Quando non amano il latte

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Gentile dottoressa Daniela,

 

la mia piccola adesso ha poco più di quattro mesi (li ha compiuti il 29/05) e pesa 5,6 kg (peso alla nascita 2,9 e alla dimissione 2,7).

 

Da circa dieci giorni il mio latte è andato via (lo tiravo col tiralatte ed ora non esce che poco liquido biancastro) e ho dovuto iniziare a dare alla piccola il latte artificiale (tipo Mellin 1), 150/160 g cinque volte al giorno.

 

Il problema è che la bambina all’inizio si attacca al biberon con la fame e riesce a berne circa 90/100 g, poi si stacca e non ne vuole più sapere, tanto che per farla finire il pasto sono costretta a fare mille peripezie e ad inseguirla anche per un’ora intera (a volte anche di più).

 

Ho provato ad assecondarla, ma non mangia a sufficienza ed è sempre irrequieta e nervosa.

 

Ho provato anche a cambiare tipo di latte per vedere se le piaceva di più un altro (Plasmon 1 liquido), ma niente, la situazione non è migliorata.

 

Dato che la sua pediatra dice che per ora non può mangiare nulla oltre il latte, neanche come integrazione, volevo chiedere a lei se posso darle un po’ di frutta o un cucchiaino di biscottino granulato nel latte per aumentare le calorie che assume e nello stesso tempo variare un po’ i sapori.

 

So che non si può sostituire il latte con la pappa perché è troppo presto, ma non so come fare per farle assumere le giuste calorie giornaliere se la situazione non migliorerà.

 

Aggiungo che la sua crescita, (tranne in un periodo in cui è stata male e si era arrestata per due settimane), ora procede con un ritmo di circa 160 g alla settimana.

 

Grazie per la disponibilità, Grazia.

 

 

 

 

Innanzitutto potresti provare a fare sei poppate da 120, 130 g, così, anche se dovesse continuare a lasciare 30, 40 g di latte ogni volta, sempre 600 g di latte al giorno riuscirebbe a prendere; ma se anche questo sistema dovesse fallire, visto che la crescita continua ad essere soddisfacente, io non forzerei la bimba più di tanto e comincerei ad aggiungere, magari, prima mezzo cucchiaino, poi uno di crema di riso o mais e tapioca ad una poppata, per poi aggiungerne un secondo ad un’altra poppata non consecutiva, poi un terzo e così via fino a che tutte le poppate siano arricchite con un cucchiaino raso di farina di cereali, alternato, alcune volte, con un cucchiaino di biscotto primi mesi in polvere.

 

A questo punto la bimba avrà quasi raggiunto il quinto mese e se proprio il latte dovesse continuare a non essere di suo gradimento (inutile cambiare marca tanto il sapore non varia in modo significativo tra un latte e l’altro), si potrebbe pensare di introdurre una farina lattea al posto di una poppata, poi, anche prima degli otto chili fatidici, una minestrina.

 

Al momento della introduzione eventuale della farina lattea, i cereali in aggiunta alle altre poppate dovrebbero essere ridotti oppure le poppate ridotte a 4 anziché 5, ma questi aggiustamenti si decidono volta per volta in base all’appetito e ai gusti della bimba. Verso i 4 mesi e mezzo, lontano dalla poppata si può iniziare a proporre mezzo vasetto scarso di omogeneizzato alla frutta.

 

Uno svezzamento precoce è possibile quando un bambino non gradisce il latte, basta iniziarlo e portarlo avanti con molta gradualità. Detto questo, visto che comunque la bimba sta crescendo bene anche con meno latte rispetto a quanto prescritto dalle sacre tabelle, io non mi preoccuperei e non avrei nemmeno troppa fretta di arricchire l’alimentazione della bimba tanto più che non è enorme e pertanto ha una fisiologica velocità di crescita meno spettacolare di un altro bambino nato con un peso decisamente superiore

 

Un caro saluto, Daniela

 

 

 

 

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