Reazione allergica alle punture di zanzare


Salve dottoressa.
Il mio bambino di 30 mesi soffre di allergia, penso alle zanzare (anche tigre, qui da noi a Cesena ce ne sono parecchie).
Si presenta con un puntino, seguito da tumefazione (si gratta, ovviamente) soprattutto
in faccia sulle palpebre superiori e sulle guance.
Sono anche andata al Pronto Soccorso perchè l’occhio era talmente gonfio che non si apriva più.
La pediatra mi ha sempre dato antibiotico (è successo almeno 4 volte).
Il primo episodio si è verificato nella primavera scorsa.
Ora penso sia proprio la zanzare in quanto in ottobre ho visto una zanzare in camera sua e al
mattino aveva già la tumefazione sulla palpebra. Altro antibiotico.
Non so come fare. Devo andare avanti così? Dovrò dare una crema per evitare i pizzichi tutte le
sere dalla primavera prossima in avanti?
Grazie per l’aiuto e la cortesia.
Serena

Cara Serena,
 intanto tranquilla, la tendenza a reagire in modo così violento alla puntura di zanzare si attenua con la crescita e con le punture stesse, come se ogni nuova puntura provocasse un processo lento di desensibilizzazione per cui, anno dopo anno, o meglio, stagione dopo stagione, le reazioni cutanee sono sempre meno eclatanti.
La reazione allergica con forte gonfiore della cute e prurito è dovuta all’allergia alla saliva che si trova sull’apparato buccale dell’insetto e tramite il quale l’insetto stesso punge l’uomo e succhia il sangue. La zanzara femmina (non il maschio) punge, infatti, per succhiare il sangue che le serve per nutrirsi quando è gravida e non inietta nulla come, al contrario, fanno altri insetti.
Dalla puntura di zanzara, però, possono infiltrarsi germi presenti sulla cute oppure germi presenti sull’insetto (meno probabile): questo è il motivo per cui si prescrivono antibiotici. Ma gli antibiotici devono essere solo in pomata o crema, coè per uso locale, magari associati al cortisone per ridurre un po’ la reazione infiammatoria e il gonfiore locale (gentalyn crema o gentalyn beta mite).
In realtà, la terapia antibiotica locale andrebbe prescritta solo se al centro della zona gonfia e arrossata, cioè al centro del pomfo, si vede un puntino rilevato dal quale fuoriesce siero giallastro e denso che coagula poi in una crosticina, segno di iniziale infezione, ma per evitare di perdere tempo e di permettere così alla eventuale infezione di propagarsi (impietigine) si prescrive la crema antibiotica da subito, cioè come prevenzione; però sarebbe più corretto aspettare e stare ad osservare cosa succede e nel frattempo lavare subito bene la cute interessata dalla puntura con un comune detergente o disinfettante, anche pronto in salviette imbevute e dare solo una pomata cortisonica, più efficace localmente di un antistaminico, riservando l’antistaminico nelle reazioni più importanti e generalizzate per via generale, cioè per bocca (tinset, fenistil o altri in gocce). Questo per il trattamento.
Ma è bene non trascurare la prevenzione: essa si attua con mezzi meccanici (zanzariere sul lettino e alle finestre) utili ma con il difetto di "intrappolare" le zanzare che fortuitamente entrano e non riescono più ad uscire, con la sistemazione sul davanzale o nei pressi delle finestre di piante con aromi ad effetto barriera perché non graditi all’insetto come citronella, basilico (efficacissimo!), lavanda, timo, con apparecchi ad ultrasuoni assolutamente non fastidiosi e non udibili dall’orecchio umano, con il classico zampirone a base di piretro non tossico per i bambini e con le pasticche che si riscaldano che non vanno però tenute in funzione nell’ambiente dove dorme il bambino, soprattutto se chiuso.
La cute del bimbo va poi sempre tenuta molto pulita e vi si possono applicare creme a base delle stesse sostanza vegetali e naturali che si sistemano alla finestra (citronella, ecc.) oppure a base di dietiltoluamide (ripetere applicazione ogni sei ore); in mancanza di esse, può funzionare anche un profumo agli agrumi o alla lavanda per bambini. Sul gonfiore della puntura si può applicare un po’ di ghiaccio all’inizio, prima delle varie creme al cortisone oppure antibiotiche.
Finché non fa troppo caldo, inoltre, sarebbe buona norma coprire la pelle delle braccia e delle gambe del bimbo con un pigiamino di cotone leggero a maniche e gambine lunghe.
Un caro saluto,
Daniela

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