Risvegli notturni

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Buongiorno dottoressa,

Mi sono appena iscritta a questo splendido sito e Le sto scrivendo poiché mi hanno detto che lei è un medico estremamente umano e di grande aiuto.

Le espongo il mio piccolo problema: mia figlia ha 8 mesi, non ha mai avuto problemi particolari se non un lieve ittero alla nascita e fastidi legati alla suzione relativamente ai biberon (non ha mai accettato il seno). Quest’ultimo particolare mi ha portato a valutare l’ipotesi di un reflusso gastroesofageo ma i fastidi in questione sono sempre stati relegati a fasi passeggere pertanto non ho mai fatto accertamenti approfonditi in merito.

Ha un carattere molto gioviale e sereno, è socievole e tranquilla, e ha sempre dormito tranquillamente e molto. Sin dalla nascita si svegliava solo per una poppata e si riaddormentava, il tutto quasi sempre nella culla e senza problemi. Al massimo capitava di addormentarla in braccio e di metterla poi in culla ma questo non le impediva di fare tutta una tirata fino alla mattina anche da piccolissima.

Al massimo richiedeva una poppata notturna ma piano, piano, la ha abbandonata. Verso i 5 mesi di età però ha iniziato a svegliarsi verso le 5/6 della mattina, tutte le notti. Non necessitava di latte, semplicemente riprendeva sonno poi nel letto in mezzo a mamma e papà. Mi stavo giusto preoccupando di questo vizio che stava prendendo quando ecco che venti giorni fa la situazione è decisamente peggiorata: si addormenta nel lettino nella nostra stanza in maniera abbastanza facile tra le 21 e le 23 a seconda dei giorni, per poi però svegliarsi SEMPRE OGNI NOTTE da venti giorni a questa parte dopo una, due o massimo tre ore, quindi a notte fonda.

Si sveglia direttamente urlando a squarciagola, o borbottando per poi urlare. A questo punto l’unico modo per farla riaddormentare è farla stare stesa nel lettone addosso a noi (preferibilmente a me). La cosa è pesante poiché comporta un sonno disturbato (o la mancanza di sonno) praticamente per tutti. Io non dormo quasi per niente con lei addosso, lei si sveglia se provo a metterla in mezzo nel lettone e piange disperata se provo a rimetterla nel lettino, anche dopo che si è ben riaddormentata. Ha anche un sonno leggero a questo punto quindi. E si sveglia qualche volta anche addosso a me, come se avesse qualche fastidio (forse sta scomoda? non so….).

La sua alimentazione si regola con latte al risveglio, pappa a pranzo, latte e/o frutta per merenda, pappa a cena e latte prima della nanna. Pensavo che con lo svezzamento si sarebbe evitato anche il risveglio intermedio di notte ma così non è stato. Per quanto riguarda i dentini ne ha messi due inferiori i primi di dicembre e poi più niente.

Quando si sveglia ho provato:

– a darle il latte (anche se dovrebbe essere sufficientemente sazia dato che finisce la pappa sia a pranzo che a cena)

– a darle la camomilla

– a cullarla

– a lasciarla piangere

ma non ho mai ottenuto alcun risultato, se non quello di sentirla piangere disperata anche un’ora alle tre di notte.

Non so se sta mettendo altri denti, non so se sia vizio o se abbia fastidi di qualche tipo, non capisco quale fastidio possa essere eventualmente…ho pensato persino al reflusso di nuovo, ma solo perché non so a cosa attaccarmi.

Ultimamente è più nervosa anche di giorno: si stanca presto del seggiolone, del box, del girello, dei giochi, di qualunque cosa e vorrebbe stare sempre in braccio. Per il resto è sempre una bimba socievole e sorridente, forse per alcuni può essere normale un comportamento simile ma lei è sempre stata estremamente tranquilla e quindi sta affrontando un vero e proprio cambiamento.

Principalmente mi preme capire se si tratti di qualche fastidio (e quale, e cosa fare) o di un vizio, come risolvere entrambe le cose, sia per lei che per noi. Infatti la mancanza di un sonno adeguato da venti giorni di fila ci sta distruggendo il sistema nervoso, dovendo anche lavorare e senza aiuti esterni.

Poiché si addormenta abbastanza facilmente "basterebbe" che evitasse il risveglio intermedio: cosa è che causa REGOLARMENTE questo risveglio? E cosa posso fare? Non ha mai preso il ciuccio.

Per il resto, molti mi dicono che sono fasi, che passeranno, che crescendo è normale. C’è chi adotta il metodo Estivill e chi è più morbido. Per farle un esempio, oggi, nonostante fosse visibilmente stanca, ha pianto un’ora intera poiché era da sola nel lettino, cosa che ALMENO per il riposino giornaliero non le crea nessun problema di solito. Cosa accade?

Mi scusi se la disturbo ma siamo davvero sfiniti dalla mancanza di sonno e non credo si possa definire normale questo risveglio. Cosa possiamo fare? Cosa sbagliamo?

La ringrazio infinitamente, Mary


Dottoressa,
mi scusi se la disturbo con questa integrazione ma leggendo varie sue risposte (proprio sui risvegli) mi sono accorta che prende in considerazione anche le abitudini giornaliere dei bimbi.

Le riassumo brevemente: la mia bimba non va al nido (ha 8 mesi), rimane a casa alternativamente con me o con suo padre a seconda degli impegni lavorativi che abbiamo. Si sveglia verso le 9 della mattina e non fa pisolino di mattina. Solo uno dopo la pappa, non ad un’ora esatta, indicativamente tra le 12 e le 16. Di solito dura un’ora massimo due. Pranza verso le 11.30/12.00 e cena verso le 19. Per il resto del tempo sta sul seggiolone, girello, box e simili. Una mezzoretta di mattina davanti alla tv, non di più. Ovviamente quando non la porto fuori, cosa che accade (ma non tutti i giorni) di pomeriggio.

Grazie ancora, Mary

Se hai letto le lettere di altre mamme alle prese con il tuo stesso problema, indirizzate sia a me che alla psicologa e le discussioni sul forum, avrai capito che, prima di tutto non sei sola ma in ottima compagnia per quanto riguarda questo problema (esso riguarda almeno il 10% dei quesiti che mi vengono posti su questo sito), che le soluzioni possibili, ammesso che ve ne siano, sono anch’esse molte ma che vanno personalizzate perché ogni bambino è diverso da un altro e anche ogni mamma è diversa da un’altra e che quello che, alla fine, paga è, oltre ad una attenta valutazione del problema caso per caso, la pazienza e il tempo.

La tua bimba si addormenta senza problemi e si risveglia dopo le prime ore di sonno, agitata. Di solito i bambini non sognano nelle prime ore dopo l’addormentamento, ma quando si svegliano piangendo possono avere avuto degli episodi di pavor notturno oltre che, ovviamente, dei disturbi organici dolorosi come reflusso (difficile pensare che compaia a 8 mesi in un bambino che non ne ha mai sofferto in precedenza), l’eruzione dei primi dentini ( i denti erompono a distanza media di uno al mese dalla comparsa del primo dentino in poi), qualche apnea notturna un po’ più prolungata (il bimbo si sveglia con la sensazione di soffocare) o qualche altro piccolo o meno piccolo disturbo organico.

Un bimbo che soffre di pavor notturno eredita spesso questo problema da uno dei genitori, quindi, una conferma diagnostica potrebbe venire dalla storia e dal comportamento dei genitori alla stessa età. Detto ciò, avrai letto su altre risposte come gli otto mesi siano una età critica per un bambino che inizia a sperimentare una fase esistenziale nuova, la nuova consapevolezza di essere un soggetto distinto dalla madre che lo accudisce, distinto quindi separato: una nuova nascita, insomma, un nuovo parto.

Questa consapevolezza crea angoscia: finito il tempo paradisiaco della simbiosi totale con la madre, inizia un percorso esistenziale complesso che troverà pace solo quando il vuoto lasciato da questa separazione non sarà colmato dalla consapevolezza che questa barriera tra il nuovo sé e il mondo esterno può essere attraversata, che il fuori può essere portato dentro e gli stati d’animo interni, cioè il dentro, può essere portato fuori, esternato con la comunicazione.

Nel periodo precedente, strettamente simbiotico, il concetto di dentro e di fuori non esisteva, madre e figlia erano un tutt’uno, ma ora è diverso, tutte le relazioni affettive vanno riconquistate, nulla è dato per scontato e il senso di vuoto iniziale che crea angoscia e solitudine tende ad essere colmato dalla necessità, prima assente o molto meno presente, di un rinnovato, stretto contatto anche fisico con la o le figure di riferimento.

Il turbine di sensazioni e stati d’animo sperimentati di giorno, durante la veglia, sono adesso rielaborati durante il sonno e le paure emergono e rivivono in modo che il cervello le possa elaborare e riordinare. Per di più, la tua bimba sta meno tempo in braccio, sia a te che ad altre persone di riferimento: con il girello, che io, come ho detto più volte, non approvo affatto, sperimenta una falsa libertà di conquista dello spazio che non è ancora in grado di elaborare correttamente visto che la natura permette questa conquista solo verso la fine del primo anno, al momento della deambulazione fisiologica e anche nel box sperimenta la fatica di rimanere in equilibrio e in piedi.

Tutto, da ora in poi, va conquistato e nulla è più scontato come prima. È un passaggio di crescita obbligato che deve essere accompagnato, si, ma non soffocato da eccessive premure.

Quando la bimba piange dopo alcune ore di sonno, prima di decidere di prenderla in braccio e di toglierla dal suo lettino dove si era addormentata, bisogna essere sicuri che sia veramente sveglia del tutto e cosciente: spesso i bambini piangono e strillano nel sonno più profondo e se anche hanno gli occhi aperti o sbarrati, questo non vuol dire che siano svegli e coscienti.

Gli episodi di pavor – se di pavor si tratta – si manifestano proprio nella fase di sonno molto profondo, come avviene per il sonnambulismo, per esempio, dove il soggetto si comporta come se fosse perfettamente sveglio ma invece dorme profondamente e guai a svegliarlo: rimarrebbe confuso e disorientato. Prova a lasciare la bimba nel suo lettino anche se piange e a cullarla o, al massimo, ad accarezzarla parlandole piano, piano. Se riesci a calmarla in questo modo senza arrivare al risveglio totale potrebbe nuovamente scivolare nel sonno fino alla mattina.

Il lettone non è una gran soluzione, lo hai potuto constatare, perché quando non ci sono veri e propri problemi di addormentamento, come nel caso della tua bimba, i risvegli o, comunque, i pianti notturni non dipendono da una mancanza di contatto con il corpo materno ma, come ho detto, o da un disturbo fisico o, più probabilmente, da una faticosa elaborazione psichica dei vissuti diurni, inclusa la tua lontananza per lavoro, magari.

Cerca di fare stare la bimba il più possibile all’aria aperta e al sole e falla uscire molto di mattina anziché di pomeriggio perché l’esposizione alla luce favorisce la produzione di melatonina che regola i cicli del sonno, melatonina che in mancanza di latte materno che la contiene in discrete quantità, a questa età e fino ai due anni è piuttosto scarsa e, se hai anche un minimo dubbio sul reflusso, cerca di evitare la poppata di latte dopo cena, a meno che non sia di latte materno e la bimba non la richieda in modo perentorio.

Per il resto, oltre a non avere fretta e troppa ansia di prendere la piccola nel lettone quando piange, comportati serenamente ed autenticamente come ti detta il cuore e come intuisci che sia meglio per la piccola e per te, volta per volta. Le regole troppo rigide non sono possibili e non servono, però, fondamentalmente, cerca di non farti coinvolgere più di tanto da questo comportamento sicuramente transitorio e, in un certo senso, fisiologico della tua bimba e vedrai che superato il primo anno di vita, se sarai riuscita a non dare alla piccola abitudini che sarà, poi, difficile togliere, tutto migliorerà da solo.

Un caro saluto, Daniela

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