Reflusso o rigurgiti: terapie.


 

Cara dottoressa,

mia figlia  continua a rigurgitare da quando era appena nata.

Dall’ecografia fatta a tre mesi si sono verificati solo due episodi di reflusso: secondo la mia pediatra non andava fatta nessuna terapia, mentre un altro dottore privato mi aveva detto che mia figlia presentava tutti i sintomi del reflusso e pur non avendo nessuna conferma dalla ecografia e pur crescendo bene mi ha dato la presente cura:  Ranidil per due mesi e latte idrolisato; non ho ottenuto nessun risultato.

Un mese fa sono andata dal gastroenterologo che mi ha detto che ha solo il rigurgito del lattante e con le pappine tutto finirà: quindi niente più Ranidil .

La bimba ha 6 mesi e assume due pappa al giorno, ma continua a rigurgitare anche se un po’ meno, soprattutto grazie al latte anti rigurgito. Insomma si tratta di rigurgito o di reflusso?

E se si tratta di rigurgito allora ho sbagliato a darle il Ranidil? In caso contrario invece la bambina non ha bisogno di un riparatore per l’esofago? A forza di rigurgitare non le brucerà? Io volevo provare con il Gaviscon, ma la mia dottoressa è assolutamente contraria. Cosa devo fare? Spero che mi risponderà al più presto.

Grazie mille

Reflusso e rigurgito sono due aspetti di uno stesso problema: l’immaturità del cardias, cioè della giunzione esofago gastrica che, quando funziona, impedisce al cibo arrivato nello stomaco di risalire in esofago. Allora i neonati e i lattanti, nella stragrande maggioranza, a causa della immaturità funzionale del cardias, hanno un po’ di reflusso di cibo che dallo stomaco risale in esofago.

Questo reflusso può essere lieve o abbondante, frequente o sporadico, asintomatico o sintomatico, espulso con forza fino in bocca o anche fuori dalla bocca come nel rigurgito oppure soltanto una risalita parziale in esofago senza arrivare fino in bocca.

La malattia da reflusso, invece, è una esofagite, cioè una infiammazione della mucosa esofagea a causa del frequente contatto con i succhi gastrici acidi risaliti in esofago (la mucosa esofagea non è costituzionalmente preparata a sopportare l’acidità dei succhi gastrici come lo è la mucosa dello stomaco).

Questa esofagite può coesistere con rigurgiti visibili o essere presente anche in assenza di rigurgiti. Il reflusso si attenua fino a scomparire con il passare dei mesi, con l’acquisizione della posizione seduta, con l’introduzione dei cibi più solidi e con la maturazione funzionale dell’esofago, più precisamente del cardias e il tutto dovrebbe risolversi definitivamente verso l’anno di età o, al più tardi, verso l’anno e mezzo, quando il bambino cammina.

Il trattamento farmacologico si attua quando il semplice reflusso si trasforma in malattia da reflusso, cioè in esofagite sintomatica e dolorosa; non si cura farmacologicamente quando è asintomatico, non crea disturbi se non occasionali rigurgiti.

I rigurgiti, quando costanti ad ogni pasto e abbondanti tanto da impedire al bambino di alimentarsi correttamente e di crescere, si curano soltanto chirurgicamente, specie se alla mancata funzionalità del cardias si associa un’ernia iatale (congenita e, forse, familiare).

Quindi: i rigurgiti non si curano se non con una alimentazione più frazionata e cibi più densi o, al limite, chirurgicamente in casi limite. Il reflusso gastroesofageo si cura soltanto farmacologicamente, ma solo se vi è una vera e propria malattia da reflusso con esofagite peptica, sospettabile dal comportamento del bambino (pianto, irritabilità, inarcamento della schiena durante la poppata, catarro, ipersalivazione, tossetta continua, faringite, a volte laringospasmo, sonno agitato e interrotto, ecc. ecc.).

In questo caso il trattamento cardine è costituito dagli antiacidi, che siano ranitidina o omeprazolo ai quali, in caso non fossero sufficienti a risolvere la sintomatologia, si possono associare i procinetici, che accelerano lo svuotamento gastrico, o farmaci che "verniciano" l’esofago impedendone il contatto con i succhi gastrici.

Questi ultimi farmaci non sono prescritti volentieri ai bambini molto piccoli (men che mai il Gaviscon) se non in casi eccezionali, mentre è un po’ più diffuso l’uso dei procinetici in concomitanza con gli antiacidi.

Ma anche i procinetici come il Peridon per intenderci, non sono molto amati da pediatri e gastroenterologi pediatri per i loro possibili effetti collaterali, almeno nei bambini sotto i due anni. Rimangono, quindi, soltanto gli antiacidi come farmaci principali per attenuare i sintomi della malattia da reflusso gastroesofageo.

Un caro saluto, Daniela

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