Rigurgiti e rischio morte nel sonno


Buongiorno dottoressa, 

capita ormai troppo spesso di sentire in televisione la notizia di un bambino morto nel sonno forse a causa di un rigurgito. Quello che mi sorprende è che se ne parla non solo per bambini di pochi mesi, che forse non sanno muoversi bene, ma anche per bambini di 18 mesi e oltre.. Ma fino a che età esiste questo rischio ?

La mia bimba di 18 mesi ad esempio, beve il latte verso le sei di mattina e poi si riaddormenta a pancia in giù, e se cerco di metterla supina magari con sotto un cuscino, poi si rigira (e avendo sotto il cuscino mi sembra addirittura peggio..) a ciò si aggiunga che non sempre riesco a farle fare un ruttino. Cosa fare per ridurre il pericolo?  

Grazie per la risposta

Francy


Cara Francy,

bisogna distinguere la sindrome della morte improvvisa di un lattante, altrimenti detta impropriamente morte in culla, che non ha nulla a che vedere con il soffocamento provocato da un rigurgito e il pericolo che un lattante si soffochi durante un rigurgito. La morte in culla è una evenienza drammatica di cui non si conosce ancora bene la vera causa anche se viene ormai da tutti messa in relazione con un arresto respiratorio al quale segue, dopo pochi minuti, se nel frattempo nessuno si accorge dell’emergenza e non prende provvedimenti con manovre rianimatorie, un progressivo rallentamento dei battiti cardiaci fino all’arresto cardiaco definitivo e irreversibile. Essa sembra dovuta ad una sregolazione o ad un malfunzionamento dei meccanismi che regolano automaticamente e autonomamente i normali atti respiratori per tutta la durata della nostra vita. Questa evenienza sembra manifestarsi principalmente durante la fase di sonno profondo di un bambino molto piccolo, che non ha ancora compiuto un anno di vita: dopo tale età non si conosce praticamente nessun caso di morte in culla. In molti reperti autoptici di lattanti deceduti per morte improvvisa si è ritrovato latte o materiale alimentare nei polmoni: da qui l’ipotesi che all’origine della morte in culla vi fosse una difficoltà respiratoria acuta dovuta ad inalazione di materiale ingurgitato. Dopo vari studi e riflessioni si è però giunti alla conclusione che il ritrovamento nei polmoni e nelle vie respiratorie di materiale alimentare inalato, quasi sicuramente dipendeva dal fatto che durante le varie fasi di una agonia che porta a morte un soggetto per impossibilità di respirare, una delle ultime è l’inalazione di materiale vomitato o rigurgitato; non sarebbe quindi, la causa prima ma una concausa terminale. Quindi niente più preoccupazione per quanto riguarda la morte in culla per la tua bimba.

Per quanto riguarda i rigurgiti, compiuto il primo anno di vita, anche la funzionalità del cardias, che tanti problemi può dare nei primi mesi come responsabile del famigerato reflusso gastro-esofageo, migliora e matura e il reflusso stesso, così come gli sporadici rigurgiti, diventano evenienza sempre meno frequente, anche perché a un anno e mezzo i bambini mangiano sempre più cibi solidi che rendono più difficile il rigurgito e stanno più spesso in piedi e in posizione verticale o quantomeno seduta ma non sdraiata. Il ruttino è altra cosa: quasi tutti i bambini, dopo avere succhiato al biberon un alimento liquido, hanno un po’ di aria da espellere attraverso la bocca, ma non tutti questi bambini soffrono di reflusso. Il reflusso può dare eruttazioni quando si accompagna ad una gastrite o gastroesofagite peptica, ma un conto sono le eruttazioni e un conto i rigurgiti, anche se una piccola quantità di cibo può risaluire dallo stomaco assieme all’aria. Se la tua piccola non ama la posizione supina per lungo tempo, lasciala pure libera di fare come crede e togli il cuscino: metterai semplicemente un piccolo rialzo sotto al materasso dalla parte della testa formato da un asciugamano piccolo o medio arrotolato su se stesso. Dopo la poppata delle sei di mattina difficilmente i bambini si riaddormentano con un sonno particolarmente profondo, soprattutto bambini di un anno e mezzo-due che stanno già molto svegli durante il giorno e hanno già acquisito un ritmo sonno-veglia piuttosto simile a quello dei bambini più grandi. Quindi io non mi fisserei troppo con preoccupazioni legittime sì, ma prive di basi concretamente dimostrabili.

Un caro saluto,

Daniela

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