Ridotto apporto di calcio e integrazione

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Cara dottoressa,

la ringrazio in anticipo per l’attenzione che vorrà dedicarmi. Il mio bambino ha quasi due anni, è alto 85 cm e pesa 11 kg scarsi. La sua crescita è sempre stata molto lenta, ma quasi sempre costante. La sua costituzione è stata definita dalla pediatra “longilinea”, come quella di noi genitori. È un bimbo molto allegro e vivace, sempre in movimento; si esprime correttamente, secondo la pediatra, come un bambino di tre anni. Conosce i numeri, le lettere dell’alfabeto e sa contare fino a 10; insomma è un bambino intelligente, come tutti i bimbi.

Ha sempre mangiato pochissimo, prediligendo cibi come pesce, carne e pasta e detestando i formaggi e i dolci. Inoltre, ha sempre odiato il latte, tanto da spingere la pediatra ad anticipare lo svezzamento. Tuttavia,  fino a qualche giorno fa, riuscivamo a fargli bere 250 ml di latte intero a “tradimento”, ossia la sera tardi appena lui si addormentava. Ora invece lo rifiuta e non c’è verso di proporglielo in qualsiasi momento della giornata.

Ora le chiedo: secondo lei, il bambino avrebbe bisogno di un’integrazione di calcio, dal momento che i latticini che lui assume sono ridotti quasi a zero?

La pediatra mi dice soltanto che latte, yogurt o qualsiasi altro latticino devono essere assolutamente assunti dal bambino.

Ma lui non li vuole, cosa devo fare? Scusi tanto per il tempo prezioso che le ho tolto.

Cordiali saluti

 

Molti bambini si comportano come il tuo e se è vero che latte, latticini e formaggi in genere, sono alimenti ad alto contenuto di calcio, è altrettanto vero che tale sale minerale non si trova soltanto in essi ma in buona quantità anche nei cereali, nelle uova e in molte verdure in generale, specialmente spinaci, nei legumi, nel latte di riso arricchito con calcio che molti bambini gradiscono al posto del latte di mucca e, anche se molti non lo sanno, in tutte le erbe aromatiche che si utilizzano nei condimenti – rucola, semi di finocchio, rosmarino e via discorrendo -. Essendo poi il parmigiano il re dei formaggi, non credo che sia difficile mascherare alcuni cucchiaini con carne e verdure, amalgamare con un uovo e formare gustose polpettine rese morbide dalla presenza di pane imbevuto di latte, così come potrebbe essere piuttosto gradita la crema preparata con latte e uovo che può anche essere arricchita con cacao o cioccolato in piccole quantità, anch’esso contenente calcio.

Insomma, molti più bambini di quanto credi non assumono latte per un motivo o per un altro e stanno benissimo lo stesso. L’importante è fare assumere al bimbo vitamina D, esporlo regolarmente e adeguatamente al sole e alla luce naturale con gambe e braccia quanto più possibile scoperte compatibilmente con la stagione e alimentarlo in modo equilibrato senza che nessun componente alimentare manchi dalla sua dieta abituale – cereali, carne, pesce, verdure, legumi, uova, ecc. – cercare di mascherare un po’ di parmigiano negli alimenti o nei condimenti e, senza insistere, quel po’ di latte che il bimbo riesce ad assumere senza fare tragedie, magari migliorato con cacao o orzo, che almeno sia arricchito con calcio come i latti di crescita.

Un caro saluto, Daniela

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