Raffreddore nel lattante


Sono il papà di Giada nata il 26 febbraio 2010.

Sin dal pimo rientro a casa la piccola ha manifestato un disagio imputabile alle alte vie respiratorie. Frequenti starnuti, manine sempre portate all’altezza del naso, respiro rumoroso, difficoltà a restare a lungo ad allattare. Sono passati dieci giorni e seppure la nostra giovane pediatra tende a rassicurarci parlando di semplice raffreddore stagionale, la nostra preoccupazione al contrario aumenta con il passare dei giorni. Siamo già corsi tre giorni fa al Pronto Soccorso allertati dalla "ostetrica domiciliare" della Asur locale che notava serie difficoltà respiratorie nella bambina. Al P.S. confermano un virus influenzale supposto.

Tutti i giorni, più volte al giorno "torturiamo" la bimba con lavaggi e aspirazioni frequenti alternate ad aereosol, umidificatori in tutta casa. Nessun miglioramento, anzi il rumore prodotto nella respirazione sembra invariato anche subito dopo una "energica aspirazione". Durante il sonno poi i suoi risvegli, con grida prima soffocate, tosse e dopo urla strazianti… ci stanno terrorizzando.
Se non dorme… piange talmente tanto forte che a volte sembra improvvisamente come "persa" in silenziose e lente "assenze", uno strano comportamento che per qualche istante interrompe il pianto. Noi lo abbiamo imputato alla fatiche del piangere in modo tanto forte.

Dobbiamo ricorrere a qualche altro professionista o affidarci alle rassicurazioni della pediatra?
Può aiutarci a capire come muoverci?

Ringraziando lei e i gestori del sito anticipatamente per tale consulto, resto in attesa.

Un semplice raffreddore in un lattante può diventare un vero affare di stato perché i bambini così piccoli non sanno respirare con la bocca quando hanno un impedimento all’entrata dell’aria dalle narici, pertanto il muco nasale può diventare una vera tortura e sembrare un problema più grosso di quello che effettivamente è. Senza poter visitare la bimba non sono, ovviamente, in grado di fare diagnosi, quindi rimane comunque la raccomandazione di fare visitare ogni 3 o 4 giorni la piccola fino a guarigione perché a questa età anche un banale raffreddore può complicarsi se non guarisce prontamente e la situazione al momento di una visita, fino a che non è sopraggiunta la guarigione, deve essere sempre considerata potenzialmente evolutiva.

Poi consiglierei aereosol con un cortisonico e non con un mucolitico, qualora fosse stato prescritto un mucolitico, perché quest’ultimo, fluidificando il muco, cioè aumentando la quantità di acqua in esso contenuta, potrebbe aumentare di molto il volume delle secrezioni alle alte vie respiratorie e creare ulteriori difficoltà respiratorie. L’umidificazione dell’ambiente è utile ma non è necessario trasformare tutta la casa in un acquario tropicale: basta accendere l’apparecchio per alcune ore al giorno anche non consecutive nella stanza dove soggiorna la piccola e tenerlo al massimo in modo da appannare i vetri – l’ambiente deve essere piuttosto caldo, altrimenti l’umidità diventerebbe sgradevole – e nelle ore in cui non vi è umidificatore prevedere di fare l’aereosol alla piccola, anche tre volte al giorno a mio avviso solo con soluzioine fisiologica e cortisone, cioè clenil A. oppure anche bentelan in compressine solubili che si possono sciogliere nella fisiologica o altro prodotto.

La fisiologica fungerà da mucolitico e il cortisone ridurrà le reazioni infiammatorie delle mucose e di conseguenza anche la produzione di muco. Il materasso della bimba deve essere tenuto sollevato di una trentina di gradi con un asciugamani arrotolato sotto in modo da ridurre la congestione nasale e i lavaggi nasali con fisiologica possono anche essere praticati prima di ogni poppata se il nasino è pieno di muco, magari con una siringa da 2 cc riempita a metà di fisiologica e spruzzata nelle narici. Dopo si può usare l’aspiramuco, ma solo a bisogno, non quando la bimba sta respirando abbastanza bene. Il dosaggio del cortisone per aereosol , calcolato in base al peso della bimba, può essere tranquillamente raddoppiato in quanto con il naso ostruito la quantità inalata diventa veramernte minima e se si vuole che sia efficace non resta altro che aumentare il dosaggio. Se la bimba tendesse a succhiare di meno, almeno che assuma liquidi a sufficienza durante la giornata oppure che le poppate siano molto frequenti.

Se la piccola dovesse avere ancora crisi di di pianto io farei controllare le orecchie perché nei lattantini che hanno molto muco le otiti catarrali sono molto frequenti e se avesse accumulo di catarro tubarico e febbre concomitante oppure soltanto una forte infiammazione all’orecchio, purtroppo l’antibiotico sarebbe indispensabile così come sarebbe indispensabile se il muco, da fluido e trasparente, si trasformasse in opaco, denso e giallastro o verdastro e se sopraggiungessero difficoltà respiratorie riferibili a distress respiratorio – marcato aumento della frequenza respiratoria, lieve lamento o gemito in fase espiratoria, alitamento, cioè allargamento delle pinne nasali durante la respirazione, rientramenti paradossi sia in regione giugulare che intercostale o sternale durante la fase inspiratoira, pallore eccessivo della bambina o sub cianosi o altri sintomi considerati non normali – , ma si tratterebbe di condizioni che suggerirebbero un ricovero prudenziale proprio per la difficoltà di gestire adeguatamente questo tipo di problema a domicilio in un bambino di questa età, non per la gravità oggettiva della malattia.

Un caro saluto, Daniela

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