Perché non mi riserve le stesse feste che fa agli altri?


 

 


Gentilissima Dottoressa,


la ringrazio molto per la sua recente riposta in merito al quesito "nido sì, nido no": come immaginavo conoscendola ormai attraverso questa rubrica, ha offerto a me e a mio marito molti preziosi suggerimenti e spunti di riflessione. Ora vorrei porle un quesito breve: per quale ragione il nostro bambino, di 11 mesi e dal temperamento estroverso ed allegro sembra, almeno all’apparenza, rallegrarsi maggiormente alla vista di qualunque persona a lui gradita (papà, nonno, tata, colf…) che non alla mia?


Mi spiego meglio. Io credo che il legame di attaccamento del mio bambino nei miei riguardi si stia strutturando in modo "normale": l’ho allattato per 7 mesi, ho potuto occuparmi di lui sino a meno di un mese fa in modo continuativo poiché ho tardato il mio ritorno a lavoro e comunque, essendo insegnante di scuola superiore, anche ora il mio impegno è limitato ad alcune mattine (come le dicevo nella mia precedente mail, in mia assenza del bambino si occupa una tata che mi sta affiancando, anche durante qualche pomeriggio, da quando lui aveva tre mesi).


Quando siamo assieme Davide è allegro, se gli capita di avere qualche momento di crisi è solo con me che consola sebbene abbia instaurato un ottimo rapporto con la tata e naturalmente col padre; se devo uscire e lo lascio in compagnia di queste due persone o di mio papà e non è mai accaduto che piangesse vedendomi uscire dalla porta. Quando rientro, come lei suggerisce, sono sempre allegra e festosa, ma se va bene


Davide mi dà un’occhiata appena, se invece va male è capace di ignorarmi anche per mezzora, oppure di mettersi a piangere se lo prendo in braccio! Le confesso che questo suo comportamento mi rattrista e mi sconcerta, anche perché se invece il mio bimbo è in casa con me ed arrivano altre persone lui sfodera un delizioso repertorio di sorrisi, moine, gridolini di contentezza e manda i bacini con lo schiocco (ha imparato a farlo da un mesetto circa). Non che a me non riservi queste manifestazioni, ma solo se siamo in casa assieme e giochiamo oppure se, ad es., entro nella sua stanza al mattino. Non posso e non voglio dubitare dell’amore del mio bimbo, ma perché allora non sembra affatto contento di rivedermi dopo una mia assenza?


Mi scuso per il quesito forse banale, ma anche stavolta conto molto sulla sua risposta!…


Un caro saluto, Valentina

 

 

 

 

 

La tua è una figura scontata che fa ormai parte della sua vita e non costituisce una novità. Altre figure, invece, purché amorevoli con lui, rappresentano, in un certo senso, il mondo che ora il bimbo ha una gran voglia di esplorare dato che, come penso, inizia a tenersi dritto e a fare i primi passi.

 

Questa forte spinta istintiva a staccarsi dalle braccia materne per andare alla conquista del mondo crea, nel piccolo, inevitabili stati di ansietà, quindi il bisogno conseguente di avere al suo fianco alcune figure delle quali fidarsi che, in un certo senso, sappiano traghettarlo verso l’ignoto da cui è attratto e aiutarlo in questo suo desiderio di esplorazione. La mamma rimane una figura accogliente e rassicurante dalla quale tornare ogni volta che lo si desidera, in un certo senso per ricaricare le batterie in attesa di una nuova esplorazione, ma non è più una figura esclusiva nella mente del bimbo che, da questo momento in poi, sente il bisogno di guardare avanti e non più di stare costantemente accoccolato tra le braccia di mamma.

 

Credo che questo sia uno dei motivi principali dell’apparente maggior interesse dimostrato dal bimbo verso la tata e il papà invece che a te come succedeva prima. Ma non temere: l’oggetto privilegiato del suo amore rimani tu e lo rimarrai per molto tempo ancora, visto che, tra l’altro, è un maschietto. Soltanto, ora la sua attenzione è polarizzata da altre cose: le porte magiche del mondo si stanno spalancando davanti a lui.

 

Considera anche che il bimbo può vivere le tue assenze in modo un po ansiogeno e il suo apparente distacco al tuo ritorno potrebbe essere interpretato come un dispetto che vuole farti per fartelo capire. Ma non credo che sia il motivo principale del suo atteggiamento.

 

Un caro saluto, Daniela

 

 

 

 

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