Peso, allattamento e crescita a 9 mesi


Gentile Dottoressa,

le scrivo per il mio bimbo di 9 mesi.

Premetto che sto ancora allattando al seno, con grande richiesta, e lo svezzamento iniziato dal 6° mese circa non è stato dei migliori… Non gradisce tanto le pappe, è una lotta!

Il mio pensiero è il suo peso: quando è nato era 3,700 kg, ora è 8,200 kg, negli ultimi 2 mesi è crescito 300 grammi! Potrebbe essere legato al caldo estivo, alla crescita dei dentini (ben 3/4 in 2/3 settimane), oppure potrei iniziare a fargli sentire altri sapori più invitanti per stimolarlo a mangiare?

Inoltre è un bimbo sempre in movimento e fa la sua popò 2/3 volte al giorno in media. Non assimila nulla? Il mio latte non credo abbia più sostanza (anche se mi sembra di averne tanto), perciò è possibile dargli il latte di mucca magari diluito, oppure è troppo presto?

La ringrazio tantissimo!


L’allattamento al seno può anche essere continuato a oltranza, però, dal sesto mese di vita in poi, il bambino ha bisogno di assumere altri alimenti oltre il latte della mamma e precisamente almeno due pappe con cereali e carne o formaggio o, magari, pesce.

La dentizione e il caldo possono influire negativamente sull’appetito, ma anche errate abitudini di allattamento, cioè offrire il seno ogni momento, come può avvenire nei primi mesi, o sostituire una pappa che il bambino inizialmente rifiuta con una ennesima poppata al seno.

Per quanto riguarda il latte materno, esso è sempre buono e nutriente a qualsiasi mese di allattamento si sia, però potrebbe iniziare a scarseggiare, soprattutto in un periodo caldo come questo se la pressione sanguigna della mamma è molto diminuita o se non beve a sufficienza per reintegrare le perdite dovute al caldo. Ogni tanto, quindi, per capire, il bambino andrebbe pesato prima e dopo la poppata per sapere quanto latte trova al seno, per esempio, la mattina o il pomeriggio.

Quindi, con santa pazienza, il bimbo dovrebbe asumere due pappe, a pranzo e a cena con brodo vegetale preparato con tutte le verdure di stagione o brodo di carne molto sgrassato, pastina del formato che il piccolo preferisce, carne o legumi decorticati, olio extra di oliva e parmigiano. Anche il prosciutto è gradito, soprattutto ai bambini inappetenti, a causa del suo sapore deciso e un po’ più saporito.

Tra i pasti non deve mancare la frutta, alla quale si può aggiungere il biscottino, visto che durante le altre poppate non lo prende e il latte materno resterebbe tre volte al giorno, cioè mattina, pomeriggio e tarda sera, se necessario.

Il peso attuale, riferito da solo, senza almeno alcuni pesi dei mesi precedenti per poter disegnare una curva di crescita più precisa e senza la sua lunghezza, non mi permette di avere nessuna opinione, tanto più che non conosco nemmeno l’altezza e la costituzione dei genitori. Riduzioni della velocità di crescita, comunque, così come riduzioni dell’appetito o dell’interesse per il cibo, sono all’ordine del giorno e transitori nei bambini. Se la crescita in lunghezza del bimbo è nella norma e non ha subito rallentamenti significativi (dovrebbe ora superare di poco i 70 cm ma, per essere coerente con il peso attuale, potrebbe essere anche solo 70), ti consiglio, quindi, di assicurare al bimbo due pappe salate nella giornata più un pasto di frutta e, volendo, biscotto.

Il resto può essere di latte materno a meno che, con la doppia pesata, non ti accorgi che sta scarseggiando troppo (meno di 150 gr a poppata se il bambino fa solo 5 pasti al giorno di cui solo tre al seno ma anche un po’ meno se le poppate al seno sono di più: cioè, circa un litro complessivo di alimento al giorno tra pappe, frutta e latte).

In tal caso, parlane con il tuo pediatra che ti saprà consigliare se iniziare con il latte della centrale o, magari, più gradatamente, con uno yogurt il pomeriggio e fra un po’ anche con il latte vaccino la mattina. Se l’inappetenza è soltanto legate alle pappe, non ti preoccupare, se, invece, è globale, pensa anche ad un esame delle urine. Rimanderei gli altri accertamenti a dopo l’estate o almeno non li farei finché non si è stabilito che la scarsa crescita, se dovesse continuare, non dipende dalla scarsa alimentazione.

Per quanto riguarda le feci, il numero delle evacuazioni giornaliere non è molto importante: esso dipende dal volume di cibo assunto dal bambino, dalla quantità o meno di scorie e di fibre come verdure e frutta e dall’aumentata peristalsi intestinale, ora stimolata dall’abbondante salivazione che accompagna la dentizione. Va valutato l’aspetto, la compattezza, l’omogeneità e se sono ben digerite.

Un caro saluto,

Daniela

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