Periactin per viaggi


Salve Dott.ssa,

sono la mamma di due bambini di 3 e 5 anni e stiamo per affrontare un viaggio aereo di 10 ore. L’andata si farà di notte e mi hanno consigliato di somministrargli del periactin per facilitare il sonno. Mi chiedevo se l’antistaminico in questione, come altri farmaci del resto, sottoposti ad una diminuzione della pressione pari a quella che c’è nella cabina di una ereo, non alteri l’efficacia dei farmaci o modifichi gli effetti.
Grazie e buon lavoro
Roberta

Gli aerei che effettuano viaggi così lunghi sono adeguatamente pressurizzati: la pressione atmosferica al loro interno corrisponde a quella di un luogo situato tra i 1500 e i 2500 mt di altitudine e non mi risulta che vi possano essere modificazioni significative della composizione chimica e molecolare di un farmaco tali da modificarne significativamente l’efficacia.
Piuttosto bisogna dire che in alcuni casi la ciproeptadina, nome della molecola chimica del periactin, non procura sonnolenza bensì agitazione e irritabilità e spesso, in quanto antagonista della serotonina, può provocare secchezza della bocca e delle mucose – naso, ecc. – e raramente labirintite. In aereo l’aria condizionata pressurizzata è secchissima ed è necessario bere molto spesso e nei bambini l’orecchio medio è molto sollecitato dalla differenza di pressione e questo potrebbe, al limite, esacerbare un altro, raro, effetto collaterale del periactin, appunto la labirintite. Però, ripeto, si tratta di effetti collaterali rari e non pericolosi e una o due somministrazioni di periactin non dovrebbero provocarli. Rispetto alla sonnolenza utile per fare sopportare meglio il lungo viaggio a 2 bambini piccoli, non dovrebbero dissuadere dal somministrarlo.

Un caro saluto, Daniela

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