Rifiuta il latte e vomita le pappe


 

Salve dottoressa,

è la prima volta che le scrivo e vorrei alcuni consigli riguardo la crescita della mia piccola Lucrezia.

La bambina ora ha nove mesi compiuti e pesa 8 chili e 600 grammi, mancano pochi millimetri perché arrivi a 70 cm di lunghezza. Le premetto che fino a che non ha abbandonato il mio latte andava tutto relativamente bene, solo al quarto mese abbiamo avuto qualche problemino con il rge, in parte risolto dopo 2 mesi di terapia con ranidil 2cc x 2.

Sembra che il rifiuto del mio seno sia iniziato con lo spuntare degli incisivi inferiori. Sono passata quindi alla somministrazione del latte artificiale 2 secondo consiglio del pediatra. Ho iniziato lo svezzamento a 5 mesi e 20 giorni poiché sembrava che non gli bastasse più il mio latte poiché fino ad allora era cresciuta con un percentile del 75, ed era calato al 50 come mi ha detto il pediatra.

E quindi dal 19 marzo la bimba ha iniziato con le pappe, mangiava di gusto il suo pranzo e non sempre ma puliva il piatto. Dopo un mese ho iniziato con il pasto serale e anche li non ha avuto problemi.

Il pediatra a quel punto mi dice di introdurre il glutine e iniziare con la pastina.

Lucrezia la magia si e no, un po’ piangendo ma dopo la terza volta che gliela ho proposta a circa meta piatto ha vomitato tutto. Sono tornata quindi a dargli le creme fino a che non è arrivato il caldo e sembrava che non gli andassero più giù, allora ho ripreso la pastina di tutti i formati che ci sono in commercio e sembrava andasse bene specialmente con il bebiriso.

Un illusione per una decina di giorni dopo di che ha vomitato ad ogni pasto.

Ho provato ad allungare la pappa di crema e sembra che più liquida vada meglio anche se qualche conato di vomito lo fa comunque e a quel punto mi fermo. Non riesco pero a dargli il latte.

Mia figlia non vuole il biberon, non vuole il latte appesantito con la crema di riso né con farine lattee, non lo vuole con il bicchiere, neanche quello con il beccuccio. Le dico che non gli è mai piaciuto il biberon infatti l acqua la beve come noi grandi, dal bicchiere.

Inoltre è da quando ha abbandonato il mio latte che sembra essere più stitica. La aiuto con le suppostine di glicerolo, perché altrimenti fa tutti pezzettini e arriva quindi a farla sei volte al giorno, pezzettini per pezzettino, con la conseguenza che la zona intorno all’ ano diventa color porpora.

Nella mia ignoranza sono convinta che la pastina la aiuterebbe un po’ e quindi ogni tanto ci riprovo, ma poi sto male perché vomita.

Poi quando prendeva il mio latte la poppata notturna l’ aveva lasciata invece ora si sveglia di notte e un po’ di latta riesco a darglielo, ma non dovrebbe essere cosi, il pediatra dice di non farle prendere questa abitudine di mangiare di notte perché non è una cosa buona.

Ma che fare se è l’ unico momento in cui prende il latta perché è assonnata?

Mi scusi per tutte queste domande ma come mi dice mio marito mi hanno ridato la bimba senza il libretto di istruzioni.

Non esiste un libretto di istruzione per un bambino: non può esistere perché per fortuna ogni bambino è un universo a se e non si lascia codificare né omologare da nessuno.

Ma partiamo con ordine: peso e altezza sono armonici, nella norma e sullo stesso percentile, quindi la bimba sta bene e non le manca proprio nulla. Il calo di percentile può essere valutato soltanto prendendo in considerazione la costituzione dei genitori o per lo meno del genitore al quale la bambina assomiglia di più, perché, come ho detto spesso, la velocità di crescita di un bambino, con eventuali rallentamenti e salti di percentile, dopo il primo semestre dipende sempre di più dalla tendenza a crescere in base alla propria costituzione geneticamente programmata piuttosto che da quanto mangia.

Il vomito durante o dopo la pappa può essere interpretato con il problema di reflusso ma senza conoscere le modalità di somministrazione della pappa (pappa troppo densa, cucchiaio troppo colmo, mamma troppo insistente, mamma frettolosa, mamma impositiva, mamma ansiosa, ecc.) non è possibile giudicare se si tratta di un vomito organico o soltanto psicologico comportamentale.

Per la stitichezza ti consiglio il tentativo di sostituire mais e tapioca con crema a base di avena, che è sempre una farina precotta ma possiede un leggero potere lassativo, di mettere – ma forse lo fai già – due buoni cucchiai di passato di verdure miste nel brodo vegetale, di dare frutta almeno 60, 80 gr grattata o omogeneizzata in una o due somministrazioni durante la giornata ma preferibilmente lontano dal pasto e nelle prime ore della giornata alla quale, ora che è stagione, potrai aggiungere uno o due cucchiaini di polpa di fichi che, volendo, puoi anche frullare nella frutta mista.

Il latte che la piccola non gradisce può essere sostituito dallo yogurt e nel latte della mattina, che può tranquillamente bere dal bicchiere piano piano, puoi aggiungere due cucchiaini di biscotto granulato per renderlo più buono. Comunque, anche se è leggermente presto, se non vi sono precedenti di allergia o intolleranze alimentari in famiglia, perché non provi a passare al latte della centrale? Dopo aver chiesto il parere del tuo pediatra, naturalmente, al quale non mi voglio sostituire.

Per quanto riguarda la poppata notturna: si, visto che non si attacca più al seno, direi che è una abitudine superflua, non ha scopi nutritivi ed è a rischio di instaurare una brutta abitudine: vi sono altri modi per gratificare la bimba con coccole e vicinanza fisica.

La pastina può essere data, ma a questo punto, per introdurre la farina di grano, dovresti iniziare con il semolino a grana fine da cuocere una decina di minuti, poi a grana grossa e solo in seguito puoi passare alla pastina più piccola. La densità della pappa va adattata alle esigenze del bambino e la quantità media di farine o semolino o pastina da cuocere è un cucchiaio e mezzo, massimo due in 180, 200 gr di brodo vegetale o di carne molto sgrassato.

Per quanto riguarda le precotte, invece, il doppio, cioè tre cucchiai rasi da minestra o quattro se sono di dimensioni ridotte. Il vomito di un pasto piuttosto denso può anche dipendere da una cattiva o incompleta coordinazione dei muscoli che si attivano durante la deglutizione e in tal caso non resta che pazientare fino alla fisiologica maturazione di questa complessa funzione che potrebbe essere ostacolata dall’uso troppo prolungato del ciuccio durante la giornata, qualora avesse questa abitudine.

Un caro saluto, Daniela

 

 

 

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