Pubertà precoce: sintomi e terapia

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Buonasera gentilissima Dott.ssa,

sono la mamma di una bambina di 8 anni e mezzo (nata il 24/4/2002), non ha mai avuto problemi, crescita regolare. Oggi pesa 30 kg ed è alta 132cm, dal mese di luglio si è trasformata, hanno iniziato a farsi vedere i primi segni del seno, un po’ di peluria sul pube e negli ultimi giorni anche una sudorazione acidula. Mi sono preoccupata e l’ho fatta vistare da un endocrinologo di Pisa il dott. Cesaretti, che facendole l’ecografia completa, ha confermato i miei sospetti, in base ai dati che ha rilevato  la bambina potrebbe sviluppare fra circa 22 mesi, per fare però una diagnosi più precisa ci ha fatto fare la radiografia a polso e mano sx e dalle risposte risulta la crescita ossea di una bambina di circa 10 anni.
Abbiamo un appuntamento la settimana prossima con il Dott. per darci maggiori spiegazioni, ma noi siamo in ansia.
Ci ha parlato anche dell’eventuale terapia da seguire.
Ci può dare qualche delucidazone sul problema?
Grazie mille

Nei bambini italiani e comunque di tipo mediterraneo e non nordico, l’epoca normale di comparsa dei primi sintomi di pubertà si colloca tra gli otto e i dieci, tredici anni. Pertanto, la comparsa del bottone mammario a otto anni e mezzo associata alla prima peluria pubica e/o ascellare – anche se di solito la peluria compare alcuni mesi dopo il bottone mammario in una certa percentuale non insignificante di soggetti può comparire contemporaneamente senza che ci si debba preoccupare – in una bambina, non dovrebbe allarmare più di tanto a meno che tale obiettività non si associ ad uno scatto di crescita importante e cioè a meno che la bimba, in questi ultimi mesi non stia crescendo circa il doppio rispetto agli anni immediatamente precedenti, cioè un centimetro al mese anziché mezzo, in altre parole, in media 10 cm l’anno anziché 5 o 6.

Se, oltre all’aumento della o delle mammelle e alla peluria pubica e ascellare – che non deve essere confusa con la lieve peluria o lanugine che hanno alcune bambine di pelle olivastra e con capelli molto scuri che nulla ha a che fare con la comparsa di peli pubici e ascellari piuttosto spessi – la bimba iniziasse a crescere in altezza più del previsto per l’età, si imporrebbero chiaramente alcuni accertamenti per chiarire se si è di fronte ad una pubertà idiopatica precoce vera, cioè dovuta ad un aumento precoce di produzione di quegli ormoni che normalmente si mettono in  movimento, anche se più tardi, per indurre la pubertà a livello encefalico oppure se si tratta di modificazioni somatiche dovute ad una anomala produzione di ormoni da parte degli organi sessuali o dell’ipofisi, cioè di una pseudopubertà precoce patologica.

Quando si è in presenza di segni clinici di pubertà realmente precoce, cioè prima dell’ottavo anno o comunque attorno all’ottavo anno ma con aumento del seno e peluria associati a scatto di crescita importante, si impongono alcuni accertamenti atti a distinguere con certezza la natura benigna di questa pubertà in anticipo oppure la presenza di patologie, anche di tipo tumorale, ipofisarie o agli organi sessuali, che stimolino la produzione degli ormoni innescanti il processo puberale. Questi accertamenti sono prima di tutto l’età ossea, che accelera al momento della pubertà, ma anche dosaggi ormonali, ecografia pelvica, tac e/o risonanza magnetica cerebrale per valutare la presenza di neoformazioni ipofisarie. Nel caso di una pubertà precoce idiopatica, cioè non sostenuta da patologie, l’unico grosso problema per il soggetto, oltre alle implicazioni psicologiche, è la statura definitiva che potrà raggiungere in quanto al momento della pubertà la crescita in altezza, dopo un iniziale periodo di aumento notevole rispetto ai mesi e agli anni precedenti, scatto a volte preceduto da un rallentamento di crescita che lo fa apparire ancora più evidente, tende a ridursi velocemente per la precoce maturazione dei centri di accrescimento epifisari delle ossa lunghe potendo portare il soggetto ad una statura definitiva inferiore a quella prevista dal calcolo dei percentili pre puberali.

Dal momento della comparsa dei primi segni di pubertà, vi sono tabelle percentili apposite che possono far prevedere la statura definitiva che potrà raggiungere il soggetto se non trattato con ormoni in grado di bloccare momentaneamente il progredire della pubertà. Se tale statura definitiva presunta fosse poco accettabile rispetto alle previsioni di crescita fatte in fase pre pubere, potrebbe essere il caso di iniziare una terapia ormonale sostitutiva per bloccare di alcuni mesi o anni la pubertà, fenomeno che si manifesterà comunque dopo alcuni mesi dalla sua sospensione. Si tratta di ormoni analoghi all’ormone della crescita che, una volta iniettati, non sono in grado di produrre gli effetti sulla crescita staturale dell’ormone naturale ma che sono in grado di inibire per competizione la secrezione dell’ormone naturale.

Questa terapia non comporta effetti collaterali importanti o preoccupanti e di solito vi è indicazione ad essa quando i primi segni di pubertà si associano ad una maturazione ossea in netto aumento discorde con l’età anagrafica della bimba e quando si assiste ad un evidente scatto di crescita in altezza in corrispondenza della comparsa dei primi segni di pubertà. Il caso della tua bimba, posto che sia realmente inquadrabile in una pubertà precoce idiopatica, a mio avviso è al limite in quanto i sintomi sono comparsi dopo l’ottavo anno di vita e non prima, però a favore di una pubertà relativamente precoce vi è l’età ossea leggermente discordante dall’età anagrafica. Non mi dai indicazioni sullo scatto di crescita in quanto mi fornisci soltanto l’altezza attuale della bimba che si colloca su un ottimo percentile ed è coerente con il suo peso ma, non conoscendo le misurazioni dei mesi precedenti non posso farmi un’opinione sulla necessità o meno di iniziare sin da ora una terapia ormonale inibente il progredire della pubertà.

Tale terapia, comunque, non deve impensierirti in quanto non presenta, come ho detto, né pericoli né particolari effetti collaterali importanti e per di più si può attualmente praticare molto comodamente con una semplice iniezione ogni tre o nove mesi, secondo il giudizio dell’endocrinologo. Pertanto non devi temere la terapia però dai dati che mi fornisci non sono perfettamente in grado di farmi un’idea della necessità o meno di tale terapia o piuttosto di un semplice atteggiamento di attesa con osservazione periodica ogni due o tre mesi.

La pubertà precoce idiopatica, cioè non sostenuta da patologie agli organi riproduttori o all’encefalo, è un fenomeno che non deve preoccupare in quanto è possibile attualmente porvi rimedio con terapie poco impegnative, sicure e valide.

Un caro saluto, Daniela

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Medico chirurgo specializzato in Pediatria e Neonatologia con lunga esperienza Ospedaliera.