Piange ad occhi chiusi

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Gentilissima dottoressa,

vorrei parlarle della mia bimbetta di 7 mesi e avere da lei un parere medico e, perché no, una parola di incoraggiamento e riguardo la questione "risvegli notturni".

Dopo una gravidanza stupenda e un ottimo cesareo programmato (era podalica), è nata la mia bimba.

Da subito si è mostrata una bimba tranquilla, amante del sonno.

Non l’ho allattata perché non c’è stato verso di attaccarla al seno, ma per me il biberon è stato un metodo accolto con grande serenità e piacere, dato che ha permesso anche a mio marito di condividere con me il momento dell’alimentazione, La mia bimba ha sofferto di coliche (dai 15gg ai 3 mesi circa) che però la lasciavano dormire tranquilla tutta la notte. È stata una bimba che prestissimo ha abbandonato la poppata notturna e che si è sempre addormentata presto (20/20.45) tanto che l’abbiamo sempre dovuta svegliare per la poppata delle 22 (poppata necessaria, per farle fare almeno 5 pasti al dì)).

È una bimba che ha sofferto anche di rigurgiti, spariti poco prima dell’inizio della pappa, quando abbiamo cominciato con la frutta.

Premetto che sia io che mio mariti siamo tranquilli, poco ansiosi. Abbiamo vissuto le coliche e i rigurgiti con una certa fatalità e tranquillità, senza perdere la calma. Siamo molto attenti ai bisogni della bimba, amiamo farla vivere in un ambiente sereno, senza tv, senza musica assordante. Passiamo tanto tempo con la bimba, la portiamo fuori appena si può, giochiamo con lei, le facciamo la ginnastica, i massaggi. Le lasciamo anche tempo per stare da sola a fantasticare nella sua culla o sul suo tappetone, in modo che possa fare le sue esperienze tattili ecc… Cerchiamo di rispettare degli orari (colazione pranzo merende e cena alla stessa ora), orari ai quali la bimba si è adattata molto bene. La bimba è vispa e allegra, è una bimba che ride molto e sta nel suo lettino volentieri.

Lo svezzamento è andato molto bene: io ho fatto tutto con estrema calma, inserendo tutto con gradualità, anche per timore di sovraccaricare uno stomachino provato da rigurgiti di mesi.

Dopo 1 sett di frutta, abbiamo iniziato la pappa, accolta con grande gioia dalla piccola. Dopo un po’ la bimba ha iniziato a rifiutare la merenda e la cena di latte, così da pochissimo (1 sett, dunque a 7 mesi) ho introdotto lo yogurt a merenda e da 2 settimane la seconda pappa. Entrambe le novità sono state accolte con gioia! La bimba mangia volentieri, è quasi vorace. Non rifiuta alcuno dei cibi finora proposti. Inghiotte tutto con golosità (non ha denti)

I risvegli notturni sono cominciati circa 1 mese fa. La bimba si sveglia all’improvviso, resta a occhi chiusi e piange. È sufficiente darle il ciuccio perso e avvicinarle il coniglietto di pezza perché si addormenti subito. Non serve tirarla su o offrirle da bere. Il problema è che la cosa succede dalle 5 alle 9 volte per notte. E a volte sulle 4/4.30 la bimba si sveglia, ride, vocalizza, vorrebbe giocare, a volte frigna se nessuno la coccola. Dopo 45 min di solito si riaddormenta e arriva alle 6.30/7.

Questi risvegli li affrontiamo con tranquillità, un po’ io un po’ il padre. Le parliamo con dolcezza, la sistemiamo e torniamo a letto. Non alziamo mai la voce, cerchiamo di trasmettere alla bimba serenità e calma.

Al risveglio, al mattino, la bimba è felice, resta tanto tempo nel suo lettino a giocare (lasciamo una delicata lucetta accesa tutta la notte, così vede quel che ha intorno se si sveglia e noi non siamo costretti a accendere la luce forte).

Io non sono preoccupata, so che queste cose succedono, ma sono curiosa, vorrei capire cosa prova la bimba in quei momenti di scoraggiamento e quanto durano di solito questi periodi. Se, insomma, tornerà a dormire beata e, con lei, pure noi!

Attorno ai sei mesi di vita i bambini si trovano improvvisamente a fare una infinità di nuove esperienze sia sensoriali che cinestesiche e relazionali: incominciano a stare seduti e la verticalità del tronco pone i loro occhi in tutt’altra prospettiva rispetto alla posizione sdraiata; vedono finalmente bene anche da lontano e davanti a loro si svela un mondo molto più vasto dell’idea che ne avevano nei mesi precedenti quando la loro visione era ancora limitata; fanno esperienza di nuovi sapori e nuove consistenze e anche questo nuovo modo di alimentarsi procura loro emozioni; cominciano a staccarsi un po dalle braccia della mamma per cercare faticosamente una loro prima identità. Pertanto il secondo semestre non è un periodo facile per i bambini, inclusa l’eruzione dei dentini che può contribuire, anche di notte, ad aumentare fastidi e tensioni. Pertanto, i bambolotti di più di sei mesi cominciano a farsi sentire e anche il mestiere di mamma diventa più impegnativo. Il sonno anche modifica un po la sua struttura, diventa un po meno profondo dei primi mesi e questo mette i bambini a rischio di risvegli alla fine di ogni ciclo di sonno, nel periodo di ricomparsa del sonno così detto leggero.

È un tunnel obbligato per la stragrande maggioranza dei genitori che può durare alcuni mesi o molto meno, dipende dal bambino e ricette miracolose per affrontarlo non ci sono o per lo meno io non le conosco.

Quando la bimba piange ad occhi chiusi non svegliarla ma aiutala, magari, a scivolare nuovamente in un sonno diverso e più tranquillo con il suo ciuccio. Se si sveglia tranquilla, cerca di aspettare un po prima di accorrere verso di lei e lascia che faccia i suoi tentativi di autoconsolazione: quando lo riterrà necessario piangerà e vi chiamerà e solo allora andrete da lei. Armati di santa pazienza, quindi e cerca di recuperare di giorno una parte del sonno che ti verrà tolto di notte. Al limite, per evitare che si svegli del tutto quando vi chiama e non accorrete subito, falla dormire nella vostra stanza ma nel suo lettino in modo da essere pronta a cullarla subito al primo risveglio prima che si svegli definitivamente e si metta a piangere. Ovviamente, come ripeto sempre, devi escludere problematiche legate ad intolleranze alimentari, a carenza di ferro, a respiro difficoltoso attraverso le narici e va discorrendo che possono disturbare il sonno di un lattante.

Un caro saluto, Daniela

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