Ritardo nell’acquisizione del linguaggio: che fare?


Gentile dottoressa,

mio figlio di 30 mesi è un bambino sveglio e intelligente ma alla sua età non ha un ricco vocabolario e non costruisce dei discorsi.

Per la verità, fino a oggi non mi sono mai preoccupata in quanto anche il mio nipotino ha cominciato a parlare tardi e ora, a sei anni, è un chiacchierone.

Da settembre frequenta l’asilo e devo dire che è molto migliorato, soltanto che la sua maestra mi ha detto che devo spronarlo altrimenti sarà costretti a fare logopedia. Questa affermazione mi ha messo in allarme.

Cordialmente la saluto e la ringrazio

 


Se un bambino presenta un ritardo nella acquisizione del linguaggio bisogna innanzitutto assicurarsi che ci senta bene e non abbia disturbi di udito di nessun tipo; poi bisogna valutare a che età hanno parlato i genitori e infine bisogna capire se, nonostante un linguaggio povero e in ritardo rispetto ad altri bambini, riesce comunque a partecipare all’ambiente e a farsi capire, anche se a modo suo.

La terza osservazione da fare è se il bimbo pronuncia la parola che vuole dire prima dell’azione che esse rappresentano: cioè se dice pappa quando ha fame e la desidera o solo quando ce l’ha sotto gli occhi.

Detto ciò, fino al terzo anno di vita compiuto, vi è molta variabilità nei tempi di acquisizione delle varie tappe del linguaggio e le competenze del bambino non vanno schematizzate in modo troppo rigido: l’importante è notare progressi continui anche se lenti, capire che interagisce bene con l’ambiente con cui ha voglia di comunicare anche se a modo suo e che, anche con l’aiuto dei gesti, riesce a farsi capire.

Sul sito vi è un articolo dedicato al linguaggio e alla fine anche alcuni schemi del suo sviluppo, se ti possono interessare. La valutazione di un logopedista può servire per inquadrare in modo competente lo sviluppo del linguaggio del bimbo, non è affatto detto che al bimbo servano delle sedute riabilitative, almeno in questa fase del suo sviluppo.

Un caro saluto,

Daniela

 

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