Riacutizzarsi del CMV

 

Buongiorno dottoressa,

sono la mamma di una bambina di tre anni che al momento della nascita è risultata positiva al Citomegalovirus (per una mia reinfezione). Lo stato iniziale dell’infezione era tale da determinarne l’immediato ricovero in ospedale (Bambin Gesù di Roma), dove mia figlia è rimasta in osservazione per circa dieci giorni, è sempre stata asintomatica e non è stata necessaria nessuna terapia.

In breve tempo i valori del sangue sono risultati negativi e cosi tutti gli altri tranne le urine che però si sono andate sempre più negativizzando. Ora però, all’ultimo controllo delle urine si è verificato un aumento da 2.995 genomi/ml a 4.996 genomi/ml. il nostro pediatra non ritiene il fatto preoccupante e reputa che con l’ingresso alla scuola dell’infanzia possa essere entrata in contatto con il virus, ma che ciò non può costituire un problema per la bambina.

Può per favore darci chiarimenti e suggerimenti a riguardo?

La ringrazio anticipatamente.

Anch’io concordo con la tesi del tuo pediatra e reputo molto probabile una reinfezione della bimba in epoca successiva, cioè a scuola o altrove, piuttosto che una riacutizzazioine di una infezione connatale. In tal caso non ci sarebbe nessun problema per la piccola specie se il suo sistema immunitario è ben funzionante.

Il CMV è della famiglia dei virus erpetici, cioè di quei virus che una volta entrati nelle cellule di un organismo non le abbandonano mai completamente e definitivamente ma, una volta superata la malattia acuta, possono rimanere dormienti per anni all’interno, magari, di linfoghiandole per riemergere ogni tanto, con o senza sintomi apparenti, in occasione di un periodo di stress o di riduzione delle difese immunitarie causato da vari motivi (malattie virali a ripetizione o altro, sempre possibili nei bambini piccoli).

Però c’è anche da dire che non è sempre facile capire perfettamente se l’aumento della carica virale sia dovuto ad una nuova infezione proveniente dall’esterno oppure al riemergere di una infezione endogena silente. Per capirlo sono necessarie analisi immunologiche specifiche che riguardano sia test di avidità delle immunoglobuline e tipizzazione anticorpale, insomma, indagini da laboratorio molto specializzato.

Stabilire se sia opportuno procedere in questo tipo di indagini, tra l’altro anche costose, non è facile e dovrà essere stabilito dal pediatra che tiene in cura la piccola. Ai fini del benessere della bimba, però, la cosa non avrebbe molta importanza.

Un caro saluto, Daniela

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mm
Medico chirurgo specializzato in Pediatria e Neonatologia con lunga esperienza Ospedaliera.