Rifiuto improvviso del seno 1


Gentilissima Dott.ssa,

le racconto più velocemente possibile la mia storia perché ho tanto bisogno del suo aiuto.
Ho due fantastici figli: Alessandro, di 3 anni, allattato al seno fino a 18 mesi, e Aurora, di 9 mesi che inizia a darmi qualche problemino.
Premetto che sono una "amante dell’allattamento", a richesta e prolungato, perché credo che sia un modo speciale per condividere momenti indimenticabili con i propri cuccioli e le difficoltà, la stanchezza, le ore perse di sonno non mi hanno mai spaventato, perché bastava avvolgere i miei figli tra le braccia e calmarli col mio latte per essere la donna più felice del mondo!

Aurora, la piccolina di 9 mesi, da 3 giorni però mi sta facendo impazzire…
All’improvviso non vuole più attaccarsi al seno: ogni volta che glielo propongo, appena la appoggio sulle mie gambe e la rivolgo verso il seno, piange disperata, dimena le gambine… è come se non sopportasse più le mie tette…
Premetto che con lei, come con il fratello, ho fatto allattamento esclusivo fino a 6 mesi, ma da sempre Aurora ha mangiato meno del maschietto, svuotandomi solo un seno per volta a poppata.
Poi, quando abbiamo cominciato lo svezzamento, non è mai stata una grande mangiona e… infatti attualmente a 9 mesi pesa circa kg 7,800.
Però sta bene, benissimo: è vispa, allegra, dolcissima, è ben idratata.
La cosa che non mi so proprio spiegare è come è possibile che all’improvviso non voglia più il mio latte?

Ha sempre preferito il seno di destra (e su questo nessun problema!), non conosce cosa sia un ciuccio e ha sempre rifiutato il biberon (al suo 4° mese sono dovuta rientrare a lavoro e così mi tiravo il latte… ma col biberon non lo ha mai preso… preferiva rimanere a digiuno…).

Da quando abbiamo iniziato le pappe, ha accettato il biberon, ma solo con l’acqua (ho già provato a mettere nello stesso biberon camomilla o il mio latte tirato e… niente… che caratterino!).

Adesso questo suo rifiuto improvviso mi spiazza e mi fa stare male: ha messo finora i 2 incisivi di sotto e in questo giorni stanno sbucando i 2 incisivi di sopra… Sicuramente sta soffrendo per questi dentini… ma perché non prova sollievo attaccandosi al mio seno? Ricordo che il fratello si calmava così quando piangeva per i dentini…
So che i figli non sono tutti uguali e ho già capito che la femminuccia è molto più indipendente e autonoma del maschietto ma la prego mi aiuti a capire che cosa sta succedendo alla mia bambina…
Da tre giorni rifiuta categoricamente il mio seno, mentre prima si addormentava solo con quello…
Dorme nel suo lettino ma, mentre prima bastava una ciucciatina per riaddormentarsi subito, adesso mio marito ed io dobbiamo prenderla in braccio, portarla in un’altra stanza, altrimenti sveglierebbe anche il fratello, e stare ore con lei in braccio per calmarla…

Inoltre, poichè non prende biberon con il latte (ma solo con l’acqua), in questi giorni sto provando a darle almeno 2 volte al giorno yogurtino plasmon, dato che quelli col latte vaccino non posso ancora usarli e… il dramma è doversi alzare di notte e stare un paio di ore con lei sveglia per farla mangiare…

Ma è corretto? Il mio dubbio è che così si sbilancia del tutto il suo ritmo giorno-notte, però credo anche che di notte abbia bisogno di mangiare, dato che fino a 3 giorni fa prendeva il mio seno almeno per 3 ciucciatine notturne e 3 poppate giornaliere.
Non ci sono stati cambiamenti, non ho mangiato nessun cibo particolare che possa aver alterato il sapore del mio latte… l’unica cosa è che la bimba sta mettendo i dentini di sopra, ma nonostante il dolore, mangia le pappe…
Perché rifiuta solo il mio seno?

La prego mi aiuti, perché sto comunque tirandomi il latte per evitare che vada via, perché la verità è che spero che la mia piccola tra 2/3 giorni si dimentichi di questa sua "fissa" e ricominci a prendere il mio latte!!
La rigrazio infinitamente e resto in attesa di un suo aiuto,
Danila

I motivi a spiegazione di un rifiuto del seno in un bambino che si era sempre alimentato senza problemi in precedenza possono essere molti: per esempio la ripresa del ciclo mestruale modifica per motivi ormonali il sapore del latte materno; modificazioni di abitudini giornaliere come la ripresa del lavoro della mamma con affidamento del bambino in mani a lui estranee può disorientare momentaneamente il bambino; l’eruzione dei denti può disaffezionare il bambino alla suzione dal capezzolo proiettandolo verso la curiosità e il desiderio di sperimentare nuovi sapori, nuovi modi di alimentarsi come la masticazione, nuove consistenze dei cibi – a volte succede il contrario, cioè rifiuto del nuovo e mantenimento con insistenza dell’allattamento al seno

Però attorno all’ottavo mese il lattante, indipendentemente dall’eruzione dei primi dentini, sperimenta una nuova situazione psicologica di superamento della totale dipendenza e simbiosi con la madre, suo oggetto di amore prevalente, per entrare in una fase più complessa nella quale, con fatica e gradualità, si farà strada la consapevolezza di essere un individuo a sé stante, diviso e autonomo rispetto alla madre che lo ha partorito anche se ancora quasi del tutto dipendente da lei. Questa iniziale prima rudimentale presa di coscienza di essere qualcos’altro rispetto alla madre, un essere distinto da lei, da un lato conferisce un desiderio irrefrenabile di conoscere il mondo circostante con tutte le sue potenzialità e i suoi misteri, dall’altro piano piano fa crescere nel bimbo un senso di vuoto che si traduce in angoscia, un vuoto interiore, proprio nello spazio mentale nuovo che il bambino si sta faticosamente costruendo che è lo spazio della sua coscienza. In questa fase di distinzione tra tutto quanto definisce il sé e tutto quanto è altro da sé, prima di colmare il vuoto interiore foriero di angoscia con la rappresentazione mentale di tutto quanto è stato, in un certo senso, lasciato fuori, ivi compresa la rappresentazione della figura materna, nel bambino si sviluppa la paura dell’estraneo e un senso di opposizione nei confronti della figura che rappresenta il suo oggetto primario di amore, attualmente vissuto non solo come rassicurante ma anche come fonte di angosce di separazione prima del tutto sconosciute.

Amore e odio, quindi, nei confronti della madre nella sua principale rappresentazione, cioè della madre da cui il bambino dipendere totalmente per vivere attraverso il capezzolo che da nutrimento, sicurezza e vita. L’angoscia si estende anche alle figure meno consuete e sconosciute quando il bambino, prima sorridente con tutti, ora piange quando viene avvicinato o preso in braccio da un estraneo o da una figura che non frequenta abitualmente l’ambiente dove vive.

Non devi quindi stupirti e amareggiarti per un cambiamento così evidente di comportamento della bimba nei tuoi confronti e soprattutto nei confronti del tuo seno e di cosa rappresenta per lei. Lo devi accettare come una fase inevitabile del suo sviluppo, spesso più accentuata nelle figlie femmine che nei maschi, che non prelude a nessun rifiuto della figura materna ma che indica solo la necessità per entrambe di modificare le modalità dello stare assieme e del comunicare, modalità che devono ora cominciare a basarsi su maggiori scambi verbali, su gesti differenti, su interazioni più ricche di sfumature nuove che permettano l’entrata in gioco di altre figure, notoriamente il padre ma anche altri fratelli o altri membri della famiglia e che diano minore importanza alle modalità di alimentazione e a tutte quelle consuetudini che davano gioia, sicurezza e serenità durante il periodo di totale simbiosi tra voi due. 

È possibile che la bimba, con il suo comportamento, i suoi rifiuti del seno, i suoi tentativi di allontanarsi da te, voglia comunicarti proprio questo: non certo che non ti ama più, ma che è arrivato il tempo che tu e lei iniziate a comunicare e ad interagire in modo diverso. Il suo rifiuto del tuo seno esprime l’angoscia di separazione, non una reale opposizione. Ma ad essa non va risposto incrementando in modo irrazionale un attaccamento anche fisico a consuetudini ormai superate e non più funzionali alla crescita psicologica equilibrata della piccola. Lascia quindi che sia lei, ora, a scandire i tempi e le modalità espressive della vostra relazione: falle capire che ci sei ancora e ci sarai sempre ma lascia che sia lei a cercarti e a cercare il tuo seno quando e come lo desidererà: rispetta il suo comportamento e non metterti in ansia per questo. Giorno dopo giorno riuscirai a capire meglio i suoi nuovi stati d’animo e come sarà meglio che tu ti comporti per contenere i suoi momentanei turbamenti. Naturalmente, per scendere a considerazioni più terra terra, valuta la quantità del tuo latte qualora cominciasse ad essere insufficiente o insoddisfacente, la presenza di afte o segni di infiammazione fastidiosa nella bocca della bimba, la presenza di sintomi che possano far pensare all’incubazione di una qualche malattia che può ridurre l’appetito o di gola infiammata che rende la deglutizione fastidiosa, o di naso congestionato che rende sgradevole la suzione al seno e via discorrendo…

Un caro saluto, Daniela

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