Peso neonato e allattamento


 

Gentile Dottoressa,

le scrivo per un parere che possa aiutarmi ad orientarmi un po’ di più. Il mio bimbo ha 40gg e pesa 4.250Kg. Alla nascita, regolare, pesava 3.170Kg per scendere con il calo peso a 2.900Kg.

Lo allatto esclusivamente al seno, con circa 6 poppate al giorno, distanziate di 3-4 ore. Lo schema delle 6 poppate distanziate è stato dettato dalla necessità di far fronte ad un fastidioso reflusso gastroesofageo che lo disturba dalla nascita. Il bimbo è anche in terapia con Ranidil.

Io sono solita lasciare poppare "a volontà" mio figlio, che tende ad autoregolarsi: ad una poppata abbondante (solitamente la prima al risveglio) segue sempre una o più poppatine contenute.

La pediatra mi ha fortemente sgridato dicendo che mio figlio è cresciuto troppo e che quindi devo necessariamente staccarlo dal seno e verificare che tutte le poppate siano entro i 100g. Ho provato, ma il continuo stacca e attacca necessario al controllo del peso innervosisce il piccolo, peggiorando notevolmente il reflusso.

Cosa devo fare? Onestamente non capisco la posizione della pediatra, non credo che il mio bimbo sia grasso e ho sempre pensato che il latte materno fosse un alimento sano e completo. Sottolineo che, dopo aver controllato con doppia pesata per parecchi giorni, mio figlio non prende mai più di 130g di latte! Forse il mio latte è troppo nutriente? Che dovrei fare, smettere di mangiare? E pensare che durante la gravidanza sono aumentata di soli 7Kg (ho vomitato dal primo all’ultimo giorno) che ho perso tutti durante il parto: la mia ginecologa temeva un mio crollo fisico con conseguente compromissione dell’allattamento!

D’altra parte, se un maggior controllo nelle poppate può aiutare mio figlio a stare meglio e permette di prevenire problemi futuri, sono assolutamente disposta a farlo.

Sono molto confusa e avrei bisogno di un parere che mi chiarisca il quadro. Purtroppo la mia pediatra, bravissima professionista, manca decisamente di empatia e, di fronte alle mie domande, risponde "signora, si fa così", gettandomi nel panico.

Grazie per la disponibilità.

 

Il tuo bimbo è cresciuto molto bene, ai limiti superiori della norma, sì, ma sempre in modo normale e non eccessivo. La sua assunzione di 130 gr a poppata per sei volte al giorno è più che ragionevole dato il suo peso, la sua età e il numero di poppate che fa al giorno.

Pertanto ha perfettamente ragione lui e non la tua pediatra. Il reflusso è una evenienza para fisiologica nel lattante che non si modificherebbe più di tanto anche diminuendo la quantità di latte assunto ad ogni poppata. Semplicemente, riempiendosi meno lo stomaco, il ritorno del latte ingerito sarebbe inferiore e forse non tale da fuoriuscire come rigurgito – ammesso che il tuo bimbo presenti dei rigurgiti post prandiali – Ma assenza di rigurgito apparente non significa assenza di reflusso, pertanto credo che il fastidio dimostrato dal bimbo a causa dell’ipotetico reflusso non si risolverebbe tenendolo crudelmente a stecchetto, anzi, ad esso si aggiungerebbe l’insoddisfazione e la frustrazione di non sentirsi mai sazio e anche il tuo seno, cioè la tua produzione di latte, non svuotando completamente il seno ad ogni poppata, ne risentirebbe. Pertanto il mio consiglio è quello di allattare il piccolo come e quando vuole, on piena libertà e serenità, con l’unica accortezza, forse, di regolare un po’ la distanza tra le poppate se queste sono sempre così abbondanti. In realtà un lattante reflussante si gioverebbe di pasti molto frequenti e poco abbondanti, pertanto, ammesso che sia possibile, potresti aumentare il numero delle poppate da sei a sette, nella speranza che così facendo ogni poppata sia un po’ meno abbondante e lo stomaco si sovraccarichi un po’ meno ogni volta. Però, siccome , a mio avviso, è assolutamente snervante e controproducente staccare un bimbo quando sta succhiando beatamente, pesarlo prima e dopo la poppata, controllare l’orologio ogni volta prima di offrire il seno al bimbo e così via, anche aumentando il numero delle poppate non avrai mai la certezza che il bimbo assuma ogni volta meno latte rispetto agli attuali 130 gr.

Pertanto, fai come ti detta il cuore e come ti suggerisce il tuo bimbo in piena libertà di pensiero attaccando il piccolo al seno quando lo desidera come si è sempre fatto da che mondo è mondo. Il reflusso andrà per conto suo e, con un po’ di pazienza, fra alcuni mesi si risolverà da solo, con o senza ranidil che comunque, se noti un effetto positivo quando lo somministri, nulla vieta di continuare a darlo anche se, a dire il vero, i gastroenterologi si stanno attualmente orientando verso la considerazione che, contrariamente a quanto è ora di moda o di abitudine pensare, il numero di casi di reale reflusso gastroesofageo, tra i bambini che lamentano nei primi mesi di vita alcuni disturbi pseudodigestivi accompagnati da fastidi vari, sia decisamente inferiore a quanto si è abituati a credere. In poche parole, pur non escludendo il problema, da quando si sono definiti inutili i vari accertamenti atti a formulare una diagnosi certa di reflusso e ci si è abituati a fare diagnosi di reflusso soltanto in base ai sintomi clinici, tali diagnosi sono aumentate in modo esponenziale, pertanto vi è il dubbio che non tutte siano reali. Il tuo latte è e sarà comunque sempre, non solo il migliore alimento per il tuo bimbo, ma sempre sufficientemente nutriente: se così non fosse il piccolo non sarebbe cresciuto così bene fin’ora. Abbi fiducia nel fatto che sarà sempre così anche nei mesi prossimi per tutto il periodo del tuo allattamento al seno e non farti condizionare da scuole di pensiero troppo rigide e codificate. Nessuna teoria scientifica o pseudo tale è e sarà forse mai in grado di superare l’equilibrio posto in essere dalle leggi della natura.

Un caro saluto, Daniela

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