Risvegli notturni per bere


Buongiorno dottoressa,

sono la mamma di Filippo un mangione di 19 mesi. Premetto che Filippo ha sempre dormito la notte fin dai primi mesi di vita (poco dopo i 3 mesi ha perso la poppata notturna). È da qualche mese che durante la notte si sveglia per bere l’acqua e si riaddormenta subito: lui cena verso le 19.30/20.00 e solitamente al massimo alle 21.30 dorme.

Da dopo che sono iniziati i suoi risvegli ho cercato di farlo bere un po’ di più sia a cena che prima di andare a dormire, ma la cosa non è migliorata molto (comunque ci sono notti che si sveglia al massimo una volta oppure non si sveglia per niente). L’ultima informazione che le posso dare è che nel preparare il suo cibo sto molto attenta a mettere poco sale e che però metto il parmigiano sia sulla pasta che sulla verdura lessa.
Sono una cosa normale i suoi risvegli oppure devo prestare più attenzione a qualcosa nella sua alimentazione?
La ringrazio fin da ora per il suo prezioso aiuto.

L’aggiunta di sale negli alimenti è superflua e non solo per i bambini. Un adulto ha bisogno di un cucchiaino raso da caffè al giorno di sale, cioè di cloruro di sodio, cioè dai 3 ai 5 gr, poco di più se pratica intensa attività sportiva oppure se suda molto in certi periodi dell’anno e, considerando che il sale si trova già in moltissimi alimenti, soprattutto se manipolati e stagionati come insaccati, formaggi , ma anche latte e derivati e carne rossa, così come molti ortaggi contengono naturalmente molto sodio, come i pomodori e il sedano, per non parlare dei cibi precotti o precucinati e così via, si capisce facilmente che il fabbisogno di sodio, che per un bambino è un po’ meno rispetto all’adulto, è facilmente assicurato dai soli cibi senza necessità di aggiunta di sale nella cottura.

L’aggiunta di sale rende certamente i cibi più attraenti perché ormai ci siamo abituati a certi sapori e può essere consentita nei bambini inappetenti per invogliarli a mangiare un alimento più saporito. Ma in situazioni normali è più che sufficiente l’aggiunta di uno, massimo due cucchiaini da caffè di parmigiano come condimento della pasta o della minestra. Messi questi due cucchiaini, non si dovrebbe metterne altri in altre pietanze. Sembrerebbe una regola eccessivamente rigorosa, ma si sa che dopo il primo anno di vita, durante il quale di solito le mamme seguono pedissequamente le direttive date dal pediatra, quando il bambino mangia quasi da solo e soprattutto quasi le stesse cose degli adulti, l’attenzione alla corretta alimentazione diventa sempre più teorica e allentata di fronte alla soddisfazione che può dare un bimbo che dimostra di essere una buona forchetta o, al contrario, di un bimbo che fa capricci per mangiare. Per di più, con l’alimentazione varia di tipo adulto, la quantità di alimento liquido si riduce e i liquidi della giornata non sono più contenuti, come prima, nell’alimento stesso, ma devono essere tenuti in considerazione a parte e al bambino va proposto molto spesso da bere durante la giornata per arrivare a quel litro, litro e mezzo di acqua raccomandato.

Altro motivo di risvegli notturni per bere può essere l’abitudine o la necessità che ha il bambino di respirare a bocca aperta durante il sonno per difficoltà respiratorie, ipertrofia adenoidea, congestione nasale e così via, così come il fatto di avere stazionato per molte ore prima di andare a letto in un ambiente chiuso molto riscaldato, magari eccessivamente riscaldato senza una adeguata umidificazione compensatoria e magari senza avere arieggiato la stanza da letto per almeno un quarto d’ora a finestra spalancata prima di mettere a letto il bimbo. Quando un bambino tende a bere molto, infine, oltre ad un occhio a quanto ha effettivamente bevuto durante la giornata e alle considerazioni appena fatte, è bene tenere sotto controllo le sue urine e valutarne la quantità giornaliera paragonata alla quantità di liquidi assunti, a quanto ha sudato e così via…

In certe patologie, infatti, l’aumento della sete rispetto ad un periodo precedente può essere secondario ad una aumentata perdita di liquidi, non solo con il sudore ma anche con le urine, come avviene, per esempio, nel diabete o nel diabete insipido, malattie nelle quali, la prima a causa della necessità che ha l’organismo di eliminare lo zucchero in eccesso non più metabolizzato, la seconda a causa della carenza dell’ormone antidiuretico, la sete è un sintomo importante ma secondario ad una eccessiva perdita di liquidi attraverso le urine. Non penso che siano questi ultimi i problemi del tuo bimbo, ma quando la sete aumenta bisogna pensare un po’ a tutti i motivi che possono scatenarla.

Un caro saluto, Daniela

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