Perché i bambini producono tanto muco? 3


Gent.ma dott.ssa,
vorrei chiederle una cosa che potrebbe sembrare stupida ma io non riesco proprio a capire.
Come mai i bambini producono così tanto muco?
Le spiego: ho un bimbo di 5 anni e mezzo, un mese fa ha avuto una bella bronchite curata con aereosol e augmentin per quasi 10 gg. Ha avuto una febbricola per 5 giorni che gli veniva solo alla sera ma dopo due giorni di antibiotico è passata.
La sua dott.ssa lo ha ricontrollato alla fine della cura e ci ha detto che era guarito, quindi di sospendere l’antibiotico ma aspettare un’altra settimana prima di rimandarlo all’asilo e così abbiamo fatto.
Adesso sono passati 20 giorni e ha ricominciato a produrre un sacco di muco verde, la notte respira male e, dopo una bella sudata fatta sabato al parco, stamani si è svegliato con mal di gola e la febbre a 38,7.
Stamattina è venuta subito la dottoressa e ha detto che ha la gola arrossata ma non ci sono placche e che c’è molto muco. Per ora ha detto di fare aereosol (clenil+fluibron) e tachipirina al bisogno ma se la febbre va oltre i due giorni si dovrà ridare l’antibiotico.  
Quello che vorrei sapere è: può il catarro e una gola un po’ arrossata dare una frebbe così alta (lui è solito avere febbre molto alta) e come mi devo comportare visto che il mio bimbo soffre molto i cambi di stagione e le sudate?
Non posso mica tenerlo chiuso in casa per non farlo sudare.
Grazie tante per la sua gentilezza e disponibilità, sto attraversando un periodo molto difficile a causa di un lutto familiare e mi sembra tutto così difficile in questo momento!

I bambini producono tanto muco perché sono dei terreni vergini: ogni contatto con virus e batteri è, per loro, un primo contatto; non hanno anticorpi specifici pronti a combattere sin dall’inizio l’agente patogeno e i virus, così come i batteri, ne approfittano per colonizzare le loro prime vie respiratorie con relativa facilità.
Però i bambini, anche se non hanno ancora anticorpi specifici di pronto intervento, non sono affatto privi di difese immunitarie, tutt’altro, solo che esse si mettono in moto in ritardo, quando la moltiplicazione batterica o virale è già avvenuta e i primi sintomi della malattia sono già evidenti.
A quel punto, tutto l’organismo, a cominciare dalle prime vie respiratorie, ingaggia una battaglia furiosa e all’ultimo sangue e, se il bambino non ha deficit immunitari, dopo pochi giorni, inevitabilmente, ha la meglio sugli aggressori.
Questi giorni, però, sono giorni di faticose lotte, proprio perché anche se arrivano in massa, tutti gli elementi e i meccanismi che caratterizzano le reazioni immunitarie, raggiungono i batteri e i virus quando questi sono già comodamente installati e si stanno allegramente moltiplicando. Se fossero in condizioni di giocare di anticipo, aggredendo il nemico al suo primo affacciarsi alla ribalta, come fanno i bambini ormai grandicelli o gli adulti, avrebbero lotte meno cruente e più silenziose, cioè asintomatiche, però le avrebbero lo stesso: nessun essere vivente si può permettere di stare al mondo in buona salute senza faticare, solo che nei bambini queste lotte continue si notano di più, sia per i motivi che ho detto prima, sia perché la caratteristica dei bambini è proprio quella di reagire in modo eclatante anche per minime aggressioni.
Quando un generale non è del tutto sicuro del valore e della forza sul campo dei suoi soldati, cosa fa? Raddoppia o triplica il numero dei soldati affinché, quantomeno, sia il numero ad assicurare la vittoria se non può farlo la forza e la preparazione di ogni singolo soldato.
E così, anche un banale raffreddore sembra qualcosa di molto più importante e la differenza tra una infezione seria e una banale, a volte, sfugge anche agli occhi del medico.
Guai se i bambini non avessero la possibilità di produrre tutto il muco che producono, che ingloba i batteri e i virus, stimola la tosse e tutti quei meccanismi che con il passare dei giorni rendono il muco più fluido in grado di staccarsi meglio dalle prime vie respiratorie per essere eliminato assieme all’infezione; guai se i bambini non fossero in grado di sviluppare i febbroni che a volte li colgono di sorpresa!
Sono i loro primi, generici ma efficacissimi meccanismi di difesa, se togliessimo loro anche quelli, li renderemmo ancora più inermi e sempre più dipendenti da cure che spesso sono molto meno efficaci e più tossiche della febbre stessa.
Quindi stai pur tranquilla e accetta con consapevole rassegnazione i frequenti muchi del tuo bimbo: passeranno quando il suo sistema immunitario avrà fatto abbastanza esperienza sul campo per sentirsi forte e competente.
Solo allora il generale che comanda le truppe potrà permettersi di ridurle mantenendo in servizio solo i veterani e i più competenti; ma questo succederà dopo il sesto, settimo anno, dificilmente prima.
Tieni conto, anche, che alcune infezioni virali, anche banali, possono lasciare un periodo anche lungo di depressione immunitaria e il bimbo, tornando a scuola guarito solo apparentemente, ha più facilità a riammalarsi. Inoltre, le infezioni più frequenti dei bambini, a volte, dipendono da uno stato psichico non ottimale e da una instabilità emotiva: la tua depressione in conseguenza del lutto che hai subito potrebbe così essere assorbita dal bimbo per empatia e le sue frequenti malattie potrebbero essere anche una espressione psicosomatica di questo disagio, a meno che, sin da molto piccolo, non abbia manifestato una certa tendenza alle allergie e alla iperreattività bronchiale.
Un caro saluto,
Daniela

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