Pielectasia e scintigrafia


Salve,

mio figlio di 1 anno presenta una pielectasia di 7 mm al rene sx, che fu già diagnosticata in utero (allora era di 14 mm). Alla nascita era di 7 mm, così dopo 2 mesi; dopo 5 mesi al controllo ecografico non c’era più, mentre oggi è comparsa di nuovo.

Siamo andati da uno specialista in urologia pediatrica il quale ci ha consigliato già da adesso di procedere a ulteriori accertamenti attraverso la cistografia e la scintigrafia.

Io e mio marito siamo un po’ perplessi vista la tenera età e visto che sia il nostro pediatra di fiducia, sia un altro pediatra chirurgo, sia l’ecografo (il quale è specialista in pediatria), hanno detto che bisogna soltanto tenere sotto controllo la pielectasia, in quanto il bimbo non ha mai avuto infezioni all’apparato urinario (facciamo l’esame delle urine e l’urinocultura ogni 20 gg.).

Cosa ci consiglia lei, è bene fare ulteriori accertamenti abbastanza invasivi oppure aspettare qualche anno per vedere se regredisce da sè?

Ringrazio della risposta.

Giusym80


Ammesso che il bimbo abbia un reale problema malformativo, grande o piccolo che sia, alle vie urinarie, visto che non da segni indiretti di sè con infezioni ricorrenti o alterazione della funzionalità renale (del resto è impossibile pensarlo data l’esiguità del referto ecografico), penso anch’io che potresti aspettare un po’ per approfondire le indagini. però, è pur vero che finché non farai una scintigrafia e una urografia non potrai mai sapere da cosa dipende questa pielectasia.

Quindi, in definitiva, aspetta ancora un po’, se credi, perché elementi per pensare a un approfondimento diagnostico urgente non ve ne sono, però, così facendo, sarai sempre soggetta a fare controlli periodici ecografici e delle urine, mentre se scintigrafia o altro fossero fatte e con esito negativo, potresti metterti fin d’ora l’animo in pace.

Io ti consiglio il solito compromesso: aspetta il prossimo controllo ecografico, se è già in programma e se confermerà la pielectasia, ma soprattutto un suo aumento, procedi agli approfondimenti diagnostici che poi, tanto invasivi, proprio non sono.

Un caro saluto,

Danela

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