Pellegrinaggio da più pediatri: il problema del reflusso non è più di moda


Gentile Dottoressa,

mi chiamo Sabrina, ho 38 anni, sono mamma di Alessandro, nato il 19/10/2010 con parto eutocico e travaglio veloce e sono infermiera. Mi trovo a scriverle come ultima ratio, vista anche la sua cortesia e disponibilità nelle risposte.
Ale è nato di 3,310 chili e dopo due giorni siamo stati dimessi con lui che pesava 3 chili. Ai successivi controlli la crescita non era soddisfacente per cui mi hanno fatto dare subito un’aggiunta. Le premetto che ce l’avevo attaccato al seno 18 ore al giorno perché cercava il seno  in continuazione. Così facendo, in breve tempo l’allattamento artificiale è diventato esclusivo: io mi tiravo fuori il latte ma la quantità era veramente ridicola. Questo ad un mese ed in quel periodo il bimbo ha cominciato a staccarsi in continuazione dal seno ed a spingere e grattare la gola come se dovesse andare di corpo ma a vuoto e distenderlo era impossibile. In seguito, per un altro mese circa, siamo stati tranquilli: mangiava, dormiva abbastanza e cresceva. Il 21 di dicembre pesava 5,250 chili.

Da quella data il momento dei pasti è diventato via via un vero incubo. Ha diminuito sempre più la quantità di latte assunto, distanziando le poppate, si è fatto più irritabile ed ha dormito sempre meno di giorno fino a non farlo. Presa dallo sconforto e preso contatto con più pediatri ho deciso di addensare il latte con la crema di riso perché il bambino rigurgitava, ruminava, faceva ruttini anche a distanza di ore, era tormentato dal singhiozzo e rifiutava il biberon inarcando schiena e collo. In più era cresciuto di due etti in un mese. La situazione è sembrata migliorare per due settimane, tanto che il bambino in quel periodo ha preso 4 etti.

Attualmente la situazione è questa: Ale pesa 6,1 chili, è lungo 62 cm ed ha una cfr cr di 41 cm. Ogni pediatra mi ha detto una cosa diversa accusandomi di dare una dieta sbilanciata al bambino ed obbligandomi a ritornare al latte liquido che il piccolo assolutamente non vuole, dicendo che il reflusso è una moda e via discorrendo.

Ieri 4/2 ha mangiato solo 4 volte e circa 120 ml al colpo di latte con la crema perché è l’unico che non gli viene su, ha degli sforzi continui come per andare di corpo anche lontano dai pasti, si piega continuamente in avanti e mentre mangia è comparso un automatismo al braccio di sin. come quando si gratta la pancia ai cani che sgambettano, mentre prima mi teneva il bibe. Mi prendono tutti per ansiosa e pazza ma mi creda, al contrario di come sono sul lavoro, qui a casa sono veramente sportiva. Se pensa che ho sterilizzato raramente i biberon. Il bambino prende il latte Humana che nessuno mi ha mai detto di cambiare.

Di giorno non dorme nonostante caschi dal sonno, così la sera crolla , si sveglia più volte durante la notte e la mattina vuole dormire fino alle dieci. Oggi 5/2 ha mangiato alle 2 e mezzo. Alle sette si è svegliato ma si è rifiutato di mangiare per poi tornare a dormire fino ad adesso. Sono quasi le dieci. Ogni giorno così.

È colpa mia? Sono al limite della stanchezza fisica e il padre mi dice che tanto va tutto bene perché il bimbo ride e se non mangia che sarà?
Chiedo scusa per la lunghezza ma spero di essere stata esauriente e le chiedo veramente una mano.
PS esame urine negativo.
Distinti saluti.

È vero, sempre più pediatri, attualmente, sono stanchi di ipotizzare un problema di reflusso gastro esofageo in ogni bambino etichettato come "difficile" da gestire al momento delle poppate  o con disturbi in concomitanza delle poppate motivando questo atteggiamento con il fatto che il reflusso è praticamente un evento fisiologico nei primi mesi di vita, non degno di tutta la considerazione data finora.

La malattia da reflusso non è quindi più di moda e in questo modo possono essere sottovalutati anche i casi di malattia da reflusso reale. Tu hai forse visto giusto pensando di addensargli il latte, ma a volte prima dei 4 mesi, gli amidi, se aggiunti in eccesso nelle poppate, possono non essere sempre ben digeriti. Inoltre, possono esserci modeste intolleranze alle proteine vaccine che si manifestano solo con scarso desiderio del biberon, scarso appetito, ecc.

Difficile, quindi, capire chiaramente un problema quando i sintomi sono piuttosto sfumati e generici.

Che fare allora?

Io comincerei col dire che, qualsiasi sia il problema del tuo bimbo, la sua crescita è regolare, quindi, in ogni caso, poco o molto che mangi, ad orari regolari o meno, la quantità gli è sufficiente. Come seconda considerazione: un latte addensato con riso o mais, comunque con farina di cereali contenenti amido, comporta una digestione più lenta e laboriosa del semplice latte liquido ed è ovviamente un po’ più nutriente del biberon di solo latte. Pertanto, niente di più facile che il bimbo allunghi la distanza tra le poppate e non raggiunga quei 160, 170 gr di latte che, ad occhio e croce, in base alla sua età e al suo peso, dovrebbe assumere. Però l’integrazione con crema di riso, nei primissimi mesi, dovrebbe avvenire con estrema gradualità per dare modo sia all’intestino che al pancreas di produrre piano piano gli enzimi necessari alla digestione degli amidi, enzimi che vengono prodotti solo quando si introducono gli amidi, quindi che non sono presenti in un bambino che è abituato ad alimentarsi solo con latte.

L’aggiunta deve quindi iniziare con mezzo cucchiaino in una sola poppata, poi in due, poi in tre e così via e solo quando tutte le poppate contengono un po’ di crema di riso si può iniziare a darne un cucchiaino raso. Se tu avessi proceduto con minore gradualità il bimbo potrebbe avere avuto dei problemi di digestione e di assimilazione.

Altra osservazione che si può fare è che, visto che ormai gli amidi sono stati introdotti, al compimento del quarto mese di vita il bimbo potrebbe razionalizzare la sua alimentazione stabilendo 4 pasti al giorno di cui tre di latte e uno composto da brodo vegetale, cereali, un cucchiaino di olio, poi, dopo una diecina di giorni, con l’aggiunta di mezzo vasetto omo di carne bianca di coniglio e agnello e dopo alcuni altri giorni con l’aggiunta di un cucchiaio o massimo due del passato delle verdure che ti sono servite per il brodo vegetale. Questo ridurrebbe la quantità di latte assunta dal bimbo, qualora fosse il latte il vero problema e permetterebbe di fare solo quei 4 pasti che il bimbo desidera con una quantità che potrebbe anche essere soltanto di 150 gr.

Infine, se il problema persistesse anche dopo l’introduzione della pappa di mezzogiorno e si manifestasse in modo chiaro solo al momento di assumere i pasti di latte, si potrebbe pensare di cambiare latte (anch’io non amo molto il latte humana) magari preferendo un latte biologico con probiotici come il più economico "neolatte". Ma ogni cambiamento deve essere fatto a ragion veduta, dopo avere ben valutato l’aspetto delle feci, se vi è presenza di muco, al limite anche di sangue occulto che indicherebbe una allergia alle proteine vaccine.

Se così fosse a nulla gioverebbe il cambiamento con neolatte ma bisognerebbe pensare ad un latte privo di plv. Un gastroenterologo, inoltre, potrebbe escludere di essere in presenza di un intestino particolarmente lungo o di una peristalsi particolarmente pigra che potrebbero generare problemi digestivi senza per altro costituire una vera e propria patologia. Sintomi chiaramente riferibili ad esofagite da reflusso potrebbero ridursi o scomparire con la somministrazione di antiacidi,cioè di ranitidina. Ma è meglio che sia un gastroenterologo a consigliarti il da farsi. E se anche il gastroenterologo dovesse convenire che il bimbo sta perfettamente bene e non ha nessun disturbo riferibile ad una patologia specifica, io mi metterei l’animo in pace e cercherei di assecondarlo con una certa elasticità nei pasti, almeno fintanto che non si sovrapporrano problemi di rientro al lavoro, di introduzione al nido e così via che ti obbligheranno comunque a dare delle regole al piccolo. Non farti venire l’esaurimento e nemmeno i sensi di colpa per non riuscire a capire a fondo le esigenze del tuo bimbo: molto spesso, anche a dispetto di molti consigli specialistici, i problemi si sciolgono con la crescita come neve al sole prima ancora di essere riusciti ad inquadrarli in qualche modo.

Un caro saluto, Daniela

 

 

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