RGE e risvegli notturni


 

Salve,

sono la mamma di Simona, 16 mesi. Mia figlia ha sofferto da neonata di RGE; alla diagnosi siamo arrivati con estrema difficoltà, non supportati dalla pediatra che credeva che i miei racconti fossero solo le fisime di una mamma alle prime armi troppo ansiosa.

Simona non riusciva a poppare, piangeva disperata e aveva forti rigurgiti a getto; si addormentava solo dopo essere stata a lungo cullata in braccio. Ma la cosa peggiore era la difficoltà ad alimentarsi, nonostante avessi tantissimo latte.

Alla fine la portai in ospedale, e sulle indicazioni della pediatra dell’ospedale abbiamo iniziato una terapia col Ranidil dai tre a sette mesi. Adesso, a 16 mesi, temo che possa avere ancora qualche strascico, soprattutto a causa dei numerosissimi risvegli notturni.

Altri sintomi evidenti non li ha, tranne, a volte, singhiozzo insistente; nei giorni in cui capita non riesce a riposare bene nemmeno di giorno, e di solito le somministro una suppostina di Peridon e dopo la successiva evacuazione in genere si calma.

Da qualche tempo ho iniziato somministrare il Nopron, perché la situazione si è fatta insostenibile; la bambina è quasi 12 kg ma le somministro con successo 2,5 ml, ottenendo un risultato per me accettabile.

Simona mi chiama comunque un paio di volte, ma non è del tutto sveglia, per cui basta il ciuccio o sistemarla sul fianco rimboccandole le coperte che si riaddormenta subito.

Ma quando capitano questi episodi di singhiozzo insistente, il mio pensiero va sempre al RGE, avendone la bambina sofferto da neonata. Pensavo all’indagine ecografica, dal momento che la pHmetria sinceramente non mi sento di affrontarla.

Lei cosa ne pensa? e poi mi domando: "se i problemi del sonno fossero legati al RGE e non alla fisiologia del sonno stesso alla sua età (argomento sul quale mi sono edotta leggendo molti altri suoi interventi), il Nopron avrebbe il buon effetto che ha?"

Dimenticavo di dirle che la bambina dorme con il rialzo del materasso dal lato della testa, come consigliato in caso di reflusso.

Aspetto con ansia di leggere la sua opinione a riguardo.

Grazie,  Enza

Sì, potrebbe trattarsi di reflusso gastroesofageo, il singhiozzo è uno dei sintomi.

Anche la presenza di una piccola ernia iatale potrebbe giustificare la persistenza del reflusso.

Se non vuoi sottoporre la bimba ad indagini specifiche come, non solo ecografia, ma anche phmetria transesofagea e manometria esofagea, quantomeno potresti riprendere il Ranidil, anche ex juvantibus, per alcune settimane e stare molto attenta alla alimentazione della bimba.

Per esempio dovresti farla cenare in modo molto leggero, almeno un’ora prima di metterla a letto, ridurre o addirittura eliminare i formaggi la sera, ridurre le proteine la sera, magari aumentandole un pochino a pranzo, eliminare gli agrumi , il cioccolato e il pomodoro, evitare assolutamente di darle latte dopo cena, semmai lo prendesse e, perché no? sostituire per alcuni giorni il latte vaccino che contiene grassi di origine animale con un latte vegetale di soia o di riso.

Questo non produrrebbe nessuno scompenso alimentare importante, ridurrebbe di molto la quantità di grassi animali assunti dalla bimba e la durata della permanenza del cibo nello stomaco.

A volte, poi, il reflusso può essere sintomo di intolleranza alle proteine del latte vaccino. Al Ranidil puoi associare un procinetico come il Peridon, ma puoi anche aspettare eventuali risultati della dieta e del Ranidil.

All’inizio potrai continuare a somministrare il Nopron, ma poi, dopo due o tre giorni di Ranidil, potrai ridurlo progressivamente per capire se la bimba ha dei miglioramenti del sonno soltanto con il Ranidil o comunque con la terapia antireflusso.

Se i sintomi non si modificano con questi accorgimenti, penso che dovresti entrare nell’ordine di idee di andare a fondo con le indagini oppure di consultare un gastroenterologo pediatra.

Un caro saluto, Daniela

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