Perché non dorme? (dentini? reflusso?)

Buongiorno,

le scrivo per un problema che mi assilla da alcuni mesi e per cui non riesco a trovare una soluzione.

Ho un bimbo di nove mesi e mezzo e sono ormai più di tre mesi che non riusciamo a dormire più di un’ora di fila.

Non è mai stato un dormiglione, ma intorno ai quattro-cinque mesi era riuscito a regolarizzarsi e a dormire di notte con solo un paio di risvegli, un successo rispetto agli otto, dieci, dodici e perfino quattordici risvegli di adesso.

Il periodo dei risvegli frequenti ha coinciso sia con la comparsa del primo dentino che con l’inizio dello svezzamento. La pediatra continua ad attribuire questi risvegli alla dentizione. Ora, se è vero che sembra soffrire molto, morde di tutto e a volte mi fa perfino uscire il sangue dal capezzolo, io non credo che sia possibile che per tre mesi e mezzo di fila un bambino non riesca a dormire per i denti. Ci sarà una notte in cui sente meno male, no? E poi a ogni risveglio, si siede subito nel lettino e comincia a piangere in modo inconsolabile come se sentisse un dolore atroce e la cosa non cambia se lo faccio dormire nel lettone. Ho provato a insinuare il dubbio che si tratti di qualcos’altro ma la mia pediatra continua a sostenere che non devo assolutamente preoccuparmi, che bisogna soltanto portar pazienza, tutt’al più confidare nel Nopron, opzione che io ho subito scartato.

Ho cercato di lavorare sulle abitudini del sonno, creando un rituale della nanna, mettendolo a letto presto e ho soltanto ottenuto un addormentamento più veloce e rilassato, ma il problema dei risvegli persiste.

Documentandomi in Internet ho cominciato a pensare che forse si possa trattare di reflusso. Ha spessissimo il singhiozzo e qualche volta, soprattutto nell’ultimo mese, gli è capitato di vomitare tutta la pappa a getto. Mangia di gusto i primi cucchiai, ma dopo un po’ non ce la fa più. A istinto ho cominciato a fargli fare pasti più leggeri ma con una maggiore frequenza anche perché mio marito soffre di stomaco e ha risolto il problema in questo modo.

Poi mi sono rivolta a una mia parente pediatra che purtroppo abita lontano da me e che quindi non ha potuto visitare il bambino ma, sentendo il problema, mi ha dato un consiglio che, da un paio di giorni, ho deciso di seguire. Mi ha detto di eliminare dalla mia alimentazione, non da quella del bimbo, tutti i latticini per un po’ e di vedere che cosa succede.

Siccome in passato mi era stata riscontrata un’intolleranza ai latticini, lei crede che il problema possa essere quello. Io sinceramente avevo rimosso il problema dell’intolleranza e quando sono rimasta incinta ho ricominciato a bere latte senza problemi. Adesso mi chiedo se possa essere davvero questa la causa dei risvegli e se così fosse perché la mia pediatra non ha cercato di approfondire la cosa.

Grazie mille per la sua risposta.

Buona giornata

Letizia


 

Cara Letizia,

nella tua lettera dici molte cose ma forse non abbastanza per avere un quadro preciso della situazione nella quale si trova il tuo piccolo, anzi, entrambe, visto che mi sembri piuttosto sconvolta dalle notti in bianco. Bisognerebbe fare chiarezza su più punti: per esempio, bisognerebbe cercare di capire se i risvegli del tuo bimbo riconoscono fondamentalmente una causa organica o se si inseriscono su una situazione psicologica un po disturbata piuttosto che in un contesto famigliare agitato o conflittuale o una costituzione famigliare che potrebbe avere ereditato con tendenza alla somatizzazione di tensioni psicologiche o emozioni. Capirai allora che, nonostante la tua lettera piuttosto lunga, ne so veramente poco del tuo bambino per orientarmi e darti una risposta precisa. Avrei bisogno di sapere come è trascorsa la gravidanza, sia dal punto di vista fisico che psicologico, che tipo di parto hai avuto, com’erano le condizioni del bambino alla nascita, se è nato a termine o prematuro, se è stato allattato al seno da subito, quando e come è stato svezzato, se frequenta l’asilo-nido e, se si, da quando e con quali risultati, cioè se ci va volentieri o meno.

Poi sarebbe bene conoscere il tuo rapporto con lui: sei una mamma serena o conflittuale o troppo ansiosa, come hai vissuto l’allattamento e come ha visuto il bambino l’allattamento, in che modo lo hai svezzato e come ha accettato cibi diversi dal latte materno, come lo stai alimentando ora: hai spesso fretta di fargli finire la pappa, sei ansiosa e temi che si alimenti troppo poco, sei, a volte, insicura e pensi di non riuscire ad interpretare fino in fondo i bisogni e le esigenze del bimbo, sei troppo normativa e credi che tutto quanto ti viene consigliato dal pediatra o da altri debba essere seguito ala lettera, il bambino ha avuto sin dai primi  mesi sintomi che facessero pensare ad un reflusso gastro-esofageo (rigurgiti frequenti, risvegli notturni più frequenti del normale con pianto e agitazione, catarro frequente, episodi di broncospasmo, pianto subito dopo la poppata), oppure ti viene in mente il problema del reflusso solo perché ora si sveglia troppo spesso la notte, lo hai inserito al nido da poco o è ancora a casa, sei tornata al lavoro e lo lasci molte ore con altre persone o sei sempre con lui. E infine, nei mesi precedenti, quando l’allattamento era esclusivo al seno, ha avuto sintomi che facessero pensare ad una intolleranza a qualche alimento assunto da te, per esempio coliche persistenti, dermatiti, diarree strane, agitazione e pianto notturno.

Avrei bisogno di sapere come sta crescendo ora, dopo che è stato svezzato, sei sicura di avere ancora latte a sufficienza o pensi che potrebbe svegliarsi di notte perché ha fame, come va di corpo ora, i suoi risvegli notturni si acuiscono e il suo nervosismo si accentua in modo significativo al momento dell’eruzione di un dente oppure è sempre ugualmente agitato con lo stesso numero di risvegli con pianto anche dopo che il dente è spuntato, in famiglia l’atmosfera è tranquilla o ci sono discussioni accese anche davanti a lui oppure semplicemente molto via vai di persone che possono innervosirlo. Sembra proprio un interrogatorio di terzo grado ma per fare una diagnosi, anche solo presunta, sul tuo bimbo, queste sono tutte le cose che bisogna sapere. Altrimenti bisogna elencare tutte le cause di insonnia e di agitazione notturna, ma non sarebbe più breve.

Allora, prima di tutto le possibili cause organiche: come mangia? Troppo, troppo poco? Il tuo latte basterà ancora? Il bambino sta crescendo bene e non troppo o troppo poco per la sua età? Ha distensione addominale, molta aria dal pancino, qualcosa che disturba la sua digestione soprattutto quando mangia determinati cibi? Dopo avere eliminato latte, latticini e formaggi dalla tua dieta nonché eventuali altri cibi piccanti per almeno una settimana continuativa la situazione è migliorata? Naturalmente anche il bambino non deve assumere latte vaccino o yogurth o latticini vari come ricotta fruttolo ecc. Se pensi ad un reflusso gastroesofageo ti dico che se il sospetto c’era anche nei primi mesi l’ipotesi non è da scartare; allora basta alimentare il bambino poco e spesso, tenerlo dritto per un’ora almeno dopo mangiato prima di coricarlo, farlo dormire su un materasso leggermente rialzato dalla parte della testa non con un cuscino ma con un rialzo sotto il materasso in modo che quest’ultimo sia un po in pendenza verso i piedi (30°), dargli eventualmente, previo giudizio della tua pediatra, un farmaco antiacido prima di metterlo a letto e, meglio ancora, fare alcune indagini diagnostiche per valutare la presenza del reflusso; ma se nei mesi passati nulla ti ha insospettito in questo senso, è molto poco probabile che un reflusso si manifesti proprio al momento dell’introduzione dei cibi solidi che, di solito, migliorano la sintomatologia; sintomatologia che, col passare dei mesi, sarebbe comunque destinata a migliorare spontaneamente invece che peggiorare. Il bambino beve a sufficienza durante il giorno? Noti un certo pallore ultimamente unito a inappetenza? In tal caso ti consiglierei di valutare un’otite catarrale anche poco sintomatica, cioè senza febbre e senza sintomi catarrali collaterali, che può dare dolori acuti che peggiorano nella posizione sdraiata e farei un esame urine perché una infezione delle vie urinarie può dare pochissimi sintomi e, tra questi, inappetenza, pallore, scarsa crescita e sonno agitato. Respira male sdraiato per naso chiuso o, rara a questa età, per ipertrofia delle adenoidi?Anche un’anemia da carenza di ferro può dare agitazione in un bambino, ma forse non a livello di risvegli notturni così frequenti. Quindi, per i problemi organici, abbiamo praticamente esaurito le ipotesi da valutare e da scartare o da prendere in considerazione. Alcuni bambini reagiscono con insonnia e agitazione alla somministrazione di vitamine del complesso B: quindi, se le prende ancora, ti consiglierei di sospenderle per un po. Anche l’igiene ambientale è importante per il sonno dei bambini: camera ariosa e sempre ben areata, ambiente silenzioso senza televisione o gente che parla ad alta voce, niente fumo di sigaretta ecc. ecc.

Per quanto concerne eventuali cause di natura psicologica, si sa, i nove mesi sono un’età critica per i bambini: cominciano a prendere coscienza della loro individualità: finisce il periodo di totale simbiosi con la madre, si rendono conto di essere individui a se stanti pur continuando a riconoscere nella madre l’oggetto privilegiato del loro amore; amore che ora può manifestarsi anche con atteggiamenti aggressivi nei suoi confronti visto che sono ancora in piena fase orale, cioè concentrano le loro sensazioni di piacere e il loro desiderio di possesso nella bocca, non solo portando tutto alla bocca e non solo succhiando (capezzolo, biberon, dito), ma ora che sanno mordere e, in parte, anche masticare, tentando di "distruggere" mordendo e triturando, il loro oggetto d’amore privilegiato, il capezzolo che, tu mi dici, riesce persino a farti sanguinare. Inizia poi l’istinto irrefrenabile di scoprire il mondo allontanandosi dalle braccia materne con il gattonamento e i primi incerti passetti. E magari anche le prime cadute e i primi pianti non tanto di dolore quanto di spavento e frustrazione. Per fare tesoro di tutte queste indispensabili esperienze, belle o brutte che siano, cioè per trarne profitto, per imparare e non rifare più gli errori, il bambino, nella sua mente, deve poterli ricordare e elaborare. Lo fa durante il sonno e, soprattutto, durante il sogno. Per questo, all’età del tuo, i bimbi sognano così tanto: spesso sogni durante i quali rivivono le emozioni e le esperienze della giornata, che non sono più solo la sensazione di benessere dopo una buona poppata o un gradevole bagnetto, vita vissuta e da lui ormai ben conosciuta; sono soprattutto le emozioni nuove che lui non sa ancora verbalizzare e nemmeno classificare, visto che per lui, ora, tutto è importante nello stesso modo. C’è poi la possibilità che dopo più di nove mesi la mamma sia tornata al lavoro e anche questo è un distacco importante e duro da mandar giù per il bambino. Metti anche che spesso questo distacco coincide con l’inserimento nel nuovo mondo del nido o con la presenza di una nuova persona vicino al bambino e capirai che sono mesi complessi. Se, nei mesi precedenti, mamma e bambino non sono riusciti a consolidare un legame di base definito "sicuro" o sufficientemente sicuro per i motivi più vari come, per esempio, una madre insicura, troppo ansiosa e iperprotettiva o, al contrario, un po’ distratta, indaffarata, ambivalente nei confronti del suo attaccamento al figlio o semplicemente depressa (anche solo borderline), stanca, poco sostenuta dal marito o dal partner ed esaurita,  questo periodo sarà ancora più delicato e tutte le problematiche, magari solo accennate nei mesi precedenti, vengono ora amplificate: se così fosse, tutta la famiglia dovrebbe attivarsi per fornire il maggior aiuto possibile sia alla mamma che al bambino e tutti, cominciando dal papà, devono sentirsi coinvolti e responsabilizzati. Se la mamma sente il bisogno di essere aiutata non deve farsi scrupoli a chiedere il sostegno di cui ha diritto e se la famiglia, in questo, non si dimostra idonea, deve rivolgersi a figure professionali esterne. Il cammino verso la crescita del bambino è appena cominciato, la strada è lunga, nessun tassello deve essere trascurato.

Dopo avere riflettuto su quanto detto e in attesa della soluzione giusta, non temere il Nopron più di tanto se il suo effetto benefico sul sonno può farvi riposare entrambe: si tratta di mettere mamma e figlio nelle migliori condizioni per prendere in mano le redini di una situazione impegnativa anche se, magari, più che fisiologica, ma se ci si sente stanchi  c’è un limite a tutto, non si è degli eroi. Se il bambino si sveglia ugualmente anche nel lettone, prova a farlo dormire a fianco a te ma nel suo lettino: potrai mantenere questa abitudine di far dormire il bimbo accanto a te più a lungo se capirai che è necessario così e tutti e due dormirete meglio.

Un caro saluto,

Daniela

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