Risvegli frequenti (Pavor notturno)

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Salve Dottoressa,

Siamo genitori di due bambini di sei e tre anni. Il piccolo manifesta da sempre continui risvegli notturni. In particolare negli ultimi tempi mesi si sveglia improvvisamente piangendo con una certa frequenza dopo circa una o due ore dal momento in cui si addormenta.

Premetto che si addormenta con una certa facilità, non dormendo il pomeriggio e frequentando la scuola materna a tempo pieno.

Generalmente non è un risveglio “lucido” se così si può dire, in quanto pur piangendo (a volte il pianto è molto forte), sembra sempre che stia dormendo e soprattutto non comunica il suo momentaneo disagio, anzi: alla domanda “che cosa c’è?” molto spesso si gira e riprende a dormire salvo poi ricominciare dopo qualche minuto.

Questi risvegli possono durare per circa un paio d’ore, con intervalli a volte estenuanti (uno ogni 10-15 minuti).

Proseguendo nel sonno dopo l’una e mezza o le due di notte (quindi dopo circa 4/5 ore da quando si è coricato) tali risvegli in genere cessano.

Capita a volte che ci chiami per fare la pipì o per bere dell’acqua, ma in questi casi si tratta di risvegli molto “tranquilli”: il bambino ci chiama e ci spiega la sua necessità e soprattutto non piange.

C’è possibilità di aiutarlo e aiutarci a risolvere questo problema?

Ho sentito parlare del Nopron, sarebbe indicato in questo caso?

Grazie per la Sua attenzione.

Massimo



Gentile sig. Massimo,

più che di risvegli veri e propri, mi sembra di capire che il Suo bimbo abbia episodi di pavor notturno, dato che piange senza svegliarsi e soprattutto nelle ore immediatamente successive all’addormentamento. Non essendo risvegli veri e propri e non avendo difficoltà ad addormentarsi, il Nopron non avrebbe motivo di essere prescritto. Allora, approfittando delle imminenti feste natalizie, io terrei il bimbo a casa, lontano dalla scuola materna, cioè, per alcuni giorni, in modo da valutare se la permanenza in un ambiente famigliare senza l’allontanamento quotidiano può favorire la sua serenità e ridurre gli episodi di terrore notturno, anche se non è affatto sicuro che il problema dipenda da questo.

Il Nopron, come ho detto, non trova qui una vera ragione di essere somministrato, ma se proprio non ce la fate più a svegliarvi tutte le notti, può essere tentata una settimana di terapia per vedere cosa succede. Visto che frequenta a tempo pieno, poi, se fosse possibile, data la sua tenera età, io tenterei un periodo a part- time per valutare se una frequenza a scuola più breve lo stressi di meno di un tempo pieno, sempre che i risvegli notturni dipendano dalla scuola, s’intende, visto che sono manifestazioni frequenti nell’età evolutiva e non sempre in relazione con lo stile di vita del bambino che ne soffre. La frequenza part-time, inoltre, potrebbe ripristinare la buona abitudine del riposino pomeridiano di cui, a questa età, molti bambini hanno ancora bisogno per non arrivare a sera troppo tesi e stanchi.

Mi rendo conto che spesso l’organizzazione del menage famigliare non permette questo ma un tentativo a scopo diagnostico è sempre possibile e, se il bambino, a casa, si comporta in modo più tranquillo, a voi riflettere sul da farsi per assicurargli questa serenità; altrimenti, se i risvegli dovessero continuare, la lunga permanenza a scuola non vi creerà sensi di colpa e si tratterà solo di aspettare che la crescita del bimbo faccia scomparire il problema.

Un caro saluto e Buone Feste.

Daniela Sannicandro

Risvegli frequenti (Pavor notturno)
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