Pavor notturno e Nopron

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Gentile Dott.ssa,
mio figlio ha 2 anni e soffre di terrori notturni.
Il mio pediatra di fiducia mi ha consigliato la somministrazione del Nopron, infatti con la dose minima di 2 ml riesco a farlo dormire tutta la notte, senza risvegli di urla e pianti. Il pediatra mi ha detto che è un bambino iperattivo (iperattività familiare, in quanto suo padre da piccolo soffriva di questi disturbi del sonno) e a me, per la verità, non sembra così iperattivo ma solo molto vivace, tipico della sua età. Tra le altre cose, anche la sera facciamo fatica a farlo addormentare, è completamente restio.
La sua parola d’ordine è no, guai a contraddirlo.
Io e mio marito siamo preoccupati e non sappiamo come risolvere, sia per l’uso del Nopron, che porta assuefazione, sia per il suo comportamento.
Infatti il mio pediatra mi ha detto che non è il caso di approfondire in merito ai disturbi del sonno, ma se proprio insisto, devo cominciare con un elettroencefalogramma, etc.
Non vorrei traumatizzarlo ulteriormente in quanto l’anno scorso è stato ricoverato in ospedale per una brutta gastroenterite da rotavirus per 10 gg.
Allora attendo un suo consiglio in merito. Le premetto che lavoriamo entrambi e siamo via tutta la giornata, può essere anche una causa?
La ringrazio anticipatamente.
Daniela e Luigi

Due anni è la complessa e impegnativa età dei no: il comportamento del bimbo la ricalca pienamente. I no e i capricci potrebbero quindi esistere anche in mancanza di terrori notturni che, come dice il vostro pediatra, possono risentire di una certa famigliarità e costituzione indipendentemente dai suoi comportamenti diurni.
Il Nopron aiuta il sonno tranquillo dei genitori e fa dormire meglio il bimbo perché influisce (eliminandola o riducendola) proprio su quella particolare fase del sonno del bambino durante la quale si formano i terrori notturni, cioè la fase di sonno molto profondo che precede la fase del sogno. Con il Nopron, quindi, paradossalmente, i bambini hanno un sonno più tranquillo proprio perché più leggero, o meglio, meno profondo. Il farmaco si può tranquillamente dare per alcuni mesi consecutivi: qualora dovesse subentrare assuefazione si potrà decidere se aumentare un po’ la dose o sospenderlo per alcune settimane.
I fenomeni di pavor notturno non si esauriscono in poco tempo: bisogna aspettare che maturi la funzionalità cerebrale durante il sonno, quindi è inutile pensare di dare il Nopron per pochissimo tempo: al massimo, se continua ad essere efficace, si darà per due o tre mesi e si sospenderà per alcune settimane per poi ridarlo nuovamente se fosse ancora necessario. Anche a me sembrano superflui gli approfondimenti diagnostici tipo eeg o elettrosonnografia però cercherei di capire se una presenza più assidua della mamma accanto al bambino migliora il suo umore durante il giorno: è ovvio che l’assenza prolungata di entrambi i genitori non può essere vissuta dal piccolo con gioia e serenità. Un periodo di vacanza di entrambe proprio per stare vicini al bimbo farebbe capire quanto il bambino si rasserena e si tranquillizza quando la famiglia è riunita e potrebbe costituire una ricarica psicologica per il bimbo che, forse, frequenta l’asilo tutti i giorni per molte ore e potrebbe essere un po’ esaurito da questo tran tran quotidiano.
Un caro saluto,
Daniela
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