Risvegli notturni e sensi di colpa


Gentile dott.ssa,

ho provato a fare diversi controlli a mia figlia, come da lei suggerito, per escludere cause organiche legate ai risvegli notturni: controllo urine e catarro alle orecchie, risultati entrambi negativi.

A questo punto, prima di arrivare al Nopron, crede possa essere utile una visita presso un centro di disturbi del sonno? Io sono di Reggio Emilia, probabilmente lo troverò presso l’ospedale di Bologna? Proverò a cercare su internet qualche indirizzo.

Qui verrebbero fatti degli esami su mia figlia o si tratta di consigli educativi dati ai genitori? Abbiamo anche cambiato la terapia per il reflusso gastroesofageo, al posto del Ranidil utilizziamo il lansoprazolo (7 mg al mattino), forse di giorno qualcosa è migliorato. Sono un po’ diminuiti i singhiozzi e il vomito, resta l’agitazione e la poca appetenza, ma il vero problema è la notte…

Abbiamo anche trovato un certo rito nell’addormentamento che funziona perché comunque si addormenta in 10 minuti senza piangere molto, ma tutte le sere dopo 45 minuti è già sveglia e così si va avanti tutta notte. Io continuo ad essere costante nel riaddormentarla e poi riporla nel suo lettino fin verso le 3 o le 4 di notte, poi, nonostante tutte le mie buone intenzioni, non ce la faccio più e allora la attacco al seno dove riusciamo a dormire per almeno 2 orette.

Sicuramente oltre al reflusso adesso si saranno aggiunte abitudini sbagliate, anche perché la bimba ha già 8 mesi e mezzo. Cosa ne pensa della nuova cura che le hanno somministrato? Ho letto e riletto tanti libri sull’addormentamento, compreso il metodo Estivill, ma non riesco ad applicare nulla con mia figlia. È possibile che stia sbagliando tutto? Anche lasciarla piangere non mi pare funzioni, si innervosisce sempre di più e dopo resta sveglia per ore e l’unico risultato sono i miei enormi sensi di colpa…

Grazie

Federica



Cara Federica,

il lansoprazolo è altrettanto valido: è un inibitore dell’acidità gastrica e gli effetti collaterali sono rari e veramente minimi.

I medici che seguono la bimba, o il medico se è uno solo, dovrebbero escludere la presenza di infezione gastrica da Helicobacter, che può associarsi ed aggravare il reflusso.

Detto ciò, per quanto riguarda il sonno, il mio consiglio è di comportarti come ti detta il cuore: se la bimba desidera contatto fisico e dimostra di calmarsi per tutta la notte se dorme al tuo fianco vuol dire che ha bisogno di questo contatto.

Se, invece, anche tenuta a letto, smania e si sveglia spesso, vuol dire che il problema è un altro o non è solo questo. Valuta anche il tuo modo di porti nei confronti delle modalità di sonno e di comportamento della bimba: se hai accettato completamente tutto quello che una maternità comporta o sei ancora un po’ ambivalente per la libertà perduta e per il nuovo stile di vita che sei ora costretta a fare.

Mi sembra presto per interpellare un centro per i disturbi del sonno, visto che a 8 mesi molti sono i fattori che possono rendere le noti disturbate ad un bambino, compresi i dentini che spuntano. Però, se la cosa può essere utile anche a te come orientamento e inquadramento del problema, è bene che tu lo cerchi questo centro e a Bologna, dove la medicina è notoriamente all’avanguardia, non avrai difficoltà a trovarlo. Ti sarà di aiuto parlare del problema con esperti dell’argomento ma, è un mio consiglio, se fossero troppo normativi e schematici nel proporti delle regole d’oro per indurre la bimba a dormire, in ultima analisi decidi tu fidandoti anche del tuo istinto di mamma.

Ogni bambino è diverso da un altro e gli schemi, in pediatria, sono utili, certo, ma sempre se sono in grado di adattarsi al singolo problema. I sensi di colpa di cui mi parli dimostrano che tu credi di più a quello che ti viene detto e consigliato piuttosto che al tuo istinto e questo non è un bene: così facendo diventi sorda ai tuoi richiami interni e alle soluzioni che la tua sensibilità ti suggerisce. La bimba finisce col sentire tutto ciò e le sue richieste di vicinanza notturna ne sono in parte la risposta.

Se sei riuscita a concepire e a partorire una bella bimba sana come sicuramente sarà la tua, non vedo perché tu non debba essere in grado di crescerla anche "fuori dall’utero" dal punto di vista psicologico oltre che fisico e di nutrimento. Quindi chiedi pure tutti i consigli che vuoi, se senti che ti possono servire, ma poi, in definitiva, usa la tua testa di donna e il tuo cuore di mamma che sarà senz’altro molto più adatto alla tua bimba di schemi concepiti da altri. Vedrai che se avrai il coraggio di ripartire da lì molte cose ti si chiariranno e farai pace finalmente con te stessa, con il tuo ruolo di mamma e con la tua bimba.

Parlane anche con tuo marito, rendilo partecipe e responsabile perché un figlio, sin da piccolo, si cresce in due e non c’è solo un tempo per la mamma e uno per il papà.

Un caro saluto,

Daniela

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