrazio ancora per la pazienza e la disponibilità. Le sue risposte sono sempre esaustive ma soprattutto "tranquillizzanti".

Un saluto, Giulia

Per quanto riguarda l’appetito, finché il bimbo non sarà guarito, non c’è molto da fare, tanto più che la scarlattina, come tutte le infezioni da streptococco delle prime vie respiratorie, impegna molto le tonsille, provoca mal di gola e i bambini perdono l’appetito. Anche la terapia antibiotica prolungata fa la sua parte.

Devi, quindi, attendere la guarigione e nel frattempo farlo almeno bere molto. È possibilissimo che il tampone faringeo praticato una o due settimane prima della scarlattina sia risultato negativo per streptococco perché l’incubazione di questa malattia è molto breve, dell’ordine di tre giorni o poco più e se il tampone è stato prelevato prima di questi tre o quattro giorni, anche se il bambino aveva ugualmente gola arrossata, le sue tonsille potevano tranquillamente non ospitare streptococchi.

Lo streptococco, come tutti i batteri, è contagioso, però bisogna dire che i lattanti sono relativamente poco soggetti ad infezioni batteriche, probabilmente perché se sono ancora allattati al seno il latte materno fornisce loro una quantità piuttosto sufficiente di anticorpi.

Ma il rischio di contrarre la malattia dipende molto anche dalla quantità dei germi che il soggetto malato diffonde nell’ambiente, dalla loro virulenza e dalla tempestività ed adeguatezza della terapia antibiotica. Dopo 48 ore di terapia antibiotica adeguata, sia per tipo di antibiotico che per dosaggio, gli streptococchi diventano inoffensivi tanto che, teoricamente, un bambino potrebbe persino tornare a frequentare la scuola perché non più contagioso per la comunità.

La durata della terapia serve per avere la certezza di debellare completamente tutti germi onde evitare di creare resistenze batteriche. Per fare stare meglio il bimbo, alla fine della terapia antibiotica potrai fargli fare un ciclo di vitamine, ma adesso non servirebbe un gran ché.

Un caro saluto, Daniela

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