Risvegli notturni: serve una consulenza per i disturbi del sonno?

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Salve dottoressa,

Le scrivo perché, nonostante abbia già trattato l’argomento, vorrei saperne un po’ di più ed avere il suo parere in merito.

Ho una bimba di 13 mesi ancora allattata al seno che ha frequentissimi risvegli notturni. La bimba frequenta il nido dall’età di 6 mesi. Non ha mai dormito tutta la notte, a parte sporadici casi. Non ha problemi fisici (colichette o altro) ed è una bimba vivace ma serena e sempre sorridente.

L’unico "neo" sono questi risvegli notturni, che con il tempo invece di diminuire, aumentano.


Siamo ormai nell’ordine di minimo 4-6 risvegli ogni notte, ad intervalli di circa un’ora e mezza.

Questo è lo schema di una giornata tipo durante la settimana: ore 7.30 sveglia e si va al nido, qui la bimba dorme meno che a casa (un pisolino di un’ora e mezza al massimo dopo pranzo); la vado a riprendere alle 17 ma proprio perché al nido riposa poco spesso verso le 18:30-19 mi crolla addormentata e si risveglia intorno alle 20.

Cena e gioca allegra fino alle 22, quando la porto in camera per farla dormire, ma ci vuole almeno una mezz’ora di ninna-nanna.


La metto nel suo lettino, dove rimane per 1/2/3 ore, dipende dalle notti. Dopodiché si sveglia, piange, e si tranquillizza solo se la attacco al seno. Se poi la rimetto nel lettino piange ancora, allora, per motivi di mera sopravvivenza,  la porto nel lettone.

Anche qui dopo un’oretta e mezza al massimo si risveglia e si ricomincia daccapo. La riattacco al seno, lei ciuccia 10 minuti poi si stacca e si riaddormenta, e dura forse un’altra oretta. Questo tran tran dura fino alle 6-6.30, quando si sveglia ancora e a quel punto le do i suoi 200 gr di latte vaccino come colazione, che fanno si che dorma più o meno tranquillamente fino all’ora in cui la sveglio per andare al nido.

Il fine settimana le cose cambiano un po’, sia perché la mattina dorme più a lungo (fino verso le 9) sia perché durante il giorno fa, di solito, due pisolini di due ore circa (uno la mattina ed uno il pomeriggio).

A volte, poi, si sveglia meno (2-3 volte, specie se la prima "tranche" di sonno è più lunga) altre di più

Premesso che:

1)so non dovrei farla dormire prima di cena, ma al nido riposa meno che a casa e quindi "esige" un pisolino al suo rientro. Ho anche provato a non farla dormire, ma la situazione la notte resta inalterata.

2)non ha mai voluto il ciuccio. Quando ha sonno o per "consolazione" si ciuccia il dito, ma quando si sveglia la notte non lo prende proprio in considerazione.

3)sono assolutamente contraria per indole e per convincimento personale al metodo Estivill. Stessa cosa per mio marito; entrambi riteniamo che il pianto di un bimbo (specie se piccolo) sia comunque espressione di un disagio (anche solo "ansia da separazione", se si vuole) quindi vada ascoltato e lenito.

4) non mi alletta l’idea di sostituire le mini poppate notturne di latte materno con una poppata consistente di latte vaccino perché credo che non sia nutrizionalmente corretto: troppo grasso, troppe calorie.

Premesso quanto sopra, cosa posso fare per aiutare mia figlia (e noi) a dormire meglio?

Io noto anche che in quell’oretta e mezzo, o due, o tre che dorme tra un risveglio e l’altro, è spesso "agitata", si gira e rigira, a volte si lamenta.

Problemi fisici (mal di pancia, colichette) non ne ha, almeno secondo i pediatri che l’hanno visitata.

Potrei usare rimedi omeopatici? Se si, quali? Il Nopron me lo consiglia? Io sono molto, molto restia all’uso di medicinali, ma non tout-court. Lei dice che e’ un farmaco di "attesa" ma io non vorrei curare solo i "sintomi" (i risvegli notturni" o l’agitazione notturna) ma la causa, se c’è.

Non so, per esempio, se il fatto che un lattante si "muova" così durante il sonno, e talora si lamenti, sia normale o meno.

Infine, lei, in una sua risposta, parlava di consulenza neuropsichiatrica per i disturbi del sonno. Pensa che sia il caso, per noi?

Grazie mille in anticipo, cordiali saluti.

Io penso una cosa che forse, oltre a non farti piacere, può rivelarsi completamente inutile o superflua: io penso che per la bimba, rimanere al nido 10 ore al giorno non sia il massimo. So bene che se hai preso questa decisione è perché non puoi fare altrimenti e che quanto dico non fa che mettere un dito in una piaga già aperta, ma una lontananza così prolungata dall’ambiente domestico, nonostante sia per la bimba, ormai, una consuetudine, o forse proprio perché è una consuetudine in quanto cominciata prestissimo, non può rivelarsi fonte di serenità.

Il secondo problema è il suo pisolino in orario così anomalo, cioè nel tardo pomeriggio. So che è giustificato da un rilassamento della bimba, finalmente a casa, ma non è una abitudine giusta: meglio anticipare la cena alle sei, sei e mezzo e tenere la bimba sveglia fino a quell’ora per poi farla dormire non oltre le otto, massimo otto e mezzo, visto che si deve svegliare molto presto la mattina, piuttosto che assecondarla con un sonnellino in un orario sbagliatissimo, riducendo così ancor di più le possibilità di contatto e interazione con te.

È chiaro che di notte vuole recuperare il tempo perso chiedendo il seno mille volte ed è altrettanto chiaro che tu non puoi avere il coraggio di negarle anche questi momenti di contatto. Io non vedo molti rimedi farmacologici a questo problema che, secondo me, andrebbe preso in considerazione sotto un altro profilo e, personalmente, non credo molto ai rimedi omeopatici anche se nulla esclude che tu li possa sperimentare.

Io credo che tu debba dare un ordine diverso alla giornata della tua bimba, farla stare meno ore al nido, se possibile e più ore nel suo ambiente famigliare, facendole fare un pisolino a metà mattina, non obbligatorio e uno nel primissimo pomeriggio, tra l’una e mezzo e le tre.

Non tutti i bambini risentono in modo particolare di lunghi distacchi e non tutti i bambini hanno problemi quando vengono lasciati al nido per così tanto tempo, questo è vero, ma se un bambino manifesta un disagio qualsiasi, che può manifestarsi anche soltanto di notte – e, del resto, quando se non di notte, visto che di giorno sta sempre fuori casa e di pomeriggio, al suo ritorno, dorme? – forse è il caso di riflettere in modo più approfondito sui motivi prima di arrivare agli aiuti farmacologici come la niaprazina (Nopron) o simili, somministrabili, comunque, già da ora, se proprio fosse necessario.

A questo punto, è più che normale e comprensibile che tu non abbia il coraggio di applicare il metodo Estivill o qualsiasi altro comportamento anche solo lontanamente simile, visto che anche tu capisci che 10 ore di lontananza da te sono molte per una bimba così piccola, ma le scappatoie non sono poi molte: o la tieni con te e continui ad allattarla finché lo richiede, o decidi di negarle anche le poppate notturne abituandola a dormire da sola (nel tuo letto cercherà sempre il seno) e, in quest’ultimo caso, non ci sono metodi indolori, almeno che io sappia.

Considera poi che la bimba è in periodo di dentizione e, penso, sta muovendo i primi passi, tutte fonti di fastidi e di incertezze per la piccola che possono provocarle sonno agitato e un rinnovato bisogno di sicurezza tra le tue braccia.

Un caro saluto, Daniela

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