Reflusso e svezzamento


 

Gentilissima dottoressa,

ho letto a lungo i suoi consigli e finalmente ho deciso di chiedere anche io un parere.

Sono una mamma disperata, ho un bimbo meraviglioso di 6 mesi e mezzo nato con parto cesareo dopo una gravidanza "normale" (ovvie ansie e pensieri)…nato di 3320 kg oggi pesa circa 8kg. I primi giorni tornati a casa il bimbo mangiava e dormiva come era giusto che fosse, dopo 10g non si è capito più nulla, pianti disperati e addio sonno. Cosi piccolo rimaneva sveglio anche 14 ore di seguito, le lascio immaginare.

Dopo 20 giorni di dubbi, pianti e diagnosi di coliche, il mio pediatra ha pensato che si trattasse di reflusso. Ovviamente lo ha immaginato grazie ai miei racconti dettagliati e disperati: pianto inconsolabile, poppate al seno agitatissime, inarcamento della schiena e sonno di pochissimi minuti a volta.

Ho cominciato a dare il latte addensato (aptamil ar1 ora ar2) e ranidil mattina e sera. Da allora vi è stato un notevole miglioramento. Ci tengo a precisare che Saverio non ha mai avuto episodi di rigurgito, vomito e mancata crescita, "solo"risalita di questi benedetti acidi che corrodono l esofago. Si sente chiaramente quando ha questa risalita, un piccolo "glu glu" tosse singhiozzo occhietti lucidi e pianto. Con il latte ar e il ranidil vi è stato un miglioramento, ma ogni volta che abbiamo sospeso il ranidil dopo 10g puntualmente crisi terribili. Ora prende il ranidil ininterrottamente dall’ultima tragica sospensione, circa un mese.

Il mio pediatra mi ha sempre detto che passerà, che devo avere pazienza e che con lo svezzamento sarebbe molto migliorato, ecco il problema: Saverio ha avuto un peggioramento proprio con la svezzamento.

Abbiamo iniziato con le solite cose: brodo vegetale,crema di riso o mais e tapioca ovviamente seguendo le istruzioni di dosi ecc..bene per 3 giorni, al 4 giorno crisi e questa volta anche rigurgiti a distanza di 4 ore.

Cosa sbagliamo? cosa non va?

Grazie infinite.

Se bastasse l’amore a far guarire una esofagite da reflusso, il reflusso non solo sarebbe sparito come problema dalla faccia della terra ma forse non sarebbe nemmeno comparso! Quello che posso consigliarti è di valutare, prima di tutto, se il dosaggio del ranidil è ancora sufficiente visto che il bimbo è in crescita e per tale motivo è possibile che lo si debba aumentare un po’ ogni 15, 20 gg.

Il secondo consiglio è quello di frazionare i pasti in modo che siano tutti di 150, 180 gr ma non di più, compresa la pappa: al massimo si aumenta il numero dei pasti. La frutta sono d’accordo anch’io a non darla o comunque a darne molto poca e solo a digiuno in tarda mattinata, lontano dai pasti ma mai dopo un pasto o di pomeriggio.

Infine, all’antiacido può essere associato un procinetico come il domperidone per favorire lo svuotamento dello stomaco e renderlo più rapido o un alginato come il riopan gel da somministrare, quest’ultimo, dopo i pasti e/o prima di andare a dormire. Ultima riflessione da fare: a volte un insuccesso anche solo parziale della terapia con antiacido potrebbe essere dovuto ad una intolleranza alle proteine del latte artificiale e si potrebbe pensare di sospendere per prova il latte vaccino sostituendolo con un latte di soia o con un latte ipoallergenico.

Il resto lo farà la crescita: sei mesi sono solo l’inizio di un lungo percorso di maturazione del cardias che può ultimarsi solo dopo l’anno di vita. Cerca comunque di fare mangiare il bimbo lentamente sin dai primi bocconi. A bisogno, il ranidil potrebbe essere sostituito dall’omeprazolo, ma esso resta comunque il farmaco di prima scelta da preferire.

Un caro saluto, Daniela

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