Sangue vivo nel pannolino


Buon pomeriggio Dottoressa,

Le scrivo per avere un parere su un problema di mio figlio che ciclicamente compare.

Il bimbo ha 20 mesi e nell’arco degli ultimi 8/9 mesi, per ben 4 volte, ho trovato del sangue vivo nel pannolino. Le prime 2 volte sono state fatte subito le analisi delle urine con esito negativo, il pediatra che lo ha visto però ha notato che l’orifizio era come "spelato", mi ha quindi invitato a mettere della merbrumina.

Questa cosa è accaduta altre due volte e in entrambi i casi la cura è stata la stessa, dicendo che era probabilmente dovuto allo sfregamento, ma mi sono permessa di dubitare in quanto il bimbo ha una leggera fimosi. Potrebbe esserci qualche ulteriore causa a questo problema? È normale nei maschietti?

Può centrare qualcosa il fatto che il bambino ha un bacinetto renale di dimensioni 7,2 mm?

Mi scuso, ma sembra che, siccome il problema si presenta una volta ogni 2 mesi, non sia ritenuto importante.

La ringrazio sin da ora per l’attenzione

Cinzia


 

Cara Cinzia,

ritrovare sangue vivo nel pannolino (attenzione, però, a non confonderlo con la sabbiolina rosa di polvere di urati amorfi che si ritrova spesso nel pannolino dei bambini e che non è altro che un accumulo di sali minerali provenienti dalle urine che, a contatto del pannolino, si colorano tipicamente di rosa scuro e simulano sangue!) può dipendere soltanto da una perdita di sangue molto bassa: per esempio una ragade anale (soprattutto se il bambino è stitico) o un iniziale scollamento del prepuzio, magari anche manuale se il bambino, a questa età, ha iniziato ad esplorare e a giocare con i suoi genitali.

Se l’esame delle urine è normale non c’è motivo di pensare che il problema dipenda dalla dilatazione del bacinetto renale. Però, ripeto, bisogna innanzitutto avere la certezza che la o le macchie rosse ritrovate sul pannolino siano sangue (rosso vivo scuro) e non urati (rosa mattone scuro) e una corretta ispezione della pelle e degli orifizi anale e genitale del bimbo possono dirimere il dubbio.

Un caro saluto,

Daniela

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