Reazione alla morte di un animale domestico 1


Gentile dottoressa, 
le scrivo poichè altre volte mi ha sempre dato delle risposte favolose. Anche se l’argomento non riguarda una malattia specifica volevo chiedere il suo consiglio e parere di medico e psicologo. 
Mia figlia ha 9 anni, è molto legata ai suoi animali. Abbiamo a casa un cane, due canarini, due porcellini d’india ecc. Settimana scorsa è morto 1 porcellino d’india dall’oggi al domani, io non sapevo da che parte iniziare a dirlo a lei comunque l’ho detto anche xchè comunque bisogna farsene una ragione. 
La sua reazione è stata all’inizio una risata, poi una smorfia e poi silenzio fino alla sera. 
Prima di andare a letto le ho chiesto se era triste x la morte del suo porcellino e lei mi ha risposto che ha attaccato la sua foto in un osso del costato dentro di lei cosi da averlo sempre con lei. 
Non ha pianto, non ha detto nulla. e io non ho saputo cosa risponderle. 
Cosa ne pensa di questa reazione? Sarei molto grata se mi desse un suo parere. 
Grazie mille



La reazione dei bambini davanti a particolari situazioni emotive molto coinvolgenti può essere apparentemente strana e di difficile interpretazione. Vi sono bambini molto timidi che manifestano il loro affetto con morsi e atteggiamenti aggressivi proprio per mascherare la loro insicurezza e altri, magari educati in modo da sviluppare particolarmente autocontrollo e super io, con un carattere tendenzialmente forte e dominante che compiono sforzi enormi, al contrario, per reprimere e razionalizzare le loro emozioni più intense e destabilizzanti. Questi comportamenti vanno sempre interpretati singolarmente conoscendo a fondo il bimbo. Nel tuo caso mi ha veramente colpito la risposta che dice di attaccare la foto, cioè di custodire il ricordo dell’animaletto sul costato, cioè vicino al cuore. La bimba, a mio avviso, provando forse per la prima volta un dolore fortissimo e la frustrazione di non potervi porre rimedio visto che la sua età le permette di capire bene cosa sia la morte, ha lottato con gli strumenti che ha per non sentirsi sopraffatta dal dolore. Ha quindi usato la ragione facendo un grosso sforzo di razionalizzazione per “contenere” in un piccolo spazio simbolico come la foto, che è una immagine con dei confini ben definiti, il ricordo dell’animaletto e tutta la storia della sua relazione affettiva con esso. Ridotto, poi, a semplice icona, anche se immensamente significativa, il senso di vuoto e di nostalgia angosciante, ha potuto così controllare meglio la sua emozione: ha reso l’accaduto ragionevolmente gestibile tanto da non averne più paura. In questo modo, contenendo simbolicamente ricordo e emozioni in un feticcio come una foto, elemento molto significativo che scongiura l’oblio e regala l’immortalità del ricordo e il proseguimento dell’affetto spirituale, ha potuto osare avvicinare l’animaletto al suo cuore come in una velocissima elaborazione del lutto che porta ad introiettare l’immagine e il ricordo dell’affetto perduto in modo che diventi parte di sé come a ricomporre per sempre una vicinanza e una unità senza la quale il dolore della nostalgia farebbe da padrone. Io non so se sono andata troppo in là con la spiegazione, però posso dirti che la risposta della tua bimba mi è sembrata splendida, un po fuori dal comune, decisamente speciale per la sua maturità. Io sono sempre intenerita dall’amore dei bambini per gli animali : sin da bambina sono vissuta assieme a loro e li ho sempre considerati compagni di vita, di giochi, di emolzioni e di confidenze. Quando ne moriva qualcuno la casa diventava vuota e silenziosa e provavo un dolore acutissimo. In quei momenti, i primi a dimostrarmi empatia e a consolarmi erano proprio loro, gli animali rimanenti! Da loro ho imparato moltissimo e tutt’ora che ho soltanto un cane ed un gatto data la fisiologica riduzione delle energie dovuta all’età che avanza, sento la casa un po vuota e sotto sotto vorrei vivacizzarla ulteriormente con altri inquilini a quattro zampe! Con discrezione e con i tempi giusti, cerca di parlare con la bimba delle sue emozioni in modo che impari ad esternarle e a non averne paura o semplicemente, come può accadere, una sottile vergogna come se il pianto o il dolore manifestato fossero sintomi di debolezza e continua a dare alla bimba la possibilità di condividere le sue giornate con molti animali.

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