Poppate da una sola mammella


 

Gentile dottoressa,

sono la mamma di un bimbo di 40 giorni che da circa una settimana non riesce a ciucciare dal seno sinistro (ciuccia un pochino per poi staccarsi come se non riuscisse a deglutire bene e poi si innervosisce), mentre ciuccia (spesso, ma non sempre) al seno destro (e comunque solo se lo attacco subito a questo seno).

La cosa ovviamente influisce, oltre che sulla durata infinita delle poppate (intervallate dai ruttini necessari per aiutarlo a ciucciare), anche sulla digestione del bimbo, che – soprattutto di notte – fa fatica a stare sdraiato manifestando evidenti difficoltà di digestione. Quale potrebbe essere la causa? Non credo di potere utilizzare un solo seno per l’allattamento…

Da notare che fino alla settimana scorsa sussisteva il problema – non in modo così grave – al contrario (succhiava bene a sinistra e non a destra).

Da circa tre giorni il bimbo richiede di essere attaccato molto di frequente (anche ogni 1/2 ore), come se le poppate (dall’uno o dall’altro seno) non fossero più sufficienti.

La ringrazio anticipatamente, Claudia

Pesa il bimbo, allattalo a richiesta attaccandolo per primo al seno che il bimbo aveva preso per secondo la volta precedente, tienilo attaccato al massimo un quarto d’ora a meno che tu non ti accorga che dopo un quarto d’ora ha ancora una suzione nutritiva, cioè tira forte per 4 o 5 volte poi si ferma e deglutisce: in tal caso lascialo finire; fallo, poi, riposare appoggiandolo sulla schiena per 5 minuti e attaccalo all’altro seno facendo attenzione alla posizione assunta dal bimbo e al corretto sostegno del seno con la mano che non regge il bimbo; se rifiuta il secondo seno non insistere più di tanto (al massimo lo stesso quarto d’ora del primo seno ma anche meno) e mettilo a letto, pronta a ridare questo secondo seno se si dovesse svegliare dopo poco.

Pesa il bimbo una volta alla settimana per almeno due settimane consecutive e se, con questo sistema, cresce in modo soddisfacente, non preoccuparti. Le poppate a seni alterni sono frequenti quando la calata lattea è abbondante e il bimbo viene saziato da un solo seno e non procurano inconvenienti al proseguimento dell’allattamento fintanto che, nel complesso, ogni seno viene svuotato abbastanza regolarmente e frequentemente, quindi è corretto attaccare il bambino più spesso rispetto a poppate che coinvolgono entrambi i seni.

Una poppata completa, quindi, potrebbe essere costituita da un seno per un quarto d’ora, un breve riposo, il tentativo con l’altro seno senza insistere, il riposo a letto se non succhia il secondo seno e la ripresa della poppata dopo una mezz’oretta. Ma alla fine di questo secondo seno, però, il bimbo dovrebbe rimanere sazio per almeno due ore, minuto più, minuto meno, altrimenti bisognerebbe capire cosa sta succedendo.

Con la doppia pesata (da non prendere come abitudine) si potrebbe capire quanto succhia ogni volta (basta farla 2 o 3 volte al giorno, non a tutte le poppate) e capire, così, se le richieste di attaccarsi al seno sono dovute a fame o a qualche fastidio (coliche, reflusso).

Ricorda, comunque, che ad intervalli piuttosto regolari dopo il parto e anche per tutta la durata dell’allattamento, ci possono essere alcuni giorni di carenza di latte, di solito ogni 20-30 giorni, che si risolvono immancabilmente attaccando il bimbo al seno più spesso e non cedendo alla tentazione di dare aggiunte.

Quaranta giorni dopo il parto potrebbero far pensare ad uno di questi momenti. Bevi molto, controllati la pressione e non preoccuparti: per il latte artificiale c’è sempre tempo.

Un caro saluto, Daniela

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