Portatrice sana di Trath talassemico


 

 

Buongiorno dottoressa,

 

la mia bimba è portatrice sana di trath talassemico come il padre, solo che a volte la sua emoglobina arriva a 8 e il volume a 58.

 

Volevo chiederle se esiste qualcosa per migliorare questi risultati visto che a volte e proprio pallida.

 

La ringrazio,

 

Cordiali saluti.

 

 

 

 

Nei periodi di maggior acutizzazione di una anemia emolitica non c’è molto da fare se non sostenere il grosso lavoro che deve fare il midollo osseo per generare velocemente nuovi globuli rossi al posto di quelli massivamente distrutti, quindi non c’è altro che l’acido folico e, ovviamente, la trasfusione di sangue che, se diventa, per necessità, troppo frequente, deve essere accompagnata da farmaci che legano il ferro perché una eccessiva quantità di ferro apportata dalle trasfusioni può diventare tossica per vari organi.

 

Per la talassemia non vi sono terapie particolari e da essa, come sai, non si guarisce. Attualmente si stanno sperimentando gli effetti delle cellule staminali omologhe e altre terapie si stanno sperimentando sui feti prima della nascita e consistono nel blocco della produzione di emoglobina adulta da parte del feto affetto da talassemia.

 

Il feto rimarrebbe, quindi, con la sola sua emoglobina fetale, che normalmente viene eliminata e sostituita da emoglobina adulta alla nascita. Nel feto talassemico, però, l’emoglobina adulta è difettosa e procura la ben nota sintomatologia emolitica,mentre l’emoglobina fetale è compatibilissima con una vita normale.

 

A mio parere, quindi, oltre a cicli di cura con acido folico ed eventualmente a trasfusioni, oltre al soggiorno in montagna alternato al soggiorno al mare affinché la variazione di altitudine stimoli il midollo osseo a produrre nuovi globuli rossi, non esistono rimedi se non quelli, in buona parte ancora sperimentali, sopra citati.

 

Una terapia promettente è, come ho detto, quella che si basa sulla cultura delle cellule staminali prelevate dal soggetto malato fatte interagire con un determinato virus fuori dall’organismo che modifica il gene anomalo del soggetto malato che gli fa produrre emoglobina anomala.

 

Una volta trattate, queste cellule staminali verrebbero reimmesse nell’organismo del soggetto talassemico e inizierebbero a produrre emoglobina normale. Ma soltanto un ematologo può darti tutte le informazioni del caso.

 

Un caro saluto, Daniela

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